“Le prenotazioni in montagna non stanno andando bene. La neve non c’è, la crisi si fa ancora sentire e a fare la parte de leone ci sono pure le previsioni meteorologiche”. Lo dice a Labitalia Luciano Magnani, presidente del Collegio nazionale dei maestri di sci ricordando i dati emersi dall’indagine Skipass Panorama Turismo, promosso da ModenaFiere e realizzato da JFC. “Comunque in un contesto in cui regna l’incertezza -spiega- data soprattutto dalle impossibili previsioni sui tempi della ripresa in Italia e su come si svilupperà la crisi russa, l’inverno 2014-2015 sarà caratterizzato, su tutte, da una tendenza primaria: il desiderio di soggiornare in montagna, per leisure”. “E’, infatti, altissima la richiesta di coloro -sostiene- che vogliono vivere la neve ma senza, per questo motivo, essere necessariamente obbligati a praticare una disciplina sportiva. Quindi, più gente sulla neve ma per leisure, per pranzare in un rifugio o trascorrere qualche ora in relax al solarium sulla neve”. Vi è poi un fenomeno sociale che nell’inverno 2014-2015 sarà identificativo delle principali destinazioni montane italiane: quello delle ‘glamlady’: signore di un’età compresa tra i 43 ed i 65 anni, soprattutto residenti nelle grandi città del centro-sud Italia. Da almeno un decennio nella stessa destinazione. L’importante è che il soggiorno sia ‘narrabile’, vale a dire che crei un po’ di invidia al ritorno a casa. Gli sci ai piedi si mettono ogni tanto, ma la passione non è quella. Il tempo si trascorre tra un aperitivo nel locale storico della località ed una sauna seguita da un massaggio nella spa più in del luogo. Lo shopping è l’altro fattore determinante: non tanto per acquistare, anche se si acquista sempre qualcosa. quanto per farsi vedere e farsi riconoscere di anno in anno. Soggiorni lunghi per le ‘feste comandate’, e qualche weekend per non perdere l’abitudine. Le località che frequentano, pertanto, non possono che essere quelle più famose: da Cortina d’Ampezzo a Courmayeur, da Ortisei a Bormio, sino a Madonna di Campiglio e Cervinia. Altro fattore di interesse, sempre con riferimento alla prossima stagione invernale, è quello legato alle stazioni sciistiche: da un lato vi è la riscoperta di quelle che potremmo definire le stazioni mignon. Quest’inverno, infatti, vi sarà la riscoperta delle piccole stazioni sciistiche, che hanno un sapore tutto particolare, la mancanza di ressa anche in alta stagione, il buon rapporto prezzo-qualità e la certezza di relazioni umane autentiche e non surrogate; dall’altro lato vi è il rafforzamento della leadership delle stazioni top, che implementano nuove discipline, anche sconosciute, per attirare clientela. La loro forza, però, si sostanzia nel mix esistente tra immagine ed appeal, tra quantità e qualità dei servizi, tra validità del sistema ospitale e garanzia di poter sciare.
Montagna: prenotazioni a ribasso tra meteo e crisi


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