La capsula Orion è tornata sulla terraferma dopo un test di volo terminato con uno spashdown sull’Oceano Pacifico. E’ stata una nave della Marina, la USS Anchorage, a recuperare e consegnare ieri il prezioso carico alla Basa Navale di San Diego.
Il primo volo di prova di Orion – senza equipaggio – è durato quattro ore e mezza ed è perfettamente riuscito. La capsula lanciata alle ore 13.05 italiane venerdì scorso dalla base di Cape Canaveral è ammarata mille chilometri ad Ovest delle coste messicane della Bassa California, frenata da tre enormi paracadute. Per questa prima missione non c’erano uomini a bordo, ma Orion è la prima navetta americana dai tempi di Apollo in grado di trasportare astronauti oltre l’orbita terrestre. E, un giorno, verso Marte. Per la missione compiuta con successo è stato utilizzato un razzo Delta IV, il più potente a disposizione della Nasa, dato che il vettore Sls che fa parte del sistema “Orion” non è ancora stato completato; il piano di volo, della durata di circa quattro ore e mezza, prevedeva due orbite prima del rientro nell’atmosfera a grande velocità, progettato per testare lo scudo termico della capsula e il sistema di paracadute necessario per l’ammaraggio. La prima orbita ha portato la “Orion” a una quota di circa 430 chilometri, simile a quella della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), la seconda ha avuto un apogeo quindici volte maggiore, a 5.800 chilometri.















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