L’inverno comincia a muoversi sul vecchio continente, cominciando a delineare le sue prime mosse che iniziano ad incuriosire ed appassionare gli amanti del freddo e della neve. A smuovere la situazione ci ha pensato, come avevamo scritto nei giorni scorsi, l’affondo di un blocco di aria gelida, di estrazione artico marittima, sulla Lapponia e sul nord della Svezia e della Finlandia, che ha favorito l’isolamento di un primo serbatoio di aria molto fredda e pesante, nei bassi strati, sul settore più settentrionale della penisola Scandinava, dove le temperature stanno sfondando il muro dei -30°C. A contatto con i terreni innevati della Lapponia e della Svezia settentrionale queste masse d’aria fredde tenderanno ulteriormente a raffreddarsi, grazie all’”Albedo” e al forte irraggiamento notturno che caratterizza le lande scandinave nel mese di Dicembre, conservando le proprie caratteristiche gelide anche nei bassi strati.
Questo blocco di aria molto fredda, dopo essersi impossessato della Lapponia, e del nord della Norvegia, della Svezia e della Finlandia, nel corso delle prossime ore comincerà pian piano a scendere di latitudine, ammassando masse d’aria sempre più fredde e pesanti verso la Norvegia meridionale, il sud della Svezia e la Danimarca. Così mentre il flusso freddo, di lontane origini artiche, continua a scivolare di latitudine, spingendosi dal nord della Scandinavia fino al mar del Nord e alla Danimarca, più a sud si andrà a realizzare una temporanea “meridianizzazione” del flusso perturbato principale che scorre sull’Europa centrale. Difatti, lo sviluppo in Atlantico di un robusto promontorio anticiclonico oceanico sul vicino Atlantico (pulsazione dinamica dell’azzorriano verso nord-est) verrà agevolato dall’uscita, dal Canada sud-orientale, di una depressione a carattere freddo, che andrà ulteriormente ad approfondirsi sull’Atlantico occidentale, grazie alla rigenerazione del “getto polare” in uscita dagli USA. Questa spinta dinamica dell’alta pressione delle Azzorre, che dall’Atlantico portoghese si ergerà fino all’Irlanda e alla Scozia, riuscirà ad imporre una distorsione in seno alle correnti zonali, imprimendo una marcata direttrice nord-occidentale al flusso perturbato principale che scorre sull’Europa centro-occidentale.
Tale ondulazione, nel corso della prossima serata, facendosi sempre più marcata all’altezza della Francia e della Germania, intercetterà una parte di quell’aria fredda, polare marittima che nelle ore precedenti si era accumulata fra il mar di Norvegia, la Danimarca e l’Europa centrale. Parte di quest’aria molto fredda, si metterà in moto verso l’Europa centrale, e dopo aver attraversato la Germania, la Svizzera e l’Austria, aggirerà le Alpi ad est, versandosi fra la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Slovenia e parte della Croazia, con tesi e freddi venti nord-occidentali. Raggiunge le pianure danubiane, in Ungheria, le masse d’aria fredde, polari marittime, ma leggermente continentalizzate sulle aree continentali dell’Europa centro-orientale, sfogheranno sull’Italia e sul bacino centrale del Mediterraneo tramite freddi e rafficosi venti di bora e grecale che si “canalizzeranno” lungo gli intagli naturali delle Alpi Dinariche, raggiungendo velocità significative per il “deflusso” rivolto verso l’Adriatico. Questi venti, da E-NE sul Golfo di Trieste, e da NE e N-NE sull’Adriatico, oltre a provocare un temporaneo incremento del moto ondoso, produrranno un significativo peggioramento, per il sensibile abbassamento del campo termico e la cacciata, di forza, delle masse d’aria più miti e umide preesistenti da settimane nei bassi strati. L’entrata dell’aria fredda polare marittima verrà preannunciata dal rapido passaggio di un fronte freddo che attraverserà le regioni settentrionali, producendo un effetto sottovento con conseguente attivazione di secchi venti di “Foehn” sulle vallate alpine di Piemonte e Lombardia e sottostanti pianure.
Questo fronte freddo presenterà caratteristiche “anabatiche” solo sulle regioni settentrionali, causa l’effetto di sbarramento imposto dalle Alpi al flusso settentrionale in scorrimento nella media troposfera. Scivolando verso sud-est questo fronte freddo, dopo aver subito uno “split” orografico indotto dal “forcing” alpino, tenderà rapidamente ad evolversi in una ciclogenesi riempita con aria fredda, polare marittima, con un fronte che si occluderà rapidamente sul medio-basso Adriatico, presentando le caratteristiche fredde che determineranno piogge e precipitazioni nevose sull’Appennino, fino a quote di alta collina sul far della sera fra Marche, Abruzzo e Molise. Mentre i rimasugli del fronte freddo originario rimarranno ancora attivi sul basso Tirreno orientale, dove l’afflusso di aria sempre più fredda in quota innescherà anche forcing un certo “forcing” convettivo che a fine giornata interesserà la Calabria tirrenica e la Sicilia settentrionale, con rovesci e temporali, anche localmente intensi e con caratteristiche grandinigene. Come capita sempre in questi casi le regioni del versante adriatico saranno quelle maggiormente esposte, che vedranno i maggiori effetti, sia in termini di precipitazioni che di freddo, con un calo termico che potrebbe aggirarsi nell’ordine dei -7°C -8°C, localmente anche più, rispetto i miti valori di questi giorni.
L’arrivo dell’aria fredda polare marittima, in sfondamento dai monti della Croazia e della Bosnia Erzegovina, favorirà un crollo della quota dello “zero termico”, che entro la mattinata di domani potrebbe spingersi fino a quote collinari sulle regioni del medio-basso Adriatico. Riguardo l’evoluzione per l’ultimo weekend del 2014 bisogna subito ammettere che malgrado le proiezioni modellistiche davvero esaltanti, il grado di precidibilità rimane molto basso per la presenza di una “dinamica di flusso molto fluida”. Il vero problema riguarda proprio la disposizione dell’asse principale dell’avvezione fredda che dalle pianure Danubiane si verserà verso il bacino centrale del mar Mediterraneo, e i conseguenti minimi barici prodotti dall’effetto sottovento all’Appennino che verranno a realizzarsi non appena il flusso freddo si verserà sul “mare Nostrum”. Per questo la prognosi continuerà ancora ad essere riservata. Solo entro domenica potremo avere un quadro ben più dettagliato sulla futura evoluzione.


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