Salute: dall’Ebola alla tubercolosi, le emergenze sanitarie del 2014

MeteoWeb

PORTUGAL-WAFRICA-HEALTH-EBOLAE’ stato sicuramente l’anno di Ebola. Ma il 2014 ha visto anche altre emergenze sanitarie, successi, come l’eradicazione della polio dal Sud-est asiatico, e un maggiore impegno contro diverse minacce di sanita’ pubblica, come l’uso eccessivo di zuccheri o la resistenza agli antibiotici. A fare il bilancio e’ l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms). L’anno e’ iniziato con il Nicaragua primo paese al mondo a ratificare il Protocollo per eliminare il commercio illegale dei prodotti a base di tabacco. Poi ci sono stati gli sforzi dell’Oms per assistere malati e feriti Sud Sudan e Siria, teatro di conflitti ancora in corso, mentre nella Repubblica Centraficana si e’ riusciti a vaccinare 115mila bambini tra i 6 mesi e 15 anni, e iniziato a distribuire strumenti di protezione sanitaria in Guinea per l’epidemia di Ebola. L’India e il Sud-est asiatico vengono dichiarati ‘polio-free’. Tra gennaio ed aprile inizia il lavoro per redigere nuove linee guida per limitare il consumo di zuccheri e ridurre obesita’ e carie, e’ pubblicata la prima guida per il trattamento dell’epatite C, e posto l’accento sull’inquinamento dell’aria: l’Oms stima che nel 2012 abbia causato la morte prematura di 7 milioni di persone. Tra maggio ed agosto invece l’Oms vede concludere la sua missione di assistenza in Arabia Saudita per il virus Mers-Cov, e deve riconoscere la gravita’ dell’epidemia di Ebola, diffusosi anche in Liberia e Sierra Leone, aumentando il proprio impegno. L’assemblea generale dell’Onu adotta 20 risoluzioni, tra cui quella sulla resistenza agli antibiotici e il piano per la salute neonatale, e nuove iniziative contro l’obesita’ infantile. In Mongolia viene eradicato il morbillo. Tra settembre e dicembre arriva il primo rapporto sui suicidi, secondo cui ogni anno nel mondo 800mila persone si tolgono la vita, e i nuovi dati sulla tubercolosi, che rivelano che quasi mezzo milione di casi in piu’ di quanto stimato. Cala il numero dei morti per malaria (-47% tra il 2000 e 2013), ma in America si chiedono piu’ sforzi contro dengue e chikungunya, e si potenzia l’impegno, a livello globale, contro Ebola, uscito ormai dall’Africa.