La profonda depressione a carattere freddo (Ionio low), responsabile delle storiche nevicate che fra il 31 Dicembre 2014 e la notte di Capodanno del 2015 hanno imbiancato le spiagge della Sicilia, dopo essersi evoluta in un “CUT-OFF”, colmo di aria gelida in quota, si è spostata verso il mar Libico e le coste libiche, come un sistema frontale ormai totalmente occluso. Già nel corso della giornata di ieri il “CUT-OFF”, interamente colmo di aria gelida in quota, e molto fredda alla quota isobarica di 850 hpa, si è posizionato poco a nord del Golfo della Sirte, con una struttura ciclonica attiva nella media troposfera, che ha prodotto una moderata attività convettiva lungo le coste libiche. Il forte “gradiente termico verticale” ereditato, fra l’aria molto fredda presente in quota e le più calde temperature della superficie del mar Libico, hanno favorito l’attivazione di intensi moti convettivi che hanno generato svariate “Cellule temporalesche” in aria fredda, con una spiccata attività elettrica e precipitazioni prevalentemente grandinigene.
La maggior parte di questi temporali marittimi, a causa della rotazione ciclonica del “CUT-OFF”, dal mar Libico si sono diretti verso il Golfo della Sirte e le coste e il vicino retroterra della Cirenaica, dando luogo a brevi ma intensi rovesci, che hanno assunto carattere grandinigeno anche sulle aree più interne della Cirenaica. Purtroppo, a causa della delicata situazione politica del paese nord-africano, ormai sull’orlo di una nuova guerra civile (fra islamisti, laici, e milizie rimaste fedeli a Gheddafi), non è stato possibile rilevare i dati meteorologici delle singole stazioni del paese. Molte di queste sono off line, probabilmente a causa dei cruenti combattimenti che da settimane insanguinano il paese. Quelle poche stazioni funzionanti però evidenziano come parte dell’aria fredda che nei giorni scorsi ha invaso la Sicilia sia affluita anche nel deserto libico, tramite l’inserimento nei bassi strati di una sostenuta ventilazione da Nord e N-NE, che dallo Ionio e dal mar Libico si è propagata fino alle coste libiche, determinando un improvviso forte calo termico. Dopo essere tracimata sulle coste l’aria fredda si è versata sull’entroterra desertico libico, fino ai confini con la regione desertica del Fezzan e nel deserto Libico, dove le masse d’aria fredde, di origini polari continentali, hanno fatto il loro ingresso venendo accompagnate da una tesa ventilazione da N-NO e da Nord, che ha provocato anche piccole tempeste di polvere lungo i principali deserti sabbiosi della Libia centrale e meridionale.

L’avvettare dell’aria fredda, dal Mediterraneo centrale fino al Sahara centrale, ha provocato un intenso e diffuso calo termico che si è avvertito soprattutto durante le ore notturne, grazie al contributo fornito dall’irraggiamento che contraddistingue le località desertiche. Addirittura nelle località montuose della Libia occidentale si sono registrate persino delle gelate notturne, a partire dai 500-600 metri. Su tutti spiccano i -2.7°C registrati da El Hamada lo scorso 1 Gennaio 2015, a soli 623 metri di altezza. Ma temperature minime di poco sopra i +0.0°C sono state registrate in diverse località, in pieno deserto. Ad esempio, nell’oasi di Kufra, la minima del 2 Gennaio è stata di soli +4°C, nonostante la presenza di un’insistente ventilazione da N-NO. Minime notevolissime, poco sopra i +0.0°C, anche nell’oasi di Sebha e in diverse aree del deserto libico, lungo il confine con l’Algeria meridionale, il Niger e ilo Ciad, dove l’irraggiamento e le forti inversioni termiche che si realizzano nelle ore notturne in questi luoghi (grazie ai tassi di umidità relativa fino a 6% 8%) fanno sì che i termometri si spingono poco sopra lo zero. Ma in questi giorni, una parte di questo flusso di aria fredda scivolato sul deserto libico, è andato a rinvigorire i venti di “Harmattan” che spirano nel cuore del Sahara, sfondando fin sull’area saheliana. Pur essendo un vento caldo l’”Harmattan” in inverno può anche portare importanti episodi di freddo sul Sahel e nei paesi del Golfo di Guinea.
I bassi tassi di umidità relativa, durante le ore notturne, in presenza di cieli sereni (visto la protezione offerta dall’anticiclone sahariano in quota) e scarsa ventilazione nei bassi strati, possono favorire l’insorgenza di importanti inversioni termiche, grazie all’intenso irraggiamento notturno delle aree continentali africane, tanto da far sprofondare le temperature minime sotto la soglia dei +18°C +17°C in piena area sub-equatoriale. I più grandi episodi di freddo che hanno colpito l’area di Guinea sono associata a grandi spinte delle secche correnti di “Harmattan” verso i paesi che si affacciano sul golfo di Guinea. Difatti in questi giorni un po’ di freddo, un po’ insolito per queste latitudini, si è avvertito pure in Mali, Niger e Burkina Faso. In questi giorni, con l’ulteriore discesa verso sud del baricentro del robusto anticiclone sub-tropicale sahariano, le secche e polverose correnti di “Harmattan”, dal Ciad si sono estese fino alla Guinea e alla Costa d’Avorio, arrivando a raggiungere persino le coste affacciate sul Golfo di Guinea, con una debole ventilazione da Nord e N-NE proveniente direttamente dalla fascia semi-desertica del Sahel.

Una debole ventilazione da Nord si è affacciata persino sulla costa di Guinea, inibendo l’umida ventilazione marittima da S-SO e SO (“Monsone di Guinea”) che per tutto l’anno domina sul Golfo di Guinea. Per città tremendamente afose come Lome, Lagos e Cotonou, l’”Harmattan” è una vera benedizione. Il suo soffio abbassa l’umidita notevolmente rendendo le notti fresche. Cotonou, grazie al soffio dei venti di “Harmattan”, ha registrato una minima di soli +20°C. Un pò di fresco anche a Freetown, capitale della Sierra Leone, dove la minima di Capodanno è stata di ben +18°C. Ma i venti di “Harmattan”, affluiti dal Sahara, hanno portato temperature minima notevoli in diverse aree desertiche e semidesertiche, fra Niger, Mali e Burkina Faso. Tra i valori minimi più bassi spiccano i +9.9°C di Kayes, in Mali, che si è avvicinata al record assoluto di freddo, di +8.8°C. In pieno deserto stupiscono i +1.5°C di Bilma, nel nord del Niger, che comunque si è tenuta lontana dal suo record, di -2.4°C. I venti di “Harmattan” non sono riusciti a sfondare in modo omogeneo fra Ghana e Nigeria, tanto che Abidjan e Accra si presentano ancora piuttosto afose, per il persistere delle brezze da SO e S-SO che rendono l’umidità elevatissima.


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