Scatta l’allerta meteo sulle Isole Britanniche, ed in modo particolare in Scozia, per l’avanzare dall’Atlantica di una intensa tempesta oceanica che entro la mattinata odierna investirà il territorio britannico, con venti che potranno raggiungere velocità davvero ragguardevoli, con picchi fino a 140-150 km/h fra la Scozia settentrionale, le isole Orcadi e le Shetland. La profonda “depressione-uragano” che nei giorni scorsi si è approfondita sull’Atlantico settentrionale, nel tratto a sud-ovest dell’Islanda, si sta spostando verso est, coinvolgendo più direttamente dapprima l’Islanda, ed in seguito pure le Isole Britanniche, la Scandinavia meridionale, il mar del Nord e il mar Baltico, dove nelle prossime ore irromperanno furibondi venti di tempesta. Attualmente il profondissimo ciclone extratropicale, alimentato lungo il suo bordo più occidentale dallo scivolamento di aria molto fredda d’estrazione artico marittima, presenta un profondo minimo barico, sui 965 hpa, sta transitando nel tratto di oceano poco a nord dell’Irlanda, con un vasto sistema frontale a carattere freddo che si approssima sempre più alle Isole Britanniche.
Il formidabile “gradiente barico orizzontale” presente lungo il bordo meridionale di questo immenso ciclone extratropicale, ulteriormente compresso dal poderoso anticiclone delle Azzorre che dalle omonime isole si allunga con i propri elementi più orientali fino al Mediterraneo centro-occidentale, sta attivando forti tempeste di vento, in grado di raggiungere l’intensità di uragano, con venti violenti, da Ovest e O-NO, capaci di toccare anche i 130-140 km/h nelle raffiche, lungo l’Atlantico nord-occidentale. La presenza di un “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) molto esteso, che dal mar del Labrador si propaga fino alle isole Far Oer e alle coste dell’Ulster e della Scozia occidentale, rischia di sollevare ondate davvero molto alte, molto pericolose per la navigazione marittima, che potranno raggiungere altezze di oltre i 11-12 metri lì dove si localizzeranno le tempeste più violente, sul quadrante meridionale della profondissima circolazione ciclonica. Parte di queste imponenti ondate, dopo aver percorso l’Atlantico raggiungeranno le Far Oer, le Shetland, le Orcadi e le isole Ebridi, originando forti mareggiate che nella giornata di domani flagelleranno anche le coste occidentali scozzesi e quelle irlandesi, con l’irrompere di ondata, alte fino a 8-9 metri e “Run-Up” che potrebbero raggiungere i 10 metri tra le isole Orcadi e le Shetland.
Secondo le simulazioni numeriche dei modelli matematici, nella di oggi il profondo ciclone extratropicale si sposterà verso le isole Shetland, avvicinandosi pericolosamente alle coste scozzesi settentrionali che dalla mattinata verranno interessate da forti venti da Ovest e O-NO, che potranno toccare punte di oltre 100-120 km/h. Ma localmente, durante la fase clou delle bifere di vento, picchi estremi di oltre 140-150 km/h si potranno registrare sulle aree costiere occidentali e nelle isole Ebridi, mentre raffiche fino a 100-120 km/h si potranno segnalare anche fra l’Ulster e la Scozia meridionale. Le raffiche più violente, come capita sempre in queste situazioni, dovrebbero interessare le Highlands scozzesi, dove i violenti venti occidentali, che accompagneranno il passaggio del profondissimo ciclone, raggiungeranno l’intensità di uragano, con raffiche capaci di toccare picchi estremi di ben 170-180 km/h. Le bufere di vento e le tempeste, prevalentemente da Ovest, e dal pomeriggio tendenti a ruotare più da O-NO, dopo aver spazzato con grande intensità l’Irlanda del Nord, la Scozia e l’Inghilterra settentrionale, tenderanno rapidamente a propagarsi verso il mar del Nord, le coste più meridionali della Norvegia e la Danimarca, dove si attiveranno vere e proprie tempeste, con raffiche capaci di toccare picchi di oltre 120-130 km/h sulle principali piattaforme.
