L’anticiclone sahariano raggiunge il suo posizionamento più meridionale, i torridi e polverosi venti di “Harmattan” spirano verso il golfo di Guinea

Rafravn428-goIn questo periodo dell’anno il sole raggiunge lo “Zenit” (area di massima insolazione diurna, con i raggi solari che nelle ore centrali del giorno cadono perpendicolarmente sull’orizzonte) sul tropico del Capricorno, dove entra nel vivo il periodo clou della stagione delle piogge sugli altopiani dell’Africa australe. Proprio a causa dei passaggi “zenitale” del sole il “fronte di convergenza intertropicale” (noto con la sigla di “ITCZ”) raggiunge il suo posizionamento più meridionale annuo, scivolando a sud dell’umido bacino del Congo, verso l’area tropicale dell’Africa meridionale, dove l’attività convettiva, ulteriormente esaltata dalla linea di confluenza fra i venti occidentali del “Monsone di Guinea” e quelli orientali sospinti dall’Aliseo di SE, che domina sopra l’oceano Indiano meridionale, sta per raggiungere la massima intensità. Con il sensibile arretramento del “fronte di convergenza intertropicale” anche il torrido anticiclone sub-tropicale sahariano tende a spostare il proprio baricentro verso sud, invadendo la vasta area semi-desertica del Sahel che ingloba tutti i paesi dell’Africa sub-sahariana, dove invece entra nel vivo la stagione secca.

Classica giornata da "Harmattan", con aria secca e cieli velati dal pulviscolo desertico
Classica giornata da “Harmattan”, con aria secca e cieli velati dal pulviscolo desertico

Lo spostamento verso sud dell’anticiclone sub-tropicale sahariana sta favorendo anche una sensibile intensificazione dei secchi e polverosi venti di “Harmattan”, che non sarebbe altro che il corrispondente dell’Aliseo di NE sopra il deserto del Sahara. La notevole differenza di pressione che si è venuta a determinare tra l’area sahariana, sede del robusto anticiclone sub-tropicale del Sahara (che in questo periodo arretra poco a nord del golfo di Guinea), e l’Africa centro-meridionale, dove permangono le basse pressioni di origine termica che danno luogo all‘intensa attività convettiva, stanno accompagnando un ulteriore intensificazione dei venti di “Harmattan”, che per giorni e giorni continuano a spazzare le infinite distese desertiche del Sahara, dall’Egitto meridionale fino al Burkina Faso, con intensi venti da E-NE e NE, che molto spesso riescono a lambire i 40-50 km/h, sollevando grandi nuvole di polvere e pulviscolo desertico che vengono spinte fino al nord della Nigeria e sul Mali meridionale, dove molto spesso i cieli appaiono velati. Passando sopra le zone desertiche i sostenuti venti di “Harmattan” sollevano per aria ingenti quantità di polvere e pulviscolo desertico, producendo delle vere e proprie nuvole di polvere che spesso si muovono in direzione delle coste dell’Africa occidentale. In molte località dell’Africa occidentale, specie fra Niger, Mali, Burkina Faso, Mauritania, Senegal e nella regione separatista del Sahara occidentale, le tempeste di polvere, prodotte dagli intensi venti nord-orientali provenienti dal cuore del Sahara, causano drastiche riduzioni della visibilità orizzontale, creando non pochi disagi, soprattutto per il traffico aereo, con molti aeroporti chiusi e decine di voli cancellati per la pessima visibilità.

Tipica giornata di "Harmattan" in Burkina Faso
Tipica giornata di “Harmattan” in Burkina Faso

In questi giorni, con l’ulteriore discesa verso sud del baricentro del robusto e grande anticiclone sub-tropicale sahariano, le secche e polverose correnti di “Harmattan”, dal Ciad si sono estese fino al Camerun e al sud della Nigeria, arrivando a raggiungere persino le coste affacciate sul golfo di Guinea, con una debole ventilazione da Nord e N-NE proveniente direttamente dalla fascia semi-desertica del Sahel. Una debole ventilazione da Nord si è affacciata persino sull’area di Lagos, inibendo l’umida ventilazione marittima da S-SO e SO (“Monsone di Guinea”) che per tutto l’anno domina sul golfo di Guinea. L’arrivo dei secchi e caldi venti di “Harmattan” spesso viene invocato a gran voce dalle popolazioni che abitano lungo il golfo di Guinea, visto che il soffio provoca un forte abbassamento dei tassi di umidità relativa e dell’effetto afa (insopportabile a quelle latitudini), rendendo il clima meno soffocante. Per questi popoli l’”Harmattan” è un vento benefico, tanto che viene definito il “dottore”. Pur essendo un vento caldo l’”Harmattan” può anche portare importanti episodi di freddo sui paesi del golfo di Guinea. I bassi tassi di umidità relativa, durante le ore notturne, in presenza di cieli sereni (visto la protezione offerta dall’anticiclone sahariano in quota) e scarsa ventilazione nei bassi strati, possono favorire l’insorgenza di importanti inversioni termiche, grazie all’intenso irraggiamento notturno delle aree continentali africane, tanto da far sprofondare le temperature minime sotto la soglia dei +19°C +17°C in piena area sub-equatoriale. I più grandi episodi di freddo che hanno colpito l’area di Guinea sono associata a grandi spinte delle secche correnti di “Harmattan” verso i paesi che si affacciano sul golfo di Guinea.

La polvere dell'"Harmattan" raggiunge le foreste pluviali del sud della Nigeria e del Camerun
La polvere dell'”Harmattan” raggiunge le foreste pluviali del sud della Nigeria e del Camerun