Animali: ecco Tilda, l’orango che “parla” per attirare l’attenzione

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Per attirare l’attenzione, Tilda fischia delle melodie e produce una serie di “schiocchi” e grugniti che imitano il linguaggio umano

tilda orangoAnche le scimmie “parlano”. Una nuova ricerca pubblicata su Plos One, ha messo in evidenza l’abilita’ di un orangotango di fischiettare motivi musicali e imitare a suo modo la voce umana per attirare l’attenzione. I biologi dell’universita’ di Amsterdam hanno studiato l’insolito modo di comunicare di una femmina di orango chiamata Tilda che vive da alcuni anni nello Zoo di Colonia, in Germania. Per attirare l’attenzione dei funzionari del giardino zoologico, il primate fischia delle melodie e produce una serie di “schiocchi” e grugniti che imitano il linguaggio umano. Secondo i ricercatori, Tilda e’ in grado di produrre suoni paragonabili ai fonemi consonantici delle persone: il movimento delle labbra e della lingua e’ simile a quello utilizzato dagli esseri umani per produrre il suono delle lettere t, k e p. Per produrre “falsi discorsi”, l’esemplare apre e chiude velocemente la bocca a ritmi comparabili a quelli del linguaggio umano, pari pero’ a sette volte piu’ veloce di quanto utilizzato nella normale comunicazione tra oranghi. Nonostante i suoni che produce siano difficili da confrontare con il linguaggio umano, gli scienziati sostengono che i movimenti che fa Tilda richiedono il tipo di “controllo e precisione” che si credeva essere limitato solo agli esseri umani. “La barriera principale per la nostra comprensione dell’evoluzione del linguaggio parlato e’ l’osservazione che le grandi scimmie – i nostri parenti piu’ stretti – presentano un uso molto rigido delle loro comunicazione e sembrano non essere in grado di modificare o imparare nuovi richiami nel loro repertorio; un comportamento in netto contrasto con le lingue parlate umane”, ha commentato Adriano Lameira, dell’universita’ di Amsterdam che ha condotto lo studio. “Le nuove scoperte cambiano tutto questo ed ora possiamo vedere similitudini fondamentali” che potrebbero aiutare a comprendere l’evoluzione della produzione del linguaggio umano.