Il mercato health care: nuova opportunità di guadagno per l’impresa, nuova opportunità di cura per il paziente

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La cosìdetta Impresa Health Care è in continuo sviluppo. Può essere definita una forma di speculazione sul paziente o un’ancora di salvezza fra le inefficienze della Sanità pubblica?

largecostsFare impresa di successo oggi? Sembra una realtà ormai lontana. Con la costante  aria di crisi  e la crescente sfiducia degli investitori per il  mercato imprenditoriale  italiano, sembra che la lontana ancora di salvezza dell’ investimento privato si è anch’essa offuscata. Ad oggi, gli unici settori in continua crescita, ancora capaci di attrarre capitali anche esteri, sono quelli legati all’Hi-tech ed al campo informatico. In realtà, si sta facendo sempre più strada un tipo di impresa  fino a pochi anni fa poco conosciuto, che inizia a far gola ai grandi capitali privati: il settore dell’Health Care. Fino ad un decennio fa, quando si parlava di sanità, ci si riferiva inevitabilmente al  servizio pubblico nazionale.

StethoscopeMa, il settore della sanità pubblica purtroppo attualmente si trova in una sorta di limbo, caratterizzato da continue inefficienze, sprechi, tagli ulteriori di spese e personale, scarsità di strumenti nelle strutture, disservizi di ogni genere ( basti pensare alle lunghe lista d’attesa nelle asl per poter anche soltanto realizzare una tac, il cui tempo di attesa  si stima essere in media intorno ai 2 o 3 mesi). Ecco che il settore sanitario si trasforma in un servizio nelle mani del privato,un business su cui investire, per cercare di colmare le lacune che la mano pubblica non riesce più a colmare. Assistenza a domicilio, trasporto per malati, cure e servizi di ogni genere rappresentano il ramo dell’impresa sanità, meglio definita come le aziende Health care. E’ lecito dunque domandarsi se la speculazione economica su servizi essenziali per il cittadino, quale la salute, il cui diritto è sancito dall’art. 32 della Costituzione e pilastro essenziale della nostra Repubblica, possa essere imputata come immorale. Aziende che ricavano sulla situazione di degenza o cronicità di un paziente, possono essere definitive arrampicatori sociali o ancore di salvezza di fronte all’inefficienza del sistema sanitario pubblico? Si potrebbe aprire un dibattito infinito.

healthcare-iconCerto è che il settore  presenta buone prospettive di crescita puntando  sull’espansione del mercato globale, in cui le aziende sanitarie stanno investendo massicciamente. Il 65% delle aziende  dichiara di avere iniziato a operare negli ultimi 18 mesi in nuovi mercati esteri rispetto al proprio paese di origine, in un’ottica di espansione della propria base clienti e incremento dei ricavi. Anche lo Stato sembra appoggiare largamente le iniziative delle aziende health care italiane, anzi, sono stati studiati appositamente alcuni interventi per favorire questo nascente settore affinché diventi da traino per l’occupazione e non solo, interventi concretizzati nella Legge di Stabilità 2015. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan l’ha definita “un provvedimento equilibrato e con importanti misure volte a stimolare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro”. Gli  interventi a favore riguardano il costo del lavoro e delle agevolazioni fiscali per le attività di ricerca e sviluppo. La legge prevede uno sconto Irap sul costo del lavoro dei dipendenti a tempo indeterminato ed un bonus ricerca con credito d’imposta al 25% sulla media degli investimenti degli ultimi tre anni (incrementali rispetto al passato) agevolazione di cui poterne beneficiare fino al 2019. Il credito d’imposta è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di R&S pari a 30 mila euro.

Health-Insurance-and-the-Health-Care-SystemNon mancano inoltre, importanti iniziative e progetti su cui  le già esistenti imprese health care intendono concentrarsi ed investire, per rendere sempre più qualitativamente alto il livello dei propri servizi e per facilitarne la fruizione al paziente. Ad esempio, si sta progettando la gestione della malattia cronica del paziente da casa, telemonitorato ed assistito in modo remoto. Ciò corrisponderebbe anche ad un alleggerimento dei numeri impressionanti di ricoveri che spesso minano al livello qualitativo della cura e dell’assistenza prestata negli ospedali. Ciò di riflesso permetterebbe di ridurre i costi dell’assistenza sanitaria, migliorandone l’efficienza sotto più aspetti. Inoltre, ciò permetterebbe al paziente di giovare dell’impatto psicologico positivo che l’ambiente familiare assicura rispetto alla degenza in ospedale, e riduzione delle possibili infezioni contratte dai pazienti cronici già molto a rischio.

health care 02Ma le opportunità di crescita non finiscono qui. La costante diffusione dei dispositivi mobile costituisce oggi una nuova sfida per i brand che operano nel settore medicale. Sono molte le aziende che, anche in Italia, iniziano a chiedersi come sfruttare le nuove tecnologie per offrire servizi a portata di mano tanto ai medici che ai pazienti. I benefici per i  pazienti dall’ uso di soluzioni di mobile-health (mHealth) sono facilmente intuibili: il medico può monitorare le condizioni di salute dei propri pazienti ricevendo notifiche in tempo reale in caso di problemi; il  paziente non deve  più recarsi fisicamente presso un ospedale o studio medico per effettuare alcuni controlli di routine posto che i  valori sono monitorati costantemente in modalità remoto; l’attività giornaliera del medico curante diventa più organizzata poiché  riducendosi  il numero delle visite fisiche dei propri pazienti nel proprio studio (perché monitorati tramite app mobile), può occuparsi in modo sistematico dei compiti che la sua professione comporta.

Tutto ciò può essere reputato immorale nella società italiana che oggi tanto morale non pare essere? Come tutte le imprese, anche queste sono orientate a vendere i propri prodotti, dunque vittime del circuito mercato con  tutti i suoi pro e contro: concorrenza, pubblicità, promozione, visibilità, investimenti, ricavi e costi. Ma è pur vero che ognuno  ha il diritto di decidere sulla propria salute. Rientra dunque nelle prerogative dei pazienti  scegliere come e dove curarsi; che la sanità sia pubblica o privato, gratuita o a pagamento, purché  essa permetta sempre ed in ogni caso che sia rispettato un diritto costituzionalmente garantito, cioè il diritto alla salute del paziente.

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