Il sistema frontale giunto in Italia causerà forti nevicate e venti gelidi su tutta l’Europa orientale, attese vere e proprie tormente di neve

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10252034_991471487534515_1945300106302180307_nIl sistema frontale, con annesso minimo barico a mesoscala, che nella giornata di oggi transiterà sull’Italia, apportando nevicate fino a quote molto basse lungo la dorsale appenninica, nel corso delle prossime ore si sposterà verso i Balcani settentrionali e la regione carpatico-danubiana, apportando abbondanti precipitazioni che risulteranno a prevalente carattere nevoso. Difatti, il nucleo di aria molto fredda, di origini polare marittima continentalizzata, scivolato sull’Europa centrale, comincia a piombare sull’Europa centro-orientale, investendo dapprima la Germania, la Repubblica Ceca, la Polonia e la Slovacchia, sotto forma di una sostenuta ventilazione da NO, che si estenderà fino alla Slovacchia, l’Ungheria, la Croazia, la Bosnia Erzegovina, la Serbia e la Romania.

split orografico alpinoL’avvento delle masse d’aria fredde, polari marittime, fino al cuore dei bassopiani dell’Unghjeria e della Croazia e della Serbia, darà luogo ad un consistente calo termico che contribuirà a far abbassare sensibilmente la quota dello “zero termico”, fino a quote pianeggianti. Parte di quest’aria molto fredda, entro la prossima nottata, evolverà ulteriormente verso est sotto forma di una saccatura, con asse rivolto verso i Balcani, colma di aria molto fredda polare marittima continentalizzata, e l’associato sistema frontale (ex italico) nei bassi strati, a carattere freddo, in progressiva occlusione, che spostandosi verso i Carpazi sarà in grado di dispensare nevicate diffuse, che imbiancheranno per bene l’Austria, la Slovenia, tutto l’entroterra croato, la Serbia, la Bosnia Erzegovina e l’Ungheria, con una successiva estensione delle nevicate a tutta la Romania, la Bulgaria occidentale e la Moldavia. Entro la prossima notte un po’ tutte le capitali dell’est, da Bratislava a Bucarest e Chisinau, riceveranno una bella imbiancata, con accumuli che potrebbero superare anche i 20-25 cm a Sarajevo e Belgrado. La neve tingerà di bianco anche Budapest e Zahgabria, con nevicate a tratti anche di moderata e forte intensità.

10882267_836969619659795_9201207470534843994_nLe nevicate più intense interesseranno proprio la Croazia, e i rilievi fra Bosnia Erzegovina, Montenegro, Serbia, Romania e Bulgaria occidentale, dove grazie anche ai forti venti in quota associati alla circolazione depressionaria a mesoscala si verranno a realizzare autentiche tormente di neve, che causeranno inevitabili disagi alla circolazione stradale, rischiando di isolare decine di villaggi. Nel corso della giornata di domani il sistema frontale si sposterà verso la Romania, la Moldavia e l’Ucraina, con un minimo depressionario nei bassi strati posizionato davanti la città di Odessa che richiamerà fredde correnti di aria polare continentale, da N-NE e NE, verso l’Ucraina, la Moldavia e la Romania. Il passaggio del sistema frontale, piuttosto organizzato, arrecherà anche qui precipitazioni diffuse e persistenti, che dato il campo termico negativo e il contemporaneo afflusso di aria decisamente gelida dalla Russia sud-occidentale, assumeranno prevalente carattere nevoso fino a quote pianeggianti, su tutta l’Ucraina, da Leopoli fino a Donetsk.

A convoy of snow clearing vehicles work along a main road after a heavy snowfall in KievIn questo caso sarà proprio la capitale ucraina, Kiev, a rischiare gli accumuli di neve fresca più abbondanti. Il nocciolo di aria fredda in quota, polare marittima continentalizzata, muovendosi verso levante, scorrerà sopra un ampia area dove stagnano, presso il suolo, masse d’aria molto dense e fredde (“cuscino freddo”), d’estrazione continentale, con uno “zero termico” fino a quote pianeggianti. Ciò in presenza di precipitazioni, anche di debole e moderata intensità, assicurerà nevicate con tanto di accumulo fino al suolo. Stavolta, a differenza delle precedenti nevicate che hanno interessato l’Europa orientale, i fenomeni oltre a risultare più intensi saranno anche diffusi, su aree piuttosto vaste, tanto da riuscire ad imbiancare un po’ tutti i paesi dell’Europa orientale, fra Balcani, pianura Danubiana, Carpazi e bassopiano ucraino. A fine evento un po’ tutte le aree dell’Europa centro-orientale, dalla Croazia all’Ucraina, saranno ricoperte da un manto nevoso, sui 10-20 cm, fino a 50-60 cm sui Carpazi, che contribuirà a raffreddare ulteriormente lo strato di aria molto fredda e pesante che nel frattempo si è venuto a depositare presso il suolo, come un velo invisibile.

flying over KievSu queste zone il deposito di uno strato di neve fresca al suolo incentiverà, nei giorni a seguire, un raffreddamento dello strato d’aria prossimo al terreno indotto dall’effetto “Albedo”, capace di far piombare i termometri su valori al di sotto dei -10°C -15°C, ma con picchi capaci di scendere fino a -16°C -17°C. Questo raffreddamento dello strato di aria prossimo al suolo, prodotto dall’”Albedo”, contribuirà a costruire un denso “cuscino di aria fredda” (“lake cold”), molto pesante e duro da scalfire, che sosterà per settimane proprio sopra i bassopiani innevati di Polonia, Repubbliche Baltiche, Germania orientale, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Croazia, Serbia, Romania, Bielorussia e Ucraina, dove si potranno registrare gelate, anche di moderata e forte intensità.