Quest’anno, in Europa, potrebbero verificarsi più casi gravi di influenza. E non solo per il paventato ‘allarme vaccini’ poi rientrato in Italia, che sembra aver spinto qualcuno a non immunizzarsi. Ma soprattutto per la possibilità di una ridotta efficacia delle vaccinazioni nei confronti di un ceppo virale che sembra destinato a mutare rispetto a quello incluso nel siero di quest’anno. E’ quanto rileva il Centro europeo per il controllo e la prevenzione della malattie (Ecdc) in un report pubblicato oggi.
I dati di sorveglianza raccolti dal 1 ottobre 2014 indicano che, nelle prime 10 settimane della stagione influenzale – spiega infatti il rapporto – nei Paesi europei i casi di malattia sono stati provocati prevalentemente dal virus A(H3N2), piuttosto che dall’A(H1N1) pdm09 e dai ceppi B. E nelle stagioni precedenti, i casi di influenza da virus A(H3N2) sono stati associati a forme più gravi di malattia rispetto a quelli provocati dall’A(H1N1) e dai ceppi B. Il vaccino, inoltre, include quest’anno tre componenti: A(H1N1) pdm09, virus dell’influenza B e A(H3N2). Ma “purtroppo – avvertiva l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) già una decina di giorni fa – è probabile che il virus A(H3N2) avrà una deriva antigenica rispetto al ceppo incluso nel vaccino. Questo significa che ha è probabile che il vaccino sia meno efficace”. Ipotesi non rara nella ‘storia’ delle influenze stagionali, e ventilata oggi anche dagli Ecdc. La stagione influenzale, registrano gli esperti Ue, è ancora ‘bassa’ in Europa, anche se in crescita. Le caratteristiche genetiche del virus A(H3N2) indicano che in Europa, come negli Stati Uniti, ci sono significative differenze fra i virus circolanti e quello utilizzato nel vaccino. Ma anche se questo potrebbe influire sull’efficacia del vaccino per ciò che riguarda questo ceppo, è comunque importante che le persone si vaccinino, ribadisce l’Ecdc. Il siero infatti fornisce protezione contro gli altri virus influenzali attualmente circolanti, migliorando o riducendo la durata dell’influenza e di conseguenza abbassando la mortalità. La vaccinazione antinfluenzale – concludono gli esperti europei – rimane la misura più efficace contro l’influenza e i suoi pericoli per i soggetti più a rischio, e i virus circolanti sono comunque sensibili a farmaci antivirali come oseltamivir e zanamivir.


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