Profondissimo ciclone extratropicale spazza l’Estonia e la Lettonia, registrati venti fino a 139 km/h e insoliti temporali di grandine sul Baltico

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10868130_758579767561867_8544732748730910838_nIl profondissimo ciclone extratropicale, che nei giorni scorsi si è sviluppato sul nord Atlantico, dopo aver attraversato il sud della Scandinavia, passando per la Svezia meridionale, ha raggiunto il mar Baltico, per spingersi fin sul nord-ovest dell’Estonia. Il forte “gradiente barico orizzontale” associato a questa profonda depressione ha originato venti molto forti, prevalentemente da SO e O-SO, che localmente, nei punti maggiormente esposti della costa estone, hanno raggiunto l’intensità di tempesta, con raffiche che hanno lambito picchi di ben 100-120 km/h. Basti pensare che in alcune località dell’Estonia nord-occidentale è stata misurata una pressione minima di ben 973 hpa, segno del passaggio ravvicinato dell’occhio ciclonico. A Parnu, per esempio, alle 07:30 AM (ora locale) la pressione è scivolata sotto i 973 hpa, per poi risalire in modo molto brusco, fino ai 990 hpa delle 03:50 PM. Questo cambiamento repentino della pressione barometrica ha generato il vento “isallobarico”, che sommandosi al vento di “gradiente” ha dato luogo alle furiose tempeste di vento che in mattinata hanno sferzato le coste estoni occidentali. Il vento “isallobarico” agisce come una sorta di grande onda atmosferica che permette alle masse d’aria di spostarsi il più rapidamente possibile da un’area di alta pressione a un’altra di bassa pressione limitrofa.

Storm-waves-break-on-the-sea-wall-in-front-of-the-Cobb-in-Lyme-Regis-2955646Quando i cambiamenti del campo barico su una determinata regione diventano repentini, con brusche cadute di pressione subito seguite da rialzi barici altrettanto bruschi ed estesi si una vasta area geografica, allora ci troviamo dinnanzi alle condizioni ideali per l’insorgenza del potente e temuto vento “isallobarico”. Di solito delle variazioni cosi brusche e repentine del campo barico su una determinata regione non possono che essere associate al rapido passaggio di una profondissima area ciclonica extratropicale che si muove con una velocità di spostamento largamente superiore a quella dei cicloni tradizionali se inserita in un letto di fortissime correnti occidentali o mediamente occidentali nella media troposfera (500 hpa). In simili situazioni su un’area piuttosto vasta, anche di oltre 500-1000 km, il campo barico può variare molto velocemente, costringendo così le masse d’aria a spostarsi il più rapidamente possibile dalle zone in cui la pressione aumenta repentinamente verso quelle zone dove la pressione scende altrettanto repentinamente.

1454700_979741035374227_6227487287703154528_nI valori pressori cosi estremamente bassi hanno generato un rapido rafforzamento del “gradiente barico orizzontale”, con isobare circolari, strette e molto ravvicinate attorno al minimo barico centrale che hanno prodotto un sensibile rinforzo della ventilazione grazie all’introduzione della componente “isallobarica”, con raffiche che hanno oltrepassato i 100-120 km/h nei punti meglio esposti della costa estone. Lungo il bordo meridionale della circolazione ciclonica extratropicale, scesa fino a 972 hpa, l’infittimento delle isobare indotto dallo stesso processo ciclogenetico messo in moto dallo scorrimento di aria molto fredda a nord del minimo barico è stato talmente intenso da attivare vere e proprie tempeste di vento circoscritte fra il mar Baltico e le coste di Estonia, Lituania e Lettonia. A Sõrve, in mattinata, durante la fase più estrema delle forti tempeste di vento è stata misurata una raffica di vento di ben 139 km/h, che rappresenta il valore più alto finora toccato sulle Repubbliche Baltiche. In Lettonia spiccano i 126 km/h raggiunti nel porto di Liep?ja, dove le fortissime raffiche hanno abbattuto alberi e insegne pubblicitarie. Ma raffiche di picco, fino a 80-90 km/h, si sono registrate anche in altre località costiere dell’Estonia occidentale, particolarmente aperte agli impetuosi venti da O-SO e Ovest, in sfondamento dal mar Baltico.

La fase del "landfall" del profondo ciclone extratropicale lungo le coste estoni nord-occidentali
La fase del “landfall” del profondo ciclone extratropicale lungo le coste estoni nord-occidentali

A Kuressaare, per esempio, in mattinata è stata registrata una raffica di oltre 77 km/h da Ovest, mentre a Parvu la raffica più forte non è andata oltre i 72 km/h da O-SO. Oltre ai venti molto forti, in genere da SO o O-SO, lungo le coste di Lettonia e Lituania si sono verificate anche intense mareggiate che hanno provocato locali allagamenti. Il mar Baltico, in particolare il settore antistante le Repubbliche Baltiche, si è rapidamente agitato, con la formazione di onde ben formate e molto ripide, che hanno raggiunto altezze di oltre i 3-4 metri. Tra oggi e domani le forti burrasche, annesse alla profonda circolazione depressionaria di vecchie origini atlantiche in spostamento verso est, si estenderanno alle pianure della Russia europea, causando delle nevicate o dei rovesci di pioggia mista a neve lungo le pianure Sarmatiche fino all’area moscovita e al bacino del Volga e all’area degli Urali. Nella città di Kazan, come sulla capitale Mosca, si verificheranno delle nevicate diffuse, sotto una sostenuta ventilazione da Sud-Ovest e S-SO. Questo profondissimo ciclone extratropicale ha anche contribuito a spingere sul vecchio continente masse d’aria molto umide e relativamente più tiepide, d’estrazione temperata oceanica, che hanno prodotto un vistoso rialzo dei valori termici su quasi tutte le nazioni europee. Questo significativo rialzo termico, che ha giustificato l’afflusso nei medi e bassi strati dell’aria tiepida temperata oceanica, aspirata niente meno che dalle medie latitudini oceaniche, ha contribuito ad imprimere una maggiore dinamicità in troposfera, con un conseguente sensibilmente inasprimento del “gradiente termico verticale”, specie fra mar del Nord, Danimarca, Svezia meridionale e mar Baltico.

Rtavn668La tiepida ed intensa ventilazione sud-occidentale è riuscita a spingere le masse d’aria oceaniche fino al mar Baltico, alle coste di Lettonia, Lituania ed Estonia, e al Golfo di Finlandia, dove l’aria piuttosto mite atlantica ha da subito interagito con le masse d’aria più fredde, da giorni stagnanti fra la Svezia centro-settentrionale, la Lapponia e la Finlandia. Da tale interazione, con l’aria più calda in sfondamento da SO lungo il mar Baltico ed il Golfo di Finlandia, si è sviluppata dell’instabilità che ha prodotto persino degli insoliti temporali, seppur a carattere isolato, fra le coste nord-occidentali dell’Estonia ed il Golfo di Finlandia. Per il periodo si tratta di un evento notevole, dato che ci troviamo poco sotto i 60° di latitudine nord. Alcune di queste piccole “Celle temporalesche”, nate sopra le fredde acque del mar Baltico, hanno raggiunto la terra ferma, dando la stura a brevi rovesci di pioggia e occasionali grandinate, con chicchi di piccola taglia, che hanno interessato soprattutto le isole davanti la costa estone, dove peraltro i fenomeni sono stati accompagnati da una sostenuta ventilazione da O-SO e Ovest, che ormai indebolita si allontana verso la Russia europea occidentale.