Il Cammino dell’Uomo: come siamo diventati Homo Sapiens

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cammino dell'uomo  libri le scienzeAA.VV., Il Cammino dell’Uomo (Libri Le Scienze, a c. di M.  Cattaneo)

Recensione di Roberto Guerra

COME SIAMO DIVENTATI HOMO SAPIENS  Il sottotitolo già suona “agonistico” in certa epoca techno attuale certamente, eppure anche new age regressiva. Invece, proprio questo splendido (e commovente anche) aggiornamento sulle nostre origini, farebbe zittire anche Cartesio e il suo Dubbio diventato dogma in certo ambiente irrazionalistico.  Innanzitutto, ancora una volta emerge lo spirito scientifico come sfida e ricerca dalla complessità e dalla sorpresa e dal coraggio di ri-disegnare anche in pochissimi anni  le conoscenze precedenti.  Attualmente, la mappa paleontologa eccetera (ormai la ricerca dell’homo sapiens perduto coinvolge anche antropologi, archeologi, biologi, genetisti, neuropsicologi..ecc.) pare smentire il quadro prevalente ancora fino al 2000: tra il cosiddetto Homo Sapiens arcaico e quello moderno, differenze al limite relativamente secondarie: più produttivo – in base alle nuove ricerche – presupporre quasi fin da tempi ulteriormente retrodatati, circa 2000000 anni fa  (e non i famosi 40-50000 della supposta rivoluzione post Paleolitico superiore) semmai una certa continuità e semmai il gioco della Variabilità costante e adattiva come lenta eppure vero seme di successive espansioni verso il fu Homo Sapiens Moderno.

Inoltre: relativamente ma probabile, i suoi immediati progenitori, Homo Abilis, Homo Erectus, l’Homo di Heidelberg, già erano meno primitivi di quanto si supponeva, certamente pre-capaci di parola, di tecnologie della pietra efficaci e semi-raffinate, di barlumi di attività estetica, persino statura eretta e pensiero e affettività (almeno gli indizi sono tanti);  e soprattutto Neanderthal, già verso 100/200 mila anni anni fa circa! Il nostro gemello di specie perduto e estinto appena 30/40000 anni fa, a proposito convisse eccome con l’Homo Sapiens, anche incroci genetici come dimostra la scienza oggi dopo la rivoluzione del genoma (e tracce nel nostro DNA!).  Genomica destinata in futuro a dissipare lo scenario tutt’oggi assai caotico sull’albero genealogico, forse oggi più un Ramo relativamente spoglio che un cespuglio come si pensava.  Non è comunque un mistero l’estinzione di Neanderthal durante una glaciazione  estrema letale: Non annientato dall’Homo Sapiens, ma per la migliore variabilità adattiva del secondo, questioni di “dieta”,  per la longevità superiore (Neanderthal erano anziani e morivano a 30 anni circa!) e per la maggiore variabilità conoscitiva e densità di popolazione, grazie alla – all’epoca- rivoluzione degli Anziani, prima sconosciuti o quasi  nella “sconcertante” bassissima aspettativa di vita di cui prima.  Dalle scoperte e gli scavi e le ricerche più recenti, inoltre,  altre specie homo convissero sembra con la nostra, un supposto Uomo di Denisova  (Siberia) misteriosissimo ancora e  lo Hobbit  minuscolo .. Homo Florensiensis (fino a 20000 anni fa! In una nicchia isolata in Indonesia) . Poi: forse non più l’Africa Orientale  culla dell’umanità, ma il Sud Africa (scoperte mai viste anche in termini quantitativi e di fossili complessi non solo meri frammenti ecc, nel sito di Malapa, da cui un originario .. (tesi molto discussa comunque)  nuovo Australapiteco detto Sedipa . Pare anche  e sempre per la solita glaciazione di quei tempi letteralmente antidiluviani, che l’uomo moderno e quindi contemporaneo derivi da appena poche centinaia di antenati sopravvissuti sulle coste dell’Africa meridionale miracolosamente ricche di militi e  tuberi ecc.  ultraresistenti, mentre nel resto del Continente  una sorta di apocalisse. Si è calcolato, da 10000 circa a poche centinaia la riduzione demografica globale di quei primissimi esseri umani!  Insomma era più facile la sopravvivenza di Laika  nel primo viaggio spaziale di un mammifero.  Riassumendo, pur, sia ben chiaro, in scenari interpretativi sempre relativi e in progress, del supposto Homo Sapiens Moderno (evoluzione sociale e memetica a parte, ovviamente) resta semmai una ovvia velocità esponenziale d’evoluzione culturale, anche dovuta all’aumento poi demografico che ha favorito una sorta di libera associazione collettiva (e feedback costanti e quindi potenzianti) da cui salti creativi in ogni campo, tecnologico, artistico ecc.   Molto dubbia almeno già da 200 mila anni fa  certa evoluzione mutazione genetica o neuropsicologica… Nelle analisi e nei contributi anche una particolare comparazione, tuttavia, su certa attualissima accelerazione esponenziale della complessità conoscitiva  e della libera associazione collettiva con il Web e Internet, da cui, spesso altrove tra cibernetici e esperti di computer science, prospettive neppure tacite – al contrario – di un’epoca realmente mutante o destinata in tal senso (tra azione diretta degli umani stessi,  macchine pensanti e Intelligenza Varie) o la famosa singolarità tecnologica prevista dal futurologo Kurzweil.

In ogni caso, magari si scoprirà anche  che quel famoso quid culla dell’umanità è certa costante anche se ancora invisibile minimutazione insita nella combinatoria del nostro DNA,  la dialettica straordinaria tra i vari ricercatori,  la nostra storia come homo sapiens comunque verosimile (nonostante anche praticamente o quasi soltanto frammenti di fossili capaci di abbattere le frontiere del tempo) educa a relativizzare certa presunta “miseria” nichilistica” della nostra specie, certe stesse crisi contingenti contemporanee.  Fin da Lucy  eravamo  geniali nella sopravvivenza. Il Sopra-Vivere secondo logica “cosmica”  non è una utopia. E la scienza ancora una volta indica la Stella Polare  e viceversa. Gli autori e ricercatori:  (M. Cattaneo), K. Wong,  K. Harmon, J. J. Shea, G. Manzi, F. Di Vincenzo, C. W. Marean, H. Pringle, R. Caspari, J. Zilhao, A. Meldolesi.

INFO

http://www.lescienze.it/edicola/2014/04/02/news/il_cammino_delluomo_come_siamo_diventati_homo_sapiens-2079227/