Il sensibile rinforzo delle correnti zonali sull’Atlantico settentrionale, indotto dall’ondata di gelo che in queste ore sta interessando il Canada e il nord degli Stati Uniti, è alla base dello sviluppo di una furiosa tempesta atlantica che dalla mattinata di domani sferzerà le Isole Britanniche, ed in modo particolare le coste scozzesi, con venti che potranno raggiungere velocità davvero ragguardevoli, con picchi fino a 140-150 km/h fra la Scozia settentrionale, le isole Orcadi e le Shetland. La spettacolare “depressione-uragano” che nella giornata di ieri si è rapidamente approfondita sull’Atlantico settentrionale, nel tratto a sud-ovest dell’Islanda, sta già cominciando a marciare, minacciosamente, verso est, coinvolgendo più direttamente dapprima l’Islanda, ed in seguito pure le Isole Britanniche, la Scandinavia meridionale, il mar del Nord e il mar Baltico, dove nelle prossime ore irromperanno venti di tempesta.
Attualmente il profondissimo ciclone extratropicale, alimentato lungo il suo bordo più occidentale dallo scivolamento di aria molto fredda d’estrazione artico marittima, presenta un profondo minimo barico, sui 965 hpa, sta transitando nel tratto di oceano poco a sud dell’Islanda, con una vasta quanto suggestiva occlusione fredda che si avvita con un grandissimo riccio a nord-ovest delle Isole Britanniche. Il formidabile “gradiente barico orizzontale” presente lungo il margine occidentale e meridionale di questo immenso ciclone extratropicale, ulteriormente compresso dal poderoso anticiclone delle Azzorre che dalle omonime isole si allunga fino al Mediterraneo centro-occidentale, sta originando potenti tempeste di vento, in grado di raggiungere l’intensità di uragano, con venti violenti, da NO e O-NO, capaci di toccare anche i 130-140 km/h nelle raffiche, lungo l’Atlantico nord-occidentale. L’esteso “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento), che dal mar del Labrador si propagherà fino alle isole Far Oer e alle coste dell’Ulster e della Scozia occidentale, rischia di sollevare ondate davvero molto alte, molto pericolose per la navigazione marittima, che potranno raggiungere altezze di oltre i 11-12 metri lì dove si localizzeranno le tempeste più violente, sul quadrante meridionale della profondissima circolazione ciclonica.
Parte di queste imponenti ondate, dopo aver percorso l’Atlantico raggiungeranno le Far Oer, le Shetland, le Orcadi e le isole Ebridi, originando forti mareggiate che nella giornata di domani flagelleranno anche le coste occidentali scozzesi e quelle irlandesi, con l’irrompere di ondata, alte fino a 8-9 metri. Questo perché, secondo quanto prognosticato dai principali centri di calcolo internazionali, nella mattinata di domani il profondo ciclone extratropicale si muoverà in direzione delle isole Shetland, avvicinandosi pericolosamente alle coste scozzesi settentrionali che dalla mattinata di domani verranno interessate da forti venti da Ovest e O-NO, che potranno toccare punte di oltre 100-120 km/h. Ma localmente picchi estremi di oltre 140-150 km/h si potranno registrare sulle aree costiere occidentali e nelle isole Ebridi, mentre raffiche fino a 100-120 km/h si potranno segnalare anche fra l’Ulster e la Scozia meridionale. Le raffiche più violente, come capita sempre in queste situazioni, dovrebbero interessare le Highlands scozzesi, dove i violenti venti occidentali, che accompagneranno il passaggio del profondissimo ciclone, raggiungeranno l’intensità di uragano, con raffiche capaci di toccare picchi estremi di ben 170-180 km/h.
Le bufere di vento e le tempeste, prevalentemente da Ovest, e dal pomeriggio tendenti a ruotare più da O-NO, dopo aver spazzato con grande intensità l’Irlanda del Nord, la Scozia e l’Inghilterra settentrionale, tenderanno rapidamente a propagarsi verso il mar del Nord, le coste più meridionali della Norvegia e la Danimarca, dove si attiveranno vere e proprie tempeste, con raffiche capaci di toccare picchi di oltre 120-130 km/h sulle principali piattaforme. Gli impetuosi venti da SO e O-SO, in successiva rotazione da Ovest dal tardo pomeriggio/sera di domani, spazzeranno con autentiche bufere l’intero mar del Nord, la Danimarca e le coste meridionali della Norvegia, dove il passaggio ravvicinato della profondissima depressione creerà autentiche tempeste, con picchi ad oltre i 100-120 km/h. Raffiche fino a 130 km/h si potranno registrare sulle varie piattaforme presenti sul mar del Nord, nel tratto compreso fra le coste orientali dell’Inghilterra e la Danimarca occidentale. Bufere di vento particolarmente cattive, da SO e O-SO, nel corso del pomeriggio di domani, sferzeranno tutta la Danimarca, con raffiche fino a 100-120 km/h lungo le coste occidentali.
Queste forti burrasche in serata si propagheranno anche allo Skagerrak, il Canale che separa le coste meridionali norvegesi con la punta settentrionale della Danimarca, agitandolo per bene e rendendo molto difficoltosa la navigazione marittima lungo i bassi fondali. Le tempeste da SO e O-SO che spazzeranno l’intero mar del Nord, investiranno pure la Danimarca e la Svezia meridionale, estendendosi molta rapidamente sul mar Baltico, con una componente decisamente più meridionale, fra S-SO e SO, che insisterà fino alla giornata di venerdì, con raffiche che supereranno i 70-80 km/h, localmente anche più di 90 km/h, nel tratto di mare che separa Danimarca orientale e Svezia meridionale. In alcuni tratti costieri si supereranno i 90-100 km/h nelle raffiche più intense. Inoltre, visto l’ampio “Fetch” disteso lungo tutto l’asse del mar del Nord, i forti venti occidentali, da Ovest, favoriranno lo sviluppo di grosse ondate, alte fino anche 5-6 metri in mare aperto. Queste ondate, davvero imponenti, potranno originare delle mareggiate di forte intensità sulle coste della Danimarca occidentale, dove si potranno originare delle locali inondazioni nei tratti costieri più depressi.
Nel corso della nottata, fra sabato 10 e domenica 11 Gennaio 2015, con l’avvicinamento del profondissimo ciclone extratropicale al mar di Norvegia, il sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, fra la penisola Scandinava e il bacino del Mediterraneo, quest’ultimo sede del robusto promontorio anticiclonico azzorriano, determinerà l’attivazione di venti piuttosto forti da O-SO e Ovest che andranno a sferzare il mar Baltico, con forti burrasche che si spingeranno fino alle coste di Estonia, Lituania e Lettonia, con raffiche di oltre 90-100 km/h. Questi venti occidentali, molto forti, fino alla mattinata di domenica 11 Gennaio 2015 continueranno a sferzare le coste di Estonia, Lituania e Lettonia, con raffiche che toccheranno picchi di oltre i 70-80 km/h nei tratti di costa esposti ad ovest. Le raffiche più forti dovrebbero sferzare soprattutto le coste della Lituania e Lettonia e le aree più occidentali dell’Estonia, con raffiche che nella fase più intensa delle burrasche potrebbero lambire picchi estremi di oltre 90-100 km/h.
Le forti burrasche da O-SO e Ovest che investiranno il Baltico produrranno anche un significativo aumento del moto ondoso, sollevando onde di “mare vivo” alte anche più di 3-4 metri che si dirigeranno verso le coste esposte di Estonia, Lituania e Lettonia, dove si attiveranno delle mareggiate, anche intense, in grado di produrre fenomeni di erosione e locali inondazioni nei tratti più depressi.


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