Cagliari, donna con fibroma potrà portare a termine la gravidanza

La donna quarantenne ha dichiarato: “mi sento di ringraziare pubblicamente il dottor Antonio Macciò e tutta la sua equipe, sia per l’umanità nel trattare con i pazienti e per l’altissima professionalità dimostrata”

A Cagliari, per una donna cui era stato diagnosticato un fibroma e dunque destinata a procedere con l’aborto del feto che aveva in grembo, sarà possibile portare a termine la gravidanza grazie ad un intervento dell’equipe guidata dal dottor Antonio Macciò. All’ospedale Businco di Cagliari, l’intervento è stato effettuato in laparoscopia, asportando alla paziente, una donna algherese di 40 anni, un fibroma di 3 chili e 770 grammi.  La donna dunque, incinta di pochi mesi, ha avuto la lieta notizia di poter portare a termine la gravidanza tanto desiderata. L’intervento è stato sensazionale, posto che i pareri di molti altri illustri medici le avevano sconsigliato di procedere all’intervento molto rischioso e che comunque, la gravidanza sarebbe stata  ugualmente a rischio. La donna ha dichiarato che “ non bisogna mai fermarsi al primo consulto, informarsi e informarsi, internet non è solo facebook: delle mie conoscenti sono andate in Continente, o peggio ancora si sono fermate all’Asl di competenza, dove non sempre c’è la giusta professionalità e un’adeguata competenza, purtroppo, non solo per i casi più difficili”, ed ancora “ Per fortuna a Cagliari abbiamo un’eccellenza all’avanguardia in ginecologia ed oncologia sperimentale, di livello non solo nazionale, tant’è vero che dal Continente vengono in Sardegna a farsi operare. Mi sento di ringraziare pubblicamente il dottor Antonio Macciò e tutta la sua équipe, sia per l’umanità nel trattare con i pazienti e per l’altissima professionalità dimostrata. Un’appello di cuore a tutte le donne: non mollare mai di fronte alla malattia, non dermordere e l’informazione è d’obbligo”. L’esperienza della donna algherese, potrà sicuramente essere una testimonianza importante che anche in Italia c’è una fetta di Sanità eccellente, che mette al primo posto la salute del paziente senza tralasciare il lato umano, in questo caso, il desiderio impellente di una donna malata di mettere al mondo una vita.