Il “binge eating” colpisce circa l’1,2-1,5% della popolazione ed è il doppio più frequente nelle donne che negli uomini
Potrebbe arrivare presto un farmaco per controllare le abbuffate compulsive, il cosiddetto disturbo del binge eating. Si tratta di una sostanza in uso per l’iperattivita’ (ADHD), che si e’ dimostrata efficace su pazienti adulti col disturbo alimentare, in grado cioe’ di limitare le ”cadute” nell’abbuffata irrefrenabile. La dimostrazione arriva da una sperimentazione su circa 5000 pazienti condotta da Susan McElroy del Lindner Center of HOPE a Mason e pubblicata sulla rivista Jama Psychiatry. I pazienti sono stati trattati per alcuni mesi o con ‘lisdexamfetamina’ o con placebo ed e’ emerso che il farmaco e’ efficace nel ridurre o addirittura eliminare gli episodi di abbuffata. Il binge eating, spiega all’ANSA il neuroscienziato italiano Graziano Pinna della University of Illinois, colpisce circa l’1,2-1,5% della popolazione ed e’ il doppio piu’ frequente nelle donne che negli uomini. Nel disturbo vi e’ una forte componente legata allo stress: la gran parte dei pazienti e’ stata ‘vittima’ di pesanti stress traumatici precedentemente lo sviluppo del disturbo, non a caso molti pazienti presentano anche ansia. Il farmaco sperimentato (con il finanziamento della farmaceutica Shire Development), e’ un’anfetamina gia’ in uso su bambini e ragazzi con ADHD e in studio anche per la depressione. ”Sarebbe importante trovare un farmaco d’aiuto alla psicoterapia per lenire i sintomi del binge eating piu’ velocemente – sottolinea Pinna. Detto questo, bisogna anche considerare che quello sperimentato e’ un farmaco che come le altre amfetamine e’ contrassegnato in Usa come sostanza d’abuso. Inoltre rimane da determinare se questo farmaco sia in grado di prevenire a lungo termine il riemergere delle abbuffate e quindi se abbia veramente un’azione terapeutica, cioe’ se a cura finita il disturbo non torni”.


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