Venti di tempesta e onde di 6 metri sul mar del Nord, registrate raffiche fino a 144 km/h nelle piattaforme a largo della Norvegia

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oggiNelle scorse ore una forte ondata di maltempo, caratterizzata da venti di tempesta, piogge e persino insoliti temporali di grandine e graupel, ha duramente flagellato il mar del Nord, interessando in modo un po’ più marginale anche le coste di Olanda, Germania settentrionale e Danimarca, dove si sono verificate intense mareggiate che hanno cagionato non pochi disagi. Questa severa fase di maltempo è stata originata dal transito, anche piuttosto veloce, di una profonda depressione extratropicale, a carattere freddo, che dal mar di Norvegia è traslata fin verso la Norvegia e la Svezia, per presentarsi nella giornata odierna sull’alto Golfo di Botnia, con un minimo barico al suolo sotto i 980 hpa. Le sostenute correnti occidentali atlantiche separano l’ampia circolazione depressionaria, presente sul mar di Norvegia, da un promontorio anticiclonico di matrice azzorriana, che dal Mediterraneo centro-occidentale si estende fino ai vicini Balcani. La graduale spinta verso sud di questa profonda depressione tende, gradualmente, è andata ad erodere il lato più settentrionale di questo promontorio anticiclonico oceanico, favorendo un conseguente inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra il mar del Nord, la Germania, la Polonia e la Repubblica Ceca che sta determinando una notevole intensificazione dei venti da O-NO e NO, che raggiungono l’intensità di burrasca fin sulle coste olandesi.

Si nota l'infittimento di isobare proprio al traverso del mar del Nord
Si nota l’infittimento di isobare proprio al traverso del mar del Nord

Nel corso della giornata odierna i massimi di “gradiente barico”, come previsto, si sono disposti sul lato meridione e occidentale della profonda circolazione depressionaria, proprio nel punto dove le strette isobare cicloniche di questo ciclone extratropicale si addossavano alle isobare ellittiche del promontorio anticiclonico oceanico, che presentava i propri massimi barici di oltre i 1040 hpa nel tratto di oceano a ovest del Portogallo, allungando al contempo un cuneo altopressorio in direzione della Spagna e del Mediterraneo centro-occidentale. Vista la vicina contrapposizione fra le opposte figure bariche si è così venuta a realizzare la situazione sinottica adatta per la formazione di un profondissimo “gradiente barico orizzontale” (sensibile infittimento delle isobare) che dall’Islanda e dalle Isole Britanniche si sta distendendo a tutto il mar del Nord, fin verso la Danimarca e l’Olanda, il nord della Germania e della Polonia. Questo possente “gradiente barico orizzontale” ha cosi attivato i venti di tempesta, prevalentemente dal quadrante nord-occidentale e occidentale sul mar del Nord, che dal nord Atlantico si sono diretti, a grande velocità, sul settore meridionale del mar di Norvegia, per versarsi con forza su tutto il mar del Nord, con forti venti da O-NO e da NO. L’impetuosa ventilazione nord-occidentale, in discesa dalle alte latitudini dell’Atlantica, dopo essere scivolata a largo delle coste norvegesi si è perfettamente “canalizzata” nel tratto di mare compreso fra i rilievi della Norvegia meridionale e le coste della Scozia e dell’Inghilterra orientale.

Mar del Nord in tempesta fotografato dall'alto di una piattaforma petrolifera
Mar del Nord in tempesta fotografato dall’alto di una piattaforma petrolifera

Questo ha permesso ai venti da NO di potersi allineare in tutto il mar del Nord, determinando sopra questo bacino un ampio “Fetch” (l’estensione dello spazio di mare su cui soffia il vento) che ha riguardato l’intero bacino. Queste condizioni hanno accresciuto le potenzialità della tempesta, favorendo la formazione di onde di “mare vivo” veramente alte ed imponenti, alte fino a più di 5-6 metri, ma con “Run-Up” che hanno toccato i 7 metri davanti l’estremo lembo meridionale della costa norvegese, rendendo proibitiva la navigazione marittima in tutto il mar del Nord. Buona parte di queste grandi ondate, presentando una direzione media di propagazione da O-NO e NO, dopo aver percorso decine e decine di miglia, sono andate a rompersi con grande impeto lungo le basse e sabbiose coste dell’Olanda settentrionale, Danimarca occidentale e sul nord della Germania, causando anche delle piccole inondazioni sui tratti costieri più bassi. Le tempeste di vento, seguendo la veloce traslazione verso levante del profondo ciclone extratropicale, si sono propagate in tutto il mar del Nord, sferzandolo con fortissimi venti occidentali, generalmente da O-SO e Ovest, in successiva rotazione da O-NO e da NO dopo il passaggio del fronte freddo, che hanno sferzato la Danimarca, le coste olandesi e il nord della Germania, accompagnandosi a rovesci di pioggia mista a grandine e persino a locali temporali, con tanto di attività elettrica. In molte piattaforme presenti sul mar del Nord, durante le impetuose bufere di vento, prevalentemente da Ovest e O-NO le raffiche più intense hanno oltrepassato la soglia dei 110-120 km/h.

tempesta gb irlanda (8)I venti più forti si sono localizzati sul mar del Nord, dove si sono registrate raffiche che hanno raggiunto l’intensità di uragano. Nella piattaforma di Ekofisk, localizzata a largo delle coste meridionali norvegesi, durante la fase clou delle bufere di vento, con l’ingresso degli impetuosi e turbolenti venti da Ovest e O-NO, è stata archiviata una raffica di picco di ben 144.5 km/h da Ovest, dove peraltro sono transitati dei rovesci e dei temporali che si erano appena generati sopra il mar del Nord. I forti venti da O-NO e NO hanno sferzato pure la Danimarca, con raffiche che hanno lambito punte di ben 80-90 km/h lungo le coste occidentali, esposte sul mar del Nord. Su tutti spiccano gli 89 km/h da O-NO raggiunti a Westerland e 87 km/h a Esbjerg, mentre nella vicina Germania segnaliamo i 79 km/h di Leuchtturm Kiel. Le bufere di vento estenderanno al Kattegat, investendo in pieno le coste della Svezia meridionale e della Polonia settentrionale, dove le forti raffiche da NO potranno superare i 70 km/h.

tempestaNella giornata di domani il profondo ciclone extratropicale, spostandosi verso il nord della Finlandia e l’estremo nord-ovest della Russia europea, tenderà a indebolirsi progressivamente, presentandosi entro fine giornata sotto forma di una saccatura sempre più “lasca”, colma di aria gelida in quota polare marittima che sarà in grado di dispensare nevicate diffuse, accompagnate da venti piuttosto sostenuti da O-SO e da Ovest, fra Bielorussia, Repubbliche Baltiche, sud-ovest della Russia europea, Ucraina e Polonia orientale. Difatti il vasto nocciolo di aria gelida in quota, artico marittima, associato alla depressione, si sovrapporrà su un ampia area dove stagnano presso il suolo masse d’aria molto fredde, d’estrazione continentale, con uno “zero termico” attestato a soli 300-200 metri. Ciò in presenza di precipitazioni assicurerà nevicate con tanto di accumulo fino al suolo. Per questo molte città dell’est, tra cui Riga, Vilnius, Minsk e Kiev riceveranno delle belle imbiancate che si protrarranno fino alla prossima settimana.