Caccia: divieto per 3 specie a rischio estinzione fra cui la beccaccia, ed è polemica fra i cacciatori

Il Governo, con il proprio potere sostitutivo, ha disposto il divieto di caccia beccaccia, cesena e tordo bottaccio. I cacciatori reagiscono:”è una vergogna”

caccia”Rischiavamo seriamente l’apertura di una nuova procedura d’infrazione. Per fortuna invece il Governo è intervenuto approvando nel Consiglio dei Ministri di ieri, l’utilizzo del potere sostitutivo, chiudendo la caccia a tre specie e bloccando nel modo migliore questa vicenda”. Così ha dichiarato Legambiente, che già da qualche giorno aveva sollecitato le Regioni italiane a modificare i loro calendari venatori. Molte Regioni continuavano ad autorizzare la caccia di 19 specie di uccelli a rischio, in assenza dell’approvazione di specifici piani di gestione-conservazione e a nove specie di uccelli durante la fase di migrazione prenuziale. L’Ue aveva già avvisato del rischio di apertura di una nuova procedura, a meno che le Regioni non avessero modificato i loro calendari venatori a tutela delle specie sopracitate entro il 19 gennaio. La decisione del Consiglio dei Ministri di ieri, su sollecitazione del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, ha quindi ridotto le possibilità dell’apertura di una nuova procedura d’infrazione e chiuso la caccia all’inizio della migrazione prenuziale di beccaccia, cesena e tordo bottaccio. “Purtroppo – continua Legambiente – Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Toscana, Marche e Umbria, pur consapevoli di tale quadro conoscitivo, avevano comunque scelto di andare avanti col loro calendario, appellandosi a incongruenze normative e mostrando, nei fatti, scarsissima attenzione verso la maggioranza dei cittadini che avrebbero pagato le conseguenze della nuova procedura, se il Governo non avesse approvato l’utilizzo del potere sostitutivo e consentito di chiudere dignitosamente questa vicenda”.
I cacciatori si sono espressi al riguardo “è una vergogna, il Governo che per primo non rispetta le leggi dello Stato. Uno schiaffo alla caccia ed ai cacciatori, ma piu’ ancora uno schiaffo alla legge ed alle Regioni che l’avevano rigorosamente rispettata, un atto di arroganza nel metodo e nel merito”. Cosi’ la Confederazione cacciatori toscani ha reagito dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso di esercitare il potere sostitutivo per imporre la chiusura anticipata della caccia a tordo bottaccio, cesena, beccaccia, in alcune regioni tra cui la Toscana. Critiche anche dalla Federazione italiana della caccia che parla di “brutta pagina per la caccia ma soprattutto per le regole democratiche di questo Paese” e di “un atto immotivato, non in linea con quanto richiesto dall’Europa, e fortemente vessatorio nei confronti di quelle Regioni che avevano rispettato pienamente la legge nazionale e la stessa normativa europea nel compilare i propri calendari venatori”. Soddisfazione viene invece espressa dal capogruppo Tcr in Consiglio regionale Marta Gazzarri secondo al quale “finalmente ci pensa il consiglio dei Ministri a richiamare la nostra civilissima Toscana al rispetto delle indicazione che vengono dall’Europa sul calendario venatorio. E’ vergognoso che serva l’ennesimo spauracchio Ue per ripristinare delle regole civili sulla caccia”. 

BeccacciaEnpa, invece, plaude – “Un intervento che definiremo storico'”, dopo che il Governo, su proposta del ministero dell’Ambiente,”ha finalmente deciso di intervenire per chiudere anticipatamente la caccia a Cesena, Tordo bottaccio e Beccaccia, che sono in fase di migrazione per il ritorno ai luoghi di nidificazione”. Specie che per queste ragioni non dovrebbero essere cacciabili in determinati periodi. Il provvedimento interessa le regioni che non hanno rispettato tali normative, vale a dire Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Marche. “L’Unione Europea attraverso una procedura Pilot ha annunciato una ennesima procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese, proprio per il continuo e mancato rispetto delle norme- spiega Enpa- e’ evidente che l’emanazione di calendari venatori illegittimi da parte di molte regioni italiane, deliberati contro ogni parere scientifico e ignorando le richieste di rispetto della legge da parte dell’Enpa e delle associazioni animaliste e ambientaliste, ha oggi termine”. E’ infatti “inaccettabile che gli amministratori locali, per non inimicarsi la lobby venatoria, abbiano messo continuamente e volutamente a rischio la vita degli animali in un periodo, tra l’altro, cosi’ delicato per la propria vita- conclude la Protezione animali- proprio per questo, la fase della riproduzione e della migrazione pre-nuziale e’ particolarmente tutelata dalla legge 157/92 e dalla direttiva Uccelli. Ancora piu’ sconcertante e’ che le amministrazioni locali hanno volutamente ignorato il fatto che a pagare le multe di una probabile procedura di infrazione sarebbero stati i cittadini, mediante l’aumento delle tasse”.