Diversamente da quanto si pensi anche negli Stati Uniti sarà un Natale prevalentemente mite e sopramedia su gran parte degli stati contigui, salvo alcune eccezioni nel nord, e lungo il confine canadese. Addirittura sugli stati centro-meridionali continua il lungo periodo di anomalie termiche positive, che vanno a sommarsi dopo un Ottobre e una prima parte di Novembre caldissimo in tutti i 50 stati. La persistenza di un vasto promontorio anticiclonico dinamico, che dal Pacifico orientale e dalla West Coast si espande fino al Middle-West e agli stati centrali, continuerà a garantire tempo sostanzialmente stabile, o al più variabile, con annuvolamenti inframmezzati da ampi spazi soleggiati e cieli limpidi. Il tutto in un contesto termico piuttosto mite, grazie all’azione imperante delle “Westerlies”, provenienti dal Pacifico settentrionale, che continueranno a convogliare masse d’aria piuttosto miti e relativamente umide sugli USA meridionali e centrali. Ma per vedere un po’ di freddo e nevicate fino a bassissima quota basta spostarsi nel nord degli States, specie fra Nebraska, South e North Dakota, Minnesota, Winsconsin e Michigan, per poter assaporare un bianco Natale.

La presenza di profondo vortice depressionario, ben strutturato alle quote superiori della troposfera, con un minimo sul Michigan, favorirà la discesa di vari impulsi freddi, di estrazione polare, che oltre a far diminuire ulteriormente le temperature favoriranno l’avvento di nuove nevicate, in particolar modo fra il Wisconsin, il Michigan il Minnesota, il nord dell’Iowa e il Michigan, dove la “dama bianca” sarà la vera protagonista di questo Natale. Difatti, come evidenziato dai modelli matematici, questa profonda depressione a carattere freddo nel corso delle prossime ore, pur spostandosi in direzione degli stati canadesi dell’Ontario e del Quèbec, tenderà ulteriormente ad approfondirsi. Questo perché il vortice depressionario freddo, ora sopra il Michigan, verrà alimentato lungo il proprio bordo occidentale dalla discesa del ramo principale del “getto polare”, che dal Pacifico nord-orientale si dipanerà fino agli USA centrali, per poi fuoriuscire sull’Atlantico occidentale, lungo il lato più meridionale dell’appena citata circolazione depressionaria. Il ramo discendente del “getto polare”, assumendo una marcata componente meridiana, da N-NO e da Nord, proprio al traverso del Middle-West, oltre ad imprimere una considerevole vorticità positiva alla profonda depressione in allontanamento verso il Quèbec, permetterà di spingere verso il Canada centrale e la baia di Hudson masse d’aria molto fredde, d’estrazione artica marittima continentalizzata, che verranno in seguito aspirate dalla vasta circolazione depressionaria, legata all’attività del vortice polare troposferico, insistente da più giorni fra l’arcipelago Artico canadese ed il mar Glaciale Artico.
S’innescherà un flusso di fredde correnti dai quadranti nord-occidentali, o più propriamente settentrionali, sul lato post-frontale dell’ampia depressione extratropicale in azione fra i Grandi Laghi e il Canada orientale, che scivolando ulteriormente verso latitudini più meridionali, a contatto con l’aria più mite e umida insistente nei bassi strati, fra il Canada meridionale e gli USA settentrionali, genererà delle condizioni d’instabilità. La discesa delle masse d’aria molto fredde e pesanti, d’estrazione artica, tenderà a scalzare bruscamente verso l’alto le masse d’aria più umide e temperate preesistenti sopra le praterie degli USA centro-settentrionali, favorendo lo sviluppo di annuvolamenti cumuliformi che daranno origine a precipitazioni sparse, che assumeranno prevalente carattere nevoso fino a bassissima quota, se non al piano, fra il Wisconsin, il Michigan il Minnesota, il nord dell’Iowa e dell’Illinois, e il Michigan, dove non mancheranno neppure dei brevi rovesci di neve. Durante la notte di Natale la neve potrebbe cadere, seppur con intermittenza, anche in grandi città come Chicago, Milwaukee e Detroit, anche se le temperature a cavallo dei +0°C -1°C non permetteranno accumuli consistenti.
Nelle prossime ore la vasta circolazione depressionaria, che continua ad essere supportata lungo il suo bordo più occidentale dalla discesa di impulsi di aria molto fredda, di diretta estrazione polare, che dall’Artico canadese scivolano fino all’area dei Grandi Laghi, tenderà a spostarsi molto lentamente verso l’Atlantico occidentale, sospingendo gran parte delle nevicate sugli stati canadesi dell’Ontario e del Quèbec, dove peraltro fra la prossima notte e domani si verificheranno delle nevicate sparse di debole e moderata intensità, inframmezzate anche da qualche rovescio di neve. L’ingresso dell’aria molto fredda, di origine artica marittima, causerà anche un vistoso calo delle temperature su tutto il Canada centro-orientale e sul nord degli Stati Uniti, dove le temperature scivoleranno a cavallo dei -5°C -10°C, mentre valori attorno ai +0°C sono attesi sulle aree costiere del New England. Altrove, a parte le gelate mattutine sulle Montagne Rocciose e sulle aree più interne del Middle-West, il clima continuerà a presentarsi molto mite, soprattutto nel sud e negli stati di sud-est, dove si registreranno temperature massime fino a +24°C +25°C. In Florida, a Miami, per Natale la massima potrebbe sfiorare i +29°C +30°C. Tempo ideale per la tintarella nelle bianche spiagge della rinomata città statunitense.


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