Il misterioso lago di Tovel tra leggende e suggestivi fenomeni naturali [FOTO]

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TOVEL 3Tra gli itinerari imperdibili del Trentino, una menzione speciale va riservata al “lago rosso”, uno dei gioielli naturalistici del Parco Naturale Adamello Brenta, tra gli specchi d’acqua alpini più famosi delle regione. Le sue acque, oggi limpide e ricche di fauna, sono state le protagoniste di un fenomeno naturale molto affascinante, assumendo, fino al 1964, una colorazione rosso acceso…colorazione legata ad un fenomeno naturale (che esamineremo a breve), andato progressivamente diminuendo, fino a scomparire del tutto. Il toponimo “Tovel” ha origine dalla parola latina “tubus”, con cui si indicavano i canaloni molto ripidi lungo i quali veniva fatto scivolare il legname verso la valle, la quale si sviluppa per 17 km, con un’altitudine che va dai 600 ai 2900 metri della cima più alta. Fino agli anni 60’, la fama del lago di Tovel era legata allo spettacolare arrossamento delle sue acque che ha alimentato, nel corso dei secoli, numerose storie e leggende. La più famosa è ambientata molto tempo fa, quando Ragoli, oggi piccolo paese della Val Rendena, era una ricchissima cittadina a capo di un grande regno. Quando il suo ultimo re morì, non lasciò eredi maschi ma solo una bellissima figlia, Tresenga. I cittadini del regno furono assaliti da una forte ansia, sapendo bene che se la principessa si fosse sposata, il loro regno sarebbe divenuto di proprietà di un sovrano straniero e Ragoli avrebbe perso ogni ricchezza.

TOVEL 1Tuttavia, la fanciulla fece solenne giuramento di rinuncia a qualsiasi legame matrimoniale ma questo non riuscì a dissuadere i suoi numerosi pretendenti dal corteggiarla. Il re di Tuenno, Lavinio, tentò di conquistare per due volte il cuore della ragazza, con doni magnifici e donandole un mazzo di fiori, ma invano. Lavinio, a quel punto, pieno d’ira, radunò il suo esercito con l’intento di radere al suolo Ragoli. Fu allora che i ragolesi marciarono fino alle sponde del lago di Tovel, trovandovi l’esercito di Lavinio, accampato per la notte. Fu così’ che iniziò una sanguinosa battaglia che durò diversi giorni. L’esercito di Tuenno, troppo forte, ebbe la meglio e tutti i cittadini di Ragoli vennero barbaramente uccisi… per ultima, anche la bella Tresenga perì sotto le armi dopo aver combattuto con tenacia accanto al suo popolo. Si narra che il suo sangue e quello di tutti i suoi sudditi si riversò nelle acque del lago di Tovel, tingendolo di rosso. Da quel triste giorno, una volta all’anno, in occasione dell’anniversario della truce battaglia, come per magia, le acque del lago cominciarono a colorarsi di rosso e c’e’ chi giura che, ancora oggi, nelle notti di luna piena, la triste anima di Tresenga vaghi lungo le rive del lago, sospirando.

TOVEL 2Mettendo per un attimo da parte la leggenda (che ha, tuttavia, un suo fascino), il fenomeno naturale che ha interessato le acque del lago, tingendole di un colore vermiglio/rosso, era dovuto alla presenza di alcune alghe dalla particolare pigmentazione. Ad aver reso il biotopo del lago di Tovel uno dei più famosi al mondo è la Tovellia Sanguinea, che per anni è stata la responsabile del particolare colore, durante i mesi estivi. Purtroppo, negli ultimi decenni, il fenomeno non si è più verificato. E’ stato ipotizzato che le alghe non trovassero più nutrimento, in particolare azoto e fosforo, a causa della riduzione dell’uso del territorio circostante come pascolo bovino. Ma questo fenomeno per quanto è esistito? E’ dura rispondere a questa domanda. Gli scrittori locali che hanno descritto il lago all’inizio dell’Ottocento, Jacopo Antonio Maffei nel 1805 e Gioseffo Pinamonti nel 1829, non fanno cenno al colore inusuale dell’acqua del lago; citando, invece, entrambi, l’eccezionale qualità dei salmerini che vi si pescavano e descrivendone altre curiosità, fra cui quella che, talvolta, d’inverno, il lago ghiacciava tanto in profondità da poterci passare coi carri. Un altro rappresentante tipico del fitoplancton presente nel lago di Tovel e’ la Flagilaria tenera, un’alga di tipo unicellulare libera, appartenente al gruppo delle diatomee. Non perdetevi questa meta per placide passeggiate immersi nella natura, praticando, magari, trekking e mountain biking.