Il dottor Frankenstein, personaggio di fantasia o realtà?

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Si sarebbe trattato di un fisico realmente esistito che visse a cavallo tra la fine del XVIII° secolo e l’inizio del XIX°

esperimenti1L’uomo in questione sembrerebbe corrispondere al nipote di Luigi Galvani, vale a dire il fisico Giovanni Aldini (1762-1834), avvezzo ad effettuare esperimenti al limite dell’accettabilità.

Il fisico, infatti, studiava il modo in cui l’elettricità agiva sui cadaveri con l’intento di riportarli in vita, al pari, dunque, del famoso dottor Frankenstein (nato dalla penna di Mary Shelley), unendo tra loro parti di corpi differenti.

La discutibile pratica, lungi da quanto si possa ragionevolmente pensare, veniva realizzata in pubblico, costituendo anzi motivo di rappresentazione e assembramento di persone che assistevano a macabri spettacoli in cui cadaveri umani e animali venivano attraversati da scariche elettriche che generavano contrazioni degli arti ed improvvise aperture degli occhi, niente di più raccapricciante.

220px-Giovanni_AldiniSi racconta che colui che coadiuvava il fisico, macabro esecutore, morì d’infarto durante la realizzazione di uno di tali esperimenti in cui, a causa di una contrazione, il petto di un cadavere sembrò sollevarsi.

Utilizzando i corpi esanimi dei condannati a morte, il fisico Aldini agli inizi del 1800 proseguì i suoi esperimenti a Londra, perché una volta lì si sarebbe potuto servire di cadaveri interi, in quanto la regola era che le esecuzioni capitali si effettuassero per impiccagione e non per decapitazione come avveniva negli altri Paesi.

Sembrerebbe che Mary Shelley si ispirò alle sperimentazioni del fisico italiano per scrivere la sua celebre opera letteraria.