Vi è un angolo di paradiso unico al mondo in cui, con originalità e talento, sono state realizzate sculture uniche: stiamo parlando del Giardino dei Tarocchi e delle sue 22 opere scultoree raffiguranti gli Arcani dei Tarocchi; che dominano la scena raggiungendo, in alcuni casi, i 15 metri d’altezza. Realizzate in acciaio e cemento, rivestite di specchi, vetri e stupende ceramiche colorate, queste opere d’arte fanno bella mostra nel Giardino, eccezionale connubio tra arte e natura, costruito tra il 1979 e il 1996 dall’artista franco. statunitense di fama internazionale Niki de Saint Phalle, al secolo Catherine Marie-Agnès de Saint Phalle che, ispirandosi al meraviglioso Parco Guell di Gaudì, a Barcellona, ne ha subito la profonda influenza con le sue forme morbide e le sue maestose costruzioni.
Si tratta di un mondo surreale, in cui forme e colori creano sculture da togliere il fiato. Il Giardino dei Tarocchi è inserito nel paesaggio collinare della Maremma Toscana, nel comune di Capalbio; esattamente sul versante meridionale della collina di Garavicchio, coprendo una superficie di circa 2 ettari. Tra le opere più significative: la Papessa, raffigurante una grande donna-sfinge (la scultura era la casa di Niki quando lavorava al Giardino); la Giustizia, con all’interno la scultura dell’ingiustizia di Jean Tinguely, chiusa da un’enorme lucchetto; l’Albero della vita, i cui rami sono teste di serpente ed il fusto è ricoperto da iscrizioni e disegni dell’artista ed ancora, il Diavolo, il Mago, il Sole, la Ruota della Fortuna ed altri Arcani.
Niki de Saint Phalle, nata a Parigi nel 1930 da padre francese e madre americana, deve molto alla sua doppia nazionalità che ha contribuito a far di lei una cittadina del mondo poliglotta, legata ad amicizie internazionali, a luoghi lontani dove ha vissuto e lavorato. Il Giardino dei Tarocchi, in particolare, è nato dalla solidarietà di un’amica, Marella Caracciolo Agnelli, che ha assunto le vesti di interlocutrice verso i propri fratelli, Nicola e Carlo, proprietari dell’appezzamento di Macchia Mediterranea dove Niki ha avuto piena libertà di inventare il suo fantastico mondo, in collaborazione col marito Jean Tinguly. Tra incantesimo e gioco, senso di inquietudine e irresistibile fascino, il Giardino dei Tarocchi spiazza fortemente il campo visuale umano con i suoi colori sgargianti e le sue eccentriche forme. Un posto assolutamente da visitare, facendo trascorrere ai piccoli un viaggio (seppur breve) in un mondo fiabesco, in cui possono giocare a nascondino dietro le sculture o ridere a crepapelle davanti agli innumerevoli riflessi dei frammenti di vetro che ricoprono le opere d’arte. Un mondo in cui si può “combattere” il drago o fingere di abitare in un casa che sembra uscita da un libro di fiabe, per poi riposarsi sulle panchine, mettendosi a contemplare il Giardino, traendo interessanti momenti di meditazione o piacevoli attimi di sosta. Un posto che, a detta della sua inventrice, “fa gioire gli occhi ed il cuore”.













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