Il lander Philae, che ora e’ ‘addormentato’ sulla cometa di Rosetta potrebbe risvegliarsi nella primavera prossima: lo dice all’Ansa Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) che ha contribuito a realizzare il veicolo insieme con le Agenzie Spaziali di Francia e Germania. Il lander, rilasciato dalla sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), e’ stato ibernato perche’ durante l’atterraggio sulla cometa 67/P Chyurumov-Gerasimenko non si sono azionati gli arpioni che avrebbero dovuto ancorarlo al suolo. Per questo e’ rimbalzato tre volte sulla superficie approdando in un luogo diverso da quello programmato e in ombra, forse in un crepaccio.
Ora si aspetta l’avvicinamento della cometa al Sole per avere l’energia sufficiente a ricaricare le batterie del veicolo. Prima dell’ibernazione, spiega Flamini, ”abbiamo visto che Philae riceveva circa un’ora e 30 minuti di luce al giorno, in primavera l’intensita’ di luce che arriva dal Sole potrebbe essere tale che anche un periodo di illuminazione cosi’ ridotto puo’ essere sufficiente a ricaricare le batterie”. Cosi’ si potranno acquisire nuovi dati direttamente dalla superficie della cometa, intanto le informazioni che Philae e’ riuscita a catturare prima di addormentarsi sono state tutte scaricate, e gia’ sono fonte di scoperte. Per esempio, spiega Flamini, ”i dati sembrano indicare che la cometa ha un debole campo magnetico e potrebbe essere formata quindi da materiali con proprieta’ magnetiche”. Dal momento che questi oggetti contengono i materiali piu’ antichi del Sistema Solare, secondo il coordinatore scientifico dell’Asi, anche i mattoni che hanno dato origine ai pianeti (i planetesimi) e che si sono formati nell’infanzia del nostro sistema, potrebbero aver avuto gli stessi materiali.


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