Gli impetuosi venti da SO e O-SO, in successiva rotazione da Ovest dal tardo pomeriggio/sera di domani, spazzeranno con autentiche bufere l’intero mar del Nord, la Danimarca e le coste meridionali della Norvegia, dove il passaggio ravvicinato della profondissima depressione creerà autentiche tempeste, con picchi ad oltre i 100-120 km/h. Raffiche fino a 130 km/h si potranno registrare sulle varie piattaforme presenti sul mar del Nord, nel tratto compreso fra le coste orientali dell’Inghilterra e la Danimarca occidentale. Bufere di vento particolarmente cattive, da SO e O-SO, nel corso del pomeriggio di domani, sferzeranno tutta la Danimarca, con raffiche fino a 100-120 km/h lungo le coste occidentali. Queste forti burrasche in serata si propagheranno anche allo Skagerrak, il Canale che separa le coste meridionali norvegesi con la punta settentrionale della Danimarca, agitandolo per bene e rendendo molto difficoltosa la navigazione marittima lungo i bassi fondali. Le tempeste da SO e O-SO che spazzeranno l’intero mar del Nord, investiranno pure la Danimarca e la Svezia meridionale, estendendosi molta rapidamente sul mar Baltico, con una componente decisamente più meridionale, fra S-SO e SO, che insisterà fino alla giornata di venerdì, con raffiche che supereranno i 70-80 km/h, localmente anche più di 90 km/h, nel tratto di mare che separa Danimarca orientale e Svezia meridionale. In alcuni tratti costieri si supereranno i 90-100 km/h nelle raffiche più intense.

Considerato l’ampio “Fetch”, disteso lungo tutto l’asse del mar del Nord, i forti venti occidentali, da Ovest, favoriranno lo sviluppo di onde ben formate, alte fino anche 5-6 metri in mare aperto. Queste ondate, davvero imponenti, potranno originare delle mareggiate di forte intensità sulle coste della Danimarca occidentale, dove si potranno originare delle locali inondazioni nei tratti costieri più depressi. Nel corso della nottata, fra sabato 10 e domenica 11 Gennaio 2015, con l’evoluzione del profondissimo ciclone extratropicale al basso mar di Norvegia, il sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, fra la penisola Scandinava e il bacino del Mediterraneo, quest’ultimo sede del robusto promontorio anticiclonico azzorriano, determinerà l’attivazione di venti piuttosto forti da O-SO e Ovest che dalla Danimarca si sposteranno rapidamente al mar Baltico, con forti burrasche che si spingeranno fino alle coste di Estonia, Lituania e Lettonia, dove irromperanno raffiche di oltre 80-90 km/h. Questi venti occidentali, molto forti, fino alla mattinata di domani, continueranno a sferzare il Baltico e le coste di Estonia, Lituania e Lettonia, con raffiche che toccheranno picchi di oltre i 70-80 km/h nei tratti di costa esposti ad ovest. Le raffiche più forti dovrebbero sferzare soprattutto le coste della Lituania e Lettonia e le aree più occidentali dell’Estonia, con raffiche che nella fase più intensa delle burrasche potrebbero lambire picchi estremi di oltre 90-100 km/h.
Le forti burrasche da O-SO e Ovest che investiranno il Baltico produrranno anche un significativo aumento del moto ondoso, sollevando onde di “mare vivo” alte anche più di 3-4 metri che si dirigeranno verso le coste esposte di Estonia, Lituania e Lettonia, dove si attiveranno delle mareggiate, anche intense, in grado di produrre fenomeni di erosione e locali inondazioni nei tratti più depressi. Le intense e miti correnti occidentali, dopo aver spazzato il sud della Scandinavia e il Baltico, nel corso della giornata di domani e quella di domenica, si estenderanno anche alla Polonia, la Bielorussia, l’Ucraina e il settore più occidentale della Russia europea. Le intense correnti occidentali, prevalentemente da SO e Ovest, saranno in grado di scalfire in modo deciso il “cuscino di aria fredda” (“lake cold”) che nel frattempo si era depositato nei bassi strati, fra i bassopiani di Bielorussia, Ucraina e Russia occidentale, cacciando l’aria gelida di matrice “pellicolare” verso gli Urali e la Siberia occidentale. Queste tiepide e intense correnti meridionali, in scorrimento lungo il lato orientale della profonda circolazione depressionaria che si collocherà a ridosso della Scandinavia meridionale, provocherà la graduale retrogressione, verso gli Urali e il bassopiano Siberiