L’ozonoterapia è un trattamento a base di ozono, indicato generalmente per la cura dell’ernia discale; in realtà sono molte le patologie che possono beneficiare di questo trattamento, con zero effetti collaterali
“In tutto il mondo viene chiamata ozonoterapia perché si tratta a tutti gli effetti di una terapia con l’ozono” ha dichiarato il dottor Gaspare Porzio direttore sanitario della Leda Clinic di Bergamo in un’ intervista rilasciata a Panorama. Il dottor Porzio è un esperto di ozonoterapia, che pratica da ormai più di 10 anni, con ottimi risultati. Questa terapia è conosciuta in particolar modo per la cura dell’ernia al disco, ma in realtà è una cura efficace per una moltitudine di patologie diverse secondo l’esperto. A causa della scarsa formazione in ambito medico e di informazione fra i pazienti, spesso questa cura non viene neanche presa in considerazione dinnanzi a svariate patologie che invece si tendono a trattare con le terapie più tradizionali.
Il dottor Gaspare Porzio ha specificato che “l’ozonoterapia da un punto di vista sistemico può essere utilizzata con ottimi risultati per tutte le patologie che interessano gli organi (ad esempio pancreopatie, cardiopatie, pneumopatie, apparato gastroenterico). Qualsiasi parte del corpo trae beneficio dalla ozonoterapia. Io uso l’ozono a 360 gradi. Essendo un omeopata, ho la visione del corpo nell’insieme. Non mi limito alla singola patologia o al singolo organo. In tutti questi anni l’ho usata con risultati eccellenti per curare ernie discali, artriti, artrosi, patologie gastrointestinali (in abbinata con la idrocolontearpia) e persino insufficienze venose”. I possibili impieghi dell’ozonoterapia sono molto vasti. Ma quali possono essere gli effetti collaterali? Il professore non ne prevede di specifici, e il tasso di di soddisfazione del paziente va dal novanta al cento per cento. “Da me arrivano persone che hanno provato un po’ di tutto: dagli anti infiammatori ai cortisonici senza ottenere risultati risolutivi” spiega il dottor Porzio.
Come si può realizzare la terapia a base di ozono? Non c’è un unico metodo. Le più utilizzate sono la grande autoemo e la piccola autoemo. La grande autoemo consiste nel prelievo di sangue (100-150 ml) che passa attraverso una boccia di vetro che viene ozonizzata. Successivamente, il sangue ozonizzato viene reintrodotto nel vaso sanguigno. Il prelievo e l’ozonizzazione avviene in circa tra i 30 e i 40 minuti e non ha controindicazioni. Molto importante è ovviamente la “quantità di ozono con cui si ozonizza il angue prelevato, la concentrazione cambia infatti a seconda delle diverse patologie. Il secondo metodo è quello della piccola autoemo; vengono prelevati 10 ml di sangue che viene ozonizzato nella siringa e poi reintrodotto per via inframuscolare, particolarmente indicata per le malattie autoimmunitarie e nelle malattie della cute come l’acne o le dermatiti violente. L’ozonoterapia può essere fatta da qualunque tipo di paziente, in base a quelli che sono i suoi disturbi, gli unici soggetti a cui è vietata spiega il dottor Porzio sono a coloro che sono “affetti da favismo, ipertiroidismo grave o cardiopatie serie”. Spesso l’ozonoterapia è riconosciuta come una teoria molto pericolosa a causa dell’introduzione nell’organismo dell’ozono, e per il rischio di embolie .In realtà ciò su cui è importante far luce è che l’ozono non è rischioso per il nostro organismo, l’importante è che la terapia venga realizzata da persona competente. Lo stesso professore Porzio ha infatti evidenziato che “se l’ozono viene usato in modo corretto non esistono possibilità di embolia gassosa. L’unica possibilità è un errore di insuflazione diretta a livello venoso o ancor peggio a livello arterioso. Non è l’ozono ad essere pericoloso, è l’operatore che sbaglia in questi casi”. L’ozonoterapia è indicata per tutti: serve a mantenere in perfetta armonia l’equilibrio del corpo nel suo insieme in modo che sia pronto ad affrontare qualsiasi evento.
Tuttavia, è bene specificare che altre fonti non riconosco ad oggi nell’ozonoterapia una prova scientifica assoluta della sua validità ed efficacia in altre tipi di patologie al di fuori di quella dell’ernia discale. Infatti questa strategia terapeutica è molto controversa e non sono disponibili sufficienti prove a sostegno dell’uso di questo trattamento in molti campi, fatta eccezione per la terapia dell’ernia discale, nella quale ha dimostrato invece benefici riconosciuti dalla comunità scientifica.


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