Un potente “Jet Streak” attraverserà il nord Atlantico agevolando la nascita di una spettacolare “depressione-uragano” sui 930 hpa a sud della Groenlandia in settimana

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Rtavn968L’inizio della nuova settimana, subito dopo l’Immacolata, sarà caratterizzato anche dallo sviluppo, sull’Atlantico nord-occidentale, a ridosso delle coste sud-orientali groenlandesi, di un profondissimo ciclone extratropicale, che verrà alimentato, lungo il suo bordo più occidentale, dallo scivolamento di un vasto blocco di aria artica marittima, che dallo Stretto di Davis scivolerà fino al mar del Labrador e all’Atlantico nord-occidentale. In questo caso, l’innesco della profondissima “depressione-uragano”, nel tratto di mare antistante le coste meridionali groenlandesi, verrà supportato dal passaggio, nell’alta troposfera, di un intenso “Jet Streak”, sopra l’Atlantico settentrionale, con valori fino a 300 km/h sui 9000 metri di quota. Proprio i “Jet Streaks”, come capita in Atlantico, sono i veri motori del tempo atmosferico e innescano lo sviluppo dei più grandi cicloni extratropicali. Questo potentissimo fiume d’aria, che passerà nell’alta troposfera, determinerà lo sviluppo di una importante anomalia della tropopausa, agevolando l’intrusione di aria dalla stratosfera, molto secca e stabile, la quale scorrendo al di sopra dell’aria molto più tiepida e umida, in scorrimento nei medi e bassi strati, contribuirà ad instabilizzare l’intera colonna d’aria, accelerando l’intero processo ciclogenetico a ridosso delle coste meridionali della Groenlandia.

alaska-extratrop-20120926Anche in questo caso la circolazione depressionaria si troverà nell’uscita sinistra del “getto polare”, e verrà interessata da una cospicua “dry intrusion” stratosferica che darà ulteriore enfasi all’approfondimento del maestoso ciclone extratropicale, facendogli assumere, nella mattinata di martedì 9 Dicembre, le sembianze di una vera e propria “depressione-uragano”, con un minimo barico da capogiro che potrebbe toccare valori sui 930 hpa. Il potente “gradiente barico orizzontale” che verrà ad innescarsi lungo il margine occidentale e meridionale di questo immenso ciclone extratropicale darà origine a potenti tempeste di vento, in grado di raggiungere l’intensità di uragano, con venti violenti, da NO e O-NO, capaci di toccare anche i 170-180 km/h nelle raffiche, lungo l’Atlantico nord-occidentale. L’esteso “Fetch”, che dal mar del Labrador si propagherà fino alle Far Oer, rischia di sollevare ondate davvero molto alte, molto pericolose per la navigazione marittima, che raggiungeranno altezze di oltre i 10-11 metri lì dove si localizzeranno le tempeste più violente, sul quadrante meridionale della profondissima circolazione ciclonica. Basti pensare che una situazione meteorologica molto simile, nel Gennaio 1993, favorì la formazione sull’Atlantico settentrionale del più potente ciclone extratropicale mai osservato dalle agenzie meteorologiche, che passò nel tratto di mare appena a sud dell’Islanda, con una pressione centrale che scese fino ai 914 hpa. Il potentissimo ciclone extratropicale, avvicinandosi al Regno Unito, porto violenti venti di tempesta che raggiunsero picchi estremi di ben 194 km/h nel nord-ovest della Scozia.

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