Inizia a “muoversi anche se lentamente” la nave ‘Astrolabe’, partita dall’Antartide il 26 dicembre e rimasta bloccata tra i ghiacci, in balia delle correnti marine, senza poter nemmeno tornare indietro. “Stanno proseguendo le manovre per liberare la nave dai ghiacci e portarla verso il mare aperto, a bordo iniziano a sentire il rollio che sta ad indicare che l’imbarcazione si sta lentamente muovendo” riferisce all’Adnkronos il portavoce del Cnr, Marco Ferrazzoli, in costante contatto con l’Astrolabe. A bordo della nave si trovano anche cinque ricercatori italiani: Corrado Leone del Cnr, Lorenzo De Silvestri e Tommaso Nicosia dell’Enea, Francesco Pongetti dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), e il fisico Paride Legovini. “Sulla nave ci sono tre meteorologi francesi che stanno monitorando il vento che, se continua a soffiare da Sud come sta accadendo ora, spinge la nave in mare aperto, liberandola dalla morsa dei ghiacci antartici” spiega Ferrazzoli. “La preoccupazione -aggiunge- è che il vento possa calare o addirittura soffiare contrario, spingendo l’Astrolabe contro i ghiacci”. E se ciò dovesse accadere, continua Ferrazzoli, “verrebbero spenti i motori e la nave sarebbe trasportata dai ghiacci. Non ci sarebbe altro da fare”. Partita dall’Antartide il 26 dicembre, la nave ‘Astrolabe’ è rimasta bloccata tra i ghiacci, in balia delle correnti marine. Proprio questa mattina, il ricercatore Corrado Leone del Cnr ha riferito che ci vorranno ancora sei giorni di navigazione per raggiungere la base. “Siamo stati completamente fermi nel ghiaccio dal 27 dicembre a ieri. Considerato che ci siamo imbarcati il 25 dicembre pomeriggio e siamo partiti il 26 pomeriggio, siamo a bordo già da nove giorni, contro i normali sei giorni di navigazione” ha spiegato Leone nel primo bollettino diramato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Sulla Astrolabe, oltre ai 12 membri di equipaggio e ai cinque ricercatori italiani, sono a bordo ricercatori francesi, australiani e neozelandesi. “Ci siamo bloccati nel ghiaccio a 26 chilometri dalla stazione francese Dumont d’Urville e fino a ieri siamo stati con i motori al minimo perché il vento da est spingeva la banchisa verso la costa, per cui siamo andati lentamente alla deriva” ha detto Leone. Da ieri, ha aggiunto il ricercatore del Cnr, “il vento ha cambiato direzione e il comandante, vista la minore pressione dei ghiacci, ha provato a ripartire”. Leone ha riferito anche che nelle ultime 16 ore l’Astrolabe ha percorso 16 miglia nautiche, mentre normalmente ha una velocità di 12 miglia orarie. “Continuando così, entro la giornata di oggi l’Astrolabe dovrebbe giungere a vedere il mare aperto” ha auspicato.
Nave “Astrolabe” bloccata in Antartide: “Si sta muovendo”


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