Arrestare l’attività del cervello è impossibile, solo con la meditazione è possibile raggiungere una condizione che si avvicini al vuoto mentale, ma non è semplice
E’ impossibile non pensare. È stato dimostrato la nostra mente non può in nessun caso arrestare la sua attività, ciò infatti equivarrebbe a non avere attività mentale. Il cervello, seppur non è soggetto al ragionamento complesso, è in continua attività anche soltanto riflettendo, ricordando, immaginando o fantasticando. Esso è in continua attività anche mentre si fa qualche attività rilassante, o quando non si sta facendo nulla e si è sdraiati ad osservare il soffitto ed Anche quando dormiamo. Il cervello appartiene a quell’altra categoria di muscoli del nostro corpo, che agiscono indipendemente dalla nostra volontà, obbedendo ad un istinto vitale, come il cuore o i polmoni. A metà degli anni ’90, alla Washington University School of Medicine di St. Louis (Usa), è stato scoperto un circuito di regioni cerebrali (chiamato “default mode network”, ossia “rete cerebrale di default”) che si attiva proprio quando non si fa alcuno sforzo e si lascia la mente libera di vagare. Quando il cervello è dunque lasciato a sé stesso, consuma circa 20 volte più energia cerebrale di quella usata per rispondere ad uno stimolo esterno. E’ inutile dunque cercare di non pensare a nulla, perché automaticamente anche in questo caso e paradossalmente, il cervello sta pensando di non pensare. Sembra un gioco di parole in realtà è proprio quello che accade quando ognuno prova a non pensare a nulla. E c’è ben altro.
È stato dimostrato da Daniel Wagner, psicologo di Harvard che se chiedeva ai soggetti delle sue ricerche di non pensare a qualcosa in particolare ad esempio a un film o un personaggio, questi finivano con il pensarci più spesso di quanto avrebbero fatto se non gli fosse stato suggerito di non farlo. Di fronte all’impossibilità di non pensare, solo la meditazione è l’arte che più di tutte è riuscita ad avvicinarsi alla possibilità di svuotare la mente letteralmente, anche se, tuttavia, ciò è possibile solo parzialmente, anche per coloro che praticano questa attività. Jiddu Krishamurti filosofo indiano fu uno dei più grandi sostenitori della necessità di ‘fermare il pensiero’. Anche Krishnamurti proponeva una ‘liberazione del pensiero’ attraverso la meditazione non tecnica ma libera, poiché anche la meditazione stessa rischia di diventare un insieme di comandi che il cervello realizza, formulando un ragionamento e dunque un pensiero complesso, diventando essa stessa la gabbia della mente. Chi ha sperimentato anche per brevi istanti una condizione di ‘sospensione del pensiero’ riferisce di aver provato un’insolita sensazione di silenzio, di quiete, di vuoto, difficile da descrivere


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