Una corretta e sana alimentazione è alla base di uno stile di vita salutare e la tendenza registrata ultimamente – alla luce della maturata consapevolezza “che siamo quel che mangiamo” – è la riscoperta del vivere in armonia con la natura. Il mercato dell’alimentazione biologica sta vivendo, perciò, un momento prospero, grazie alla sempre maggiore attenzione da parte dei consumatori alla genuinità dei prodotti.
La globalizzazione ha avuto, tra l’altro, il merito di mettere a confronto tradizioni e stili di vita, nonché abitudini alimentari assai diversificati, facendo conoscere al mondo Occidentale, prima in America, poi in Europa e, più di recente, in Italia un alimento pregiato e salutare, proveniente dall’Asia: le bacche di Goji, utilizzate non solo per uso alimentare ma anche dalla medicina tradizionale cinese come rimedio per molti disturbi.
Il termine occidentale “Goji” è in uso solo dal XXI secolo e deriva dalla pronuncia semplificata del cinese “gou-qi-zi”, che indica le bacche di Lycium; “zi” significa infatti “seme”, o più specificatamente “bacca”.
Le bacche di Goji, piccoli frutti asiatici, antiossidanti per eccellenza, rientrano tra i cosiddetti “super alimenti”, possedendo innumerevoli proprietà benefiche per il nostro organismo; spiccano in particolar modo per l’eccezionale contenuto di ferro, contengono vitamine A e C, tutte le vitamine del gruppo B ed altre in tracce, sali minerali, 18 aminoacidi diversi, steroli e acidi grassi vegetali, flavonoidi e carotenoidi (betacarotene, zeaxantina, luteina e licopene, preziosi per la protezione della vista), sali minerali e polisaccaridi (speciali zuccheri che aumentano il livello energetico dell’organismo, la resistenza alla fatica, migliorano l’umore, agiscono sulla memoria e sulla qualità del sonno), in particolare 4 polisaccaridi unici, non presenti in nessuna altra pianta conosciuta, con proprietà antidegenerative (LBP1, LBP2, LBP3 e LBP4 – Lycium Barbarum).
I LBP sono stati definiti “molecole master“, capaci di attivare il sistema immunitario rendendolo abile nel distinguere tra cellule sane e cellule malate, soprattutto in particolari patologie (in vitro hanno dimostrato importanti attività biologiche: antiossidante, immunomudolante, antitumorale, neuroprotettiva, radioprotettiva, antidiabetica, epatoprotettiva, antiosteoporotica ed antifatica).
Gli LBP e l’alto contenuto di carotenoidi favoriscono un aumento del numero di globuli bianchi (linfociti), oltre a potenziare la capacità dei fagociti di difendere l’organismo umano da agenti patogeni.
Nel Goji è presente anche un derivato naturale della Vitamina C (AA-2BG) che, oltre ad agire come potente antiossidante, rinforza le naturali difese dell’organismo.
Anche per queste ragioni le bacche di Goji sono sovente consigliate a chi ha le difese immunitarie indebolite, chi prende spesso il raffreddore o ha carenze di energie fisiche.
Il potere antiossidante della bacca di Goji costituisce uno dei suoi punti di forza in assoluto, superando quello del cioccolato fondente e del lampone nero.
Utilizzando il tasso Orac (Oxygen radical absorbance capacity) le bacche di Goji raggiungono il gradino più alto di questa scala della capacità antiossidante con un punteggio di 25300.
Più indietro troviamo il cioccolato fondente (13120) ed ancora più in basso i lamponi neri a 7700.
Il Goji è tra gli alimenti con il più basso indice glicemico al mondo che aiuta a mantenere sotto controllo la glicemia.
Ciò è reso possibile dai suoi polisaccaridi che garantiscono energia all’organismo e stabilizzano il livello di glucosio nel sangue nel lungo termine.
Le bacche di Goji possono essere consumate da sole, o aggiunte allo yogurt, al latte con i cereali, scaldate a bagnomaria per renderle più morbide o come ingrediente sfizioso e nutriente nelle insalate.
Esistono vari tipi di qualità di bacche di Goji tenuto conto, principalmente, della diversa concentrazioni dei principi attivi.
Il Goji “Xing Dal”, ad esempio, cresce ad una altitudine di 1500 metri su un terreno incontaminato.
Le bacche maggiormente commercializzate e di cui sono stati scientificamente riconosciuti diversi benefici, appartengono alla specie Lycium barbarum (presente nelle valli Himalayane, in Tibet, nella Cina del Nord e in Mongolia, ma la specie è stata introdotta anche in Europa) che, rispetto alla pianta del Lycium chinense, si presentano più grandi e più dolci.
Le eccezionali qualità di questa portentosa bacca sono state riconosciute anche a livello istituzionale, infatti, il Ministero della Salute ha incluso il Goji (Lycium Barbarum L.) tra gli estratti vegetali impiegabili come integratore “antiossidante” (decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169). Inoltre la Commissione Europea per la vigilanza sulla sicurezza alimentare ha definito sicuro il consumo delle bacche del Lycium barbarum, come ingrediente alimentare.
Naturalmente, è consigliato di non eccedere nella consumazione di questo alimento, soprattutto in presenza di particolari disturbi.
E’ importante, dunque, tenere presente una serie di regole fondamentali:
- le bacche di Goji contengono elevate quantità di selenio, che possono essere potenzialmente pericolose per la salute se assunte in dosi eccessive, soprattutto durante la gravidanza o l’allattamento;
- meglio evitarne l’assunzione in caso di ipotensione o se si sta seguendo una terapia per il controllo dell’ipertensione arteriosa;
- alcuni derivati del Lycium barbarum possono abbassare eccessivamente la glicemia.
È importante, altresì, essere molto accorti al momento dell’acquisto, scegliendo dei distributori sicuri, che certificano l’origine e la sottoposizione del prodotto a rigorosi controlli di qualità (escludendosi pesticidi ed anticrittogamici).
Inoltre, le bacche non vanno conservate in plastica o vetro, soprattutto se trasparente, poiché la luce provoca l’ossidazione del prodotto, che perde quindi la sua efficacia terapeutica ed il suo effetto antiossidante.
È preferibile, perciò, optare per quelle bacche che sono conservate in buste non trasparenti, che oltre a schermare la luce proteggono il frutto dai cambiamenti di temperatura, pericolosi per la formazione dell’umidità all’interno della confezione, evitando così la prolificazione di batteri e muffe.


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