Aria molto fredda di origine polare continentale sferza l’estremo sud, domani attese forti nevicate in Grecia fino alle porte di Atene

ionioUna tipica configurazione barica ad “Omega” sta interessando l’Europa in queste ore, con una ampia saccatura artica che dall’Europa centro-orientale si allunga fino allo Ionio, interessando, seppur marginalmente, la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia. Questa saccatura, ben supportata in quota da un ramo discendente del “getto polare” che scorre al traverso dell’Italia, sta avvettando masse d’aria d’estrazione polare continentale che dai Balcani si spingono fin verso il basso Adriatico e lo Ionio, attraverso sostenuti, a tratti intensi, venti da Nord e N-NE, e spifferi da Nord e N-NO sul basso Tirreno orientale. Questa ventilazione una volta finita sull’alto Ionio, interagendo con l’orografia della Calabria, determina locale attività convettiva che è all’origine delle nevicate che in queste ore stanno cadendo fino a bassissima quota, con fiocchi bagnati svolazzanti fin sul mare, fra cosentino e crotonese. Da ore nevica in modo persistente sulla Sila e sulle montagne della Calabria centro-meridionale, mentre coreografiche virghe di neve scorrono lungo la direzione del flusso freddo settentrionale, fino alle coste del reggino e del messinese.

Si nota il fenomeno dello "Ionian sea effect snow" davanti le coste della Calabria
Si nota il fenomeno dello “Ionian sea effect snow” davanti le coste della Calabria

Nelle prossime ore non sono escluse anche delle fioccate coreografiche fino a livello del mare anche sulle coste della Calabria ionica, dove rafforzeranno ulteriormente i venti di tramontana. Ma il grosso dell’avvezione di aria molto fredda, di matrice polare continentale, sta sfilando proprio sullo Ionio, in mare aperto, dove si intravedono già i grandi “serpentoni” nuvolosi cumuliformi che segnano il percorso prestabilito dell’irruzione fredda, originando lo stesso fenomeno già più volte osservato in questi giorni fra l’Adriatico e il basso Tirreno, durante le copiose nevicate del 30 e del 31 Dicembre 2014, tra le coste adriatiche e quelle siciliane. In questo caso prenderà il nome di “Ionian sea effect snow”, fenomeno che si realizza tutte le volte che una massa d’aria molto fredda scorre sopra la più mite superficie marina dello Ionio, le cui temperature superficiali rimangono piuttosto elevate anche nel cuore della stagione invernale. I forti contrasti termici che si determinano sopra la più mite superficie marina rafforzando il “gradiente termico verticale” (notevoli differenze termiche fra media e bassa troposfera), favorendo l’innesco di una forte attività convettiva (violenti moti ascendenti della colonna d’aria) che agevola la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi in aria fredda) in grado di apportare precipitazioni diffuse, che assumono carattere di rovescio o temporale se i contrasti termici sono molto forti lungo la verticale.

AERONET_ETNA.2015005.terra.1kmAnche in questo caso lo scoppio dell’instabilità convettiva e della nuvolosità cumuliforme viene spiegato dal fatto che a contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida, sia di origini artiche o siberiane, si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, mentre in quota continua a mantenere le sue origini gelide, con valori al di sotto dei -35°C -36°C attorno i 5100 metri. Ciò comporta una netta destabilizzazione al proprio interno, determinando la rapida formazione delle nubi cumuliformi (cumulonembi) che vengono spinte dai venti dominanti verso le rispettive aree costiere, dove danno la stura a persistenti precipitazioni, che possono assumere prevalente carattere nevoso fino a bassa quota, se non addirittura sulle coste (nel caso in cui l’aria gelida sia di tipo continentale). Proprio in queste ore diversi “Cellule temporalesche”, molto ristrette, cariche di rovesci, grandine e neve fino a bassissima quota (tipici fenomeni in aria fredda), si stanno ben sviluppando sul medio-basso Tirreno e sul mar Ionio, ove cominciano a tracimare in quota (500 hpa) i primi refoli freddi che fanno capo al nucleo di aria molto fredda, in sfondamento dalle Alpi Dinariche.

Il notevolissimi “gradiente termico verticale” prodotto, fra l’aria gelida in quota e la tiepida superficie dello Ionio, sta cominciando ad attivare il fenomeno del “Ionian sea effect snow”, che fra la prossima notte e la mattinata di domani apporterà precipitazioni, anche temporalesche, che assumeranno carattere nevoso fino a bassissima quota sul livello del mare. Fra domani e mercoledì 7 Gennaio l’asse di saccatura, sotto la spinta del nuovo promontorio anticiclonico interciclonico che preme dalla Spagna, si muoverà verso i Balcani e la Grecia, avvettando aria molto fredda polare continentale che dai Balcani e dalla Macedonia si spingerà anche sul mar Egeo, dove si assisterà ad una rapida discesa della quota dello “zero termico” e delle temperature. Anche in questo caso il flusso freddo continentale scorrendo sopra l’Egeo, che presenta temperature decisamente più miti, tenderà rapidamente a instabilizzarsi, favorendo lo sviluppo di bande nuvolose cumuliformi, di forma lineare, che potranno dare la stura a intensi rovesci di neve che si spingeranno fin sul livello del mare.

Il passaggio di isoterme, fino alla -8°C a 850 hpa (circa 1350 metri) sulla Tessaglia e la -10°C sulla Macedonia, supportano la possibilità di vedere precipitazioni prevalentemente nevose su tutto l’Egeo settentrionale, incluse le tante isole che potrebbero imbiancarsi fino in prossimità con il livello del mare. Sui rilievi dell’Attica, particolarmente esposti alle incursioni fredde continentali da Nord, sono attesi anche accumuli piuttosto consistenti, fin dalle basse colline. Ma nevicate sparse imbiancheranno gran parte dell’Attica e la Macedonia greca. Qualche fioccata, prevalentemente bagnata, nel corso del pomeriggio e della serata di domani potrà spingersi fino alla città di Atene, dove le temperature viaggeranno su valori di poco superiori ai +0°C. Molti sobborghi collinari di Atene, soprattutto quelli ubicati nella parte nord-orientale della capitale greca, rischiano di vedere accumuli, anche fra i 2 cm e i 5 cm.