L’asteroide 2004 BL86 potrebbe essere un frammento espulso da uno dei due grandi crateri di Vesta, Rhea Sylvia e Veneneia
L’asteroide da record 2004 BL86 che ha appena salutato la Terra e’ probabilmente ‘figlio’ di uno dei piu’ grandi asteroidi del Sistema Solare, Vesta, che si trova nella fascia degli asteroidi compresa fra Marte e Giove. Lo ha detto all’ANSA Andrea Milani, che insegna meccanica celeste nell’universita’ di Pisa e responsabile del gruppo NeoDyS, uno dei due gruppi di ‘sentinelle cosmiche’ specializzati nel calcolare le orbite degli asteroidi piu’ vicini alla Terra. L’altro gruppo si trova presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. L’asteroide 2004 BL86 potrebbe essere un frammento espulso da uno dei due grandi crateri di Vesta, Rhea Sylvia e Veneneia, scoperti dalla sonda Dawn della Nasa anche grazie ad uno strumento italiano, lo spettrometro Vir (Visual and Infrared Spectrometer), realizzato da Agenzia spaziale italiana (Asi) e Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). Si e’ arrivati alla conclusione che Vesta potrebbe essere la ‘mamma’ di 2004 BL86 perche’ le osservazioni ottiche e nell’infrarosso indicano che i due oggetti cosmici hanno la stessa composizione. Lo stesso gruppo di Milani (formato da ricercatori italiani e serbi) ha individuato ben due famiglie di oggetti che provengono da Vesta, anziche’ una come si riteneva finora. Una delle due famiglie e’ nata da un impatto avvenuto circa un miliardo di anni fa, l’altra risale a circa due miliardi di anni fa. Poiche’ l’analisi dei dati della missione Dawn indica che il piu’ recente dei crateri, Rhea Silvia, abbia circa un miliardo di anni ”e’ un’ipotesi ragionevole – rileva Milani – che la famiglia piu’ ‘giovane’ venga da Rhea Sylvia, mentre quella piu’ vecchia da Veneneia”. Per questi oggetti, spiega, ”il percorso per arrivare alla Terra, e’ complesso ma possibile, avendo a disposizione tempi cosi’ lunghi”. Anche se, conclude Milani, non sappiamo se l’asteroide 2004 BL86 ”abbia avuto origine dal cratere Rhea Sylvia o da quello Veneneia, e quindi non sappiamo se il suo viaggio verso di noi e’ cominciato circa un miliardo o circa due miliardi di anni fa”.


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