La maggior parte delle riserve di combustibili fossili nel mondo devono restare dove sono almeno fino al 2050 per evitare pericolosi cambiamenti climatici entro quell’anno. A dirlo e’ una ricerca condotta da scienziati dell’University College London (UCL), e pubblicata su Nature, che sottolinea come per rispettare il limite di aumento massimo di 2 gradi della temperatura globale, un terzo delle riserve di petrolio, meta’ di quelle di gas e l’80% di quelle di carbone non devono essere estratte. La ricerca indica per la prima volta quali riserve e in quali Paesi dovrebbero essere lasciate dove sono: a restare nel suolo, secondo gli studiosi, dovrebbero essere la maggior parte di riserve di carbone in Cina, Russia e Usa, cosi’ come 260 miliardi di barili di petrolio in Medio Oriente: una quantita’ equivalente a tutte le riserve di greggio dell’Arabia Saudita. E lo stesso Medio Oriente non dovrebbe toccare oltre il 60% delle sue riserve di gas. Per gli scienziati anche lo sfruttamento di risorse nell’Artico contrasta con gli sforzi per limitare i cambiamenti climatici. “Abbiamo ora dati tangibili delle quantita’ e luoghi dove i combustibili fossili dovrebbero restare non sfruttati per cercare di rispettare il limite dei 2 gradi delle temperature”, ha detto Christophe McGlade, docente della University College London e tra gli autori della ricerca. “I politici devono capire che il loro istinto a sfruttare completamente le risorse fossili nei loro paesi e’ del tutto incompatibile con il loro impegno a rispettare il target dei 2 gradi”.
Clima: stop alle risorse fossili per limitare il riscaldamento della Terra


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