Sembra che ormai non ci siano più speranze per salvare il piccolo e grande sottoinsieme del settore auto quale è quello dei veicoli storici, che perderanno tutti i benefici fiscali fino al trentesimo anno di età a partire da Gennaio 2015, grazie all’approvazione della Legge di Stabilità, portando a 30 anni dall’immatricolazione il tempo necessario per maturare lo status di veicolo storico. Precisiamolo, vale retroattivamente, ovvero anche per chi ha già maturato l’esenzione dalla tassa di possesso.
E farà male chi penserà che non fa nulla e che ci sono cose più importanti del bollo auto, dato che i primi a farne spese saranno i meccanici così come i commercianti, i loro dipendenti che vedranno il loro lavoro dimezzato. Padri di famiglia, giovani speranzosi magari….speranzosi di essere gratificati e ricambiati per il proprio impegno.
A nulla sono valse le proprio le speranze, la massima diffusione riguardo ai danni che comporterà questa modifica agli operatori del settore, le dichiarazioni dei club di veicoli storici e dei loro proprietari. Ed è già in atto la svendita dei mezzi, tristemente, sotto natale.
Basti pensare che un veicolo 3.0 di cilindrata con 300cv del 1993 tornerà a pagare bollo intero più superbollo e rientrerà nel redditometro al pari di un veicolo più nuovo e costoso, anche se non viene utilizzato e non genera particolari spese di mantenimento fisse, se non appunto riguardanti la tassazione. Paradossalmente sarà meno oneroso, sulla carta, mantenere un 2.0 da 80000€ nuovo di zecca, sicuramente in mano a ben altre tasche dell’auto del 1993.
Avrà più senso resistere a tutto ciò per ben 30 anni? Si può chiedere, umanamente parlando, di sborsare tra qualche giorno magari 1000€ solo per un bollo, a una persona dalle disponibilità economiche normali che semplicemente ha creduto in una passione che magari ha realizzato con sacrifici? Si può chiedere di perdere migliaia di euro grazie all’improvvisa svalutazione abnorme dei mezzi, derivata da questa ennesima “svista” dei nostri governanti?
Si può far capire, alla vigilia di natale, agli operatori del settore (officine, carrozzerie, commercianti, club, ma anche operatori turistici per esposizioni e raduni ecc.) che tutto ciò che ruota intorno alla passione per le auto gli porterà sempre meno guadagno?
Ci si rende conto che come per il superbollo, per credere a delle ipotetiche stime di entrata, ci saranno sicure e certe perdite derivanti da perdita di lavoro per gli operatori del settore, mancato incasso di IVA , eccetera?
Persino le case automobilistiche stanno agendo contro il superbollo Italiano, realizzando versioni appositamente depotenziate aggirando quindi il balzello! E cosa si fa? Si replica l’insuccesso!
Ci si rende conto che non ha senso fare sacrifici, lavorare, essere onesti e contribuire alla crescita del proprio paese se poi non si è liberi di avere una passione? Allora a cosa serve vivere, forse ad essere sempre schiavi e comunque dipendenti da qualcuno che dall’oggi al domani ha la facoltà di stabilire cosa possiamo possedere e cosa no, come quando e perché, senza alcuna meritocrazia? Non ha più senso, forse, neanche acquistare un giornale di automobili. Anche la più vecchia sta diventando sempre più un miraggio. E se oggi si inizia con il mettere il bastone, è proprio il caso di dirlo, fra le ruote, limitando le scelte personali riguardo un’automobile, domani dove si arriverà? Anche possedere un cane forse sarà una cosa da tassare in base al possesso?
Farà bene al nostro paese avere sempre più malcontento tra i cittadini ed averli sempre più distanti dalle istituzioni?
C’è chi dice che nel resto d’europa la storicità la si ottiene a 25, 30 anni, e che solo in Italia partiva dai 20 anni. VERO. Ma qualcuno si è mai chiesto quanto costa mantenere un’auto in un altro qualsiasi stato? E soprattutto, che genere di tasse si paghino? MAI SUL POSSESSO. SOLO IN ITALIA si paga per detenere una cosa propria già pagata e già tassata (IVA, Immatricolazione, IPT), anche se non la si usa. In tutti gli stati dove esiste una tassa relativa ai mezzi si parla di TASSA DI CIRCOLAZIONE. Con costi ridicoli rispetto a quelli Italiani, o nulli dato che in alcuni stati neanche esiste la tassa di circolazione, figurarsi di possesso. Che è pari a dovere qualcosa per possedere o fare qualcosa, ricorda tanto il pizzo mafioso richiesto per tenere aperta la saracinesca del negozio. Ed è forse con fare mafioso che lo stato verrà amato dal suo popolo?
E, richiedendo con tanta violenza psicologica tale balzello, dato che non pagarlo significa interessi di mora quasi usurai, fermi amministrativi e pignoramenti, cosa si da in cambio? Strade dissestate, burocrazia più lenta di una tartaruga et similia. Negli altri stati dove si paga per circolare le strade non sono certo imitazioni di crateri lunari. Ed eventuali mancanze da parte di chi di competenza sono immediatamente ripagate, non dopo 10 anni di contenzioso in tribunale, come in….Italia.
Italia, proprio la patria di leggende automobilistiche come Ferrari, Lamborghini, Pagani, Alfa Romeo……si proprio lei vuole così tanto male al settore auto.
Non resta che leggere i comunicati del presidente dell’Automotoclub Storico Italiano e prendere atto delle varie iniziative che tentano di far ravvedere chi di competenza in materia, come ad esempio la raccolta firme portata avanti dalla rivista “ElaborarE”, leader Italiano nel settore elaborazioni che ben comprende tutto ciò che deriverà da tali nuove disposizioni legislative.
Raccolta firme “ElaborarE”


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