L’ingegnere elettronico italiano Adriano Marin, 51enne, è l’inventore casuale di un dispositivo unico, capace di purificare l’acqua contaminata, anche radioattiva, come quella della centrale di Fukushima. Quel che a prima vista può sembrare un grosso scaldabagno circondato da tubi in acciaio, è in realtà la prima macchina al mondo capace di trasformare liquami radioattivi e rifiuti di ogni tipo, in acqua purissima. L’invenzione, tutta italiana, che ha visto l’attiva partecipazione del professor Marino Oddone, chimico dell’Università di Pavia e di un team di 10 ingegneri, ha una storia davvero incredibile.
Era il 2005 e Marin stava armeggiando, nel garage di casa, con la “pentolaccia”, una macchina semplice, economica, facilmente trasportabile, da lui inventata, con cui voleva realizzare il sogno di rendere potabile l’acqua nei Paesi del Terzo Mondo. All’improvviso, però, manovrando qualcosa, dalla macchina iniziò ad uscire acqua purissima. Da lì in poi la strada fu tutta in salita: gli esperimenti, abbandonato il garage, proseguirono in laboratorio e, di volta in volta, vennero impiegati ingredienti sempre più terrificanti: veleni di ogni tipo, metalli pesanti, prodotti chimici, batteri, virus, idrocarburi, radioisotopi, giungendo a risultati sempre più sbalorditivi.
Adriano Marin, per lungo tempo dirigente del gruppo Riello, poi fondatore dell’impresa di consulenze Cross Technology, ha creato Wow (Wonderful Water), un sistema poi perfezionato e testato a lungo dai laboratori Arpav di Padova, dal Cnr, dall’Università di Pavia e dal Laboratorio per l’energia nucleare applicata. Si tratta di un innovativo sistema di purificazione, che permette di separare l’acqua dai suoi contaminanti, fornendo acqua potabile senza batteri o virus, né inquinanti chimici solidi, liquidi o volatili. Il sistema, che funziona con qualsiasi dimensione dei contaminanti (singoli atomi, molecole, nanoparticelle e particelle), è per ora sono un prototipo, basato su una teoria fisica riguardante il processo di evaporazione, controllando il suo effetto di trascinamento, in grado di creare un fenomeno speciale, mai studiato prima. Uno dei principali vantaggi del rivoluzionario metodo di purificazione sta nel fatto che i depositi incrostanti, contenuti nell’acqua, vengono enormemente concentrati, in modo da essere eliminati correttamente, senza quindi occupare vaste aree di territorio controllato o di contaminare le campagne, con i conseguenti problemi ambientali. I contaminanti ,che in un primo momento sono stati dispersi in acqua , vengono prima raccolti e rimossi dall’acqua, e finalmente smaltiti efficientemente.
Questa tecnologia risulta anche in grado di fornire una vasta gamma di miglioramenti nella gestione dei rifiuti radioattivi liquidi, in termini di efficacia e di riduzione dei costi. Il metodo Wow è semplice, a basso costo, efficiente, affidabile, forte e resistente. L’ultima fase di sperimentazione si sta svolgendo a Saluggia, in cui si trova il supersorvegliato deposito di scorie nucleari Avogadro. Il separatore di molecole Wow è stato costruito in versione più grande, trasformando, dal 23 settembre sino ad oggi, 45 mila litri di liquidi radioattivi conservati in due cisterne. Di tutto il liquido contaminato, resteranno solo 10 litri di concentrato insoluto. Si tratta di un grande passo avanti nella contaminazione delle acque da scorie radioattive, metalli pesanti e altre sostanze, oltre che di un utile strumento per purificare e portare acqua pulita nei paesi del Terzo Mondo. Il creatore del progetto, ovviamente, mira al commercio della macchina “made in Italy”, definita “da Nobel”; pertanto è in cerca di vari finanziatori, possibilmente italiani.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?