Astronomia, missione Kepler: quante stelle come il Sole illuminano pianeti come la Terra?

telescopio KeplerQuante stelle come il nostro Sole illuminano pianeti come la Terra? Il telescopio spaziale Kepler della NASA cerca di fornire una risposta a questa domanda, monitorando oltre 150.000 stelle oltre il nostro sistema solare e individuando oltre 4.000 pianeti che diverranno oggetto di ulteriori studi. Utilizzando i dati di Kepler, gli scienziati hanno raggiunto un obiettivo fondamentale, scoprendo che ben 8 candidati erano pianeti, e aggiungendo ben 554 nuovi elementi di studio (6 dei quali sono potenziali pianeti di dimensioni simili alla Terra e orbitano attorno a stelle simili al Sole). Tra questi 8 pianeti, 2 sono tra i più simili alla Terra di qualunque tra gli esopianeti scoperti fino ad oggi: Kepler-438b e Kepler-442b. Entrambi obitano intorno a nane rosse, più piccole e più fredde del nostro Sole. Kepler-438b ha una rivoluzione di 35 giorni ed un diametro di appena il 12% più grande della Terra, mentre Kepler-442b ha una rivoluzione di 112 giorni ed è grande 1/3 della Terra. Prima di questi due pianeti, i più simili alla Terra erano considerati Kepler-186F (1,1 volte più grande della Terra) e Kepler-62f (1,4 volte le dimensioni della Terra).

Ogni nuovo risultato della missione Kepler di ricerca di pianeti ci porta un altro passo più vicino a rispondere alla domanda se siamo o meno soli nell’Universo,” dichiara John Grunsfeld, del Science Mission Directorate NASA.

SCOPERTA KEPLER - CopiaCome con molte altre scoperte di Kepler, i pianeti appena trovati sono però così lontani da rappresentare una sfida per ulteriori osservazioni: Kepler-438b si trova infatti a 470 anni luce dalla Terra, mentre la più lontana Kepler-442b è a ben 1100 anni luce di distanza. Kepler cerca i pianeti con la tecnica dei transiti: quando il pianeta passa davanti al disco della sua stella c’è un calo di luce nella luminosità dell’astro, indizio che un pianeta ha occultato una porzione di stella. Per osservare queste oscillazioni nella luce delle stelle c’è bisogno di precisione assoluta nelle misure sulla luminosità, garantite dalla stabilità del sistema di puntamento. Per ottenere questo è cruciale mantenere stabile l’assetto del telescopio spaziale con strumenti chiamati ruote di reazione. La scorsa estate si era rotta una delle quattro ruote di reazione di Kepler mettendo fuori uso il telescopio spaziale, ma i ricercatori della NASA hanno usato una nuova strategia per mantenere stabile il puntamento: la pressione della luce del Sole è usata come forza, insieme alle altre tre ruote di reazione, per mantenere stabile la posizione del telescopio.