Messina: come la realizzazione del porto di Tremestieri ha modificato il litorale tra 2000 e 2012

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10853839_758272934250657_1253778013_oNel 2006 è stato completato lo scalo portuale di Tremestieri, a Messina Sud, per allontanare il traffico dei TIR dal centro storico.
Lo scalo è stato realizzato sul litorale sabbioso-ghiaioso che si sviluppa sulla costa orientale ionica della Sicilia per decine di chilometri fino al porto di Messina lungo il quale avviene il trasporto di sedimenti (dalla battigia fino a 4-5 m di profondità circa) da sud verso nord in relazione alle mareggiate anche molto potenti di scirocco.
Le singole mareggiate alimentate dal grecale sono poco influenti e determinano, col tempo, una limitata ridistribuzione dei sedimenti verso sud.
Lo scalo è stato realizzato costruendo un molo e dragando l’area per raggiungere il fondale necessario all’attracco dei traghetti.
Il molo è stato spinto oltre l’originaria spiaggia emersa ed ha rappresentato uno sbarramento al trasporto dei sedimenti lungo costa che si sono progressivamente accumulati determinando un vistoso ripascimento della spiaggia emersa e di quella sommersa ed una inevitabile dispersione lungo la scarpata sommersa sul cui ciglio termina la difesa foranea.
La punta del molo, infatti, è stata attestata sul ciglio di una scarpata sommersa che determina un rapido approfondimento del fondale (figura 1); nel 2010 essa è stata interessata da un vistoso dissesto.

10872316_758272917583992_548842889_nFigura 1: la figura evidenzia la scarpata sommersa che si trova ad alcune decine di metri ad est della battigia lungo la quale è inevitabile che avvenga la dispersione irreversibile dei sedimenti durante le mareggiate di scirocco. E’ evidente il ripascimento causato dall’accumulo dei sedimenti erosi lungo il litorale a sud del porto e l’invasione dell’area portuale ripetutasi varie volte in occasione delle mareggiate di scirocco.
ll ripascimento è avvenuto rapidamente dopo la costruzione dello scalo (a testimonianza del costante apporto verso nord dei sedimenti in concomitanza con le mareggiate di scirocco) tanto che durante le mareggiate i sedimenti sormontano il molo accumulandosi nello specchio d’acqua adibito a scalo causando seri inconvenienti alla navigazione marittima come accaduto in seguito alla mareggiata di inizio novembre 2014.

I sedimenti accumulatisi a sud del molo risultano protetti dal moto ondoso indotto dal grecale per cui rappresentano sedimenti irreversibilmente sottratti al litorale che si spinge fino a Galati per circa 5-6 chilometri a sud.
Lo scalo marittimo, pertanto, come era facilmente prevedibile, ha determinato uno scompenso diretto sugli equilibri del litorale a sud sottraendo irreversibilmente volumi di sabbia, sempre maggiori, per cui i sedimenti una volta trasportati dalle mareggiate di scirocco a ridosso del molo si accumulano nella trappola di sedimenti artificialmente creata ed in parte si disperdono lungo la scarpata sommersa e superano la difesa foranea colmando, in parte, l’area portuale.
La mareggiata dell’inizio novembre 2014 ha determinato danni molto gravi a vari manufatti di Galati e la scomparsa irreversibile di migliaia di metri quadrati di spiaggia emersa.
Contestualmente enormi volumi di sabbia hanno sormontato il molo e invaso l’area portuale causando l’interruzione della navigazione portuale.
Nell’ambito del litorale a sud di Tremestieri, che era già interessato da una lenta e progressiva erosione, la costruzione dello scalo marittimo ha rappresentato una causa di notevole aggravamento irreversibile del fenomeno.

10853839_758272934250657_1253778013_oFigura 2: modificazioni avvenute tra il 2000 (foto a destra) ed il 2006 (foto al centro). L’immagine a sinistra sintetizza schematicamente le più significative modificazioni. Come si vede, il molo ha determinato lo sbarramento del trasporto dei sedimenti verso nord e l’accumulo con un ripascimento massimo di circa 33m a ridosso della diga foranea, come era facilmente prevedibile. A nord dello scalo, dove la spiaggia è senza rifornimento, si è accentuata l’erosione che ha raggiunto valori massimi di circa 17 m. A sud del molo, oltre il tratto interessato da ripascimento, la spiaggia è stata interessata da erosione con un massimo di circa 30 m.

Lo studio del materiale fotografico consente di valutare le modificazioni della morfologia costiera; in questa nota sono riportati i risultati relativi ad un tratto di litorale di circa 1600 m a nord e a sud dello scalo portuale di Tremestieri in base alle foto aeree del Portale Cartografico Nazionale (figure 2 e 3).
Il ripascimento della spiaggia emersa a sud del molo complessivamente ha raggiunto un valore massimo di circa 60 m mentre l’erosione a sud e a nord ha raggiunto valori massimi, rispettivamente, di 45 m e di 32 m.

10878414_758272957583988_2023773615_oFigura 3: modificazioni avvenute tra il 2006 (foto a destra) ed il 2012 (foto al centro). L’immagine a sinistra sintetizza schematicamente le più significative modificazioni. Nell’immagine centrale è schematicamente rappresentata l’area sommersa (racchiusa dalla linea gialla) nella quale deve essere avvenuto accumulo di sedimenti e l’area nella quale si deve verificare dispersione di sedimenti (linea rossa) verso la scarpata. Questi ultimi aspetti devono essere rilevati mediante adeguato rilievo subacqueo. Come si vede nell’immagine a sinistra (sovrapposizione della foto del 2012 su quella del 2006) il tratto a sud del molo è stato interessato da un ulteriore ripascimento che ha raggiunto valori massimi di circa 25 m. L’erosione è continuata a nord e a sud con valori massimi di circa 15 m.

Il volume di sedimenti ormai sottratto irreversibilmente alla “economia della spiaggia” non sarà “ricompensato” naturalmente e continuerà ad aggravare l’erosione a sud e a nord dello scalo portuale anche in seguito a localizzati e non coordinati interventi (barriere soffolte, barriere radenti, ecc.) realizzati in alcuni tratti di costa nel tentativo disarticolato di cercare di contenere i danni ai manufatti e alle proprietà pubbliche e private.
Naturalmente le modificazioni della morfologia della spiaggia emersa sono adeguatamente quantizzabili facendo ricorso a misure di dettaglio; le immagini proposte con questa nota costituiscono una inconfutabile prova del rapporto diretto di causa ed effetto, del resto scontato, tra costruzione dello scalo e conseguenti modificazioni morfologiche.
E’ possibile anche valutare l’accumulo di sedimenti avvenuto nella spiaggia sommersa avendo a disposizione i rilievi batimetrici rilevati prima e dopo l’intervento.
Rilievi diretti di vario tipo possono consentire di stimare anche il voluime dei sedimenti dispersi irreversibilmente lungo la scarpata sommersa.
E’ evidente che il volume dei sedimenti accumulatisi a ridosso del molo, a sud, nella parte emersa e sommersa e quelli dispersi lungo la scarpata sommersa costituiscono sedimenti sottratti irreversibilmente alla “economia della spiaggia” a sud.
Il moto ondoso di grecale, infatti, non ridistribuisce più verso sud i sedimenti catturati nella trappola a ridosso del molo dello scalo.
In tal modo è da prevedere un incremento progressivo dell’erosione nei primi chilometri a sud dello scalo durante le forti mareggiate di scirocco.
Eventuali interventi scoordinati dettati dall’urgenza di mitigare i possibili danni ai manufatti costieri aggraverebbero localmente l’erosione con serio pericolo per la sicurezza ambientale.

Prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, docente del Master in Pianificazione Comunale, Università di Napoli Federico II.
Prof. Ing. Angelo Spizuoco, Centro Studi di Ingegneria, San Vitaliano, Napoli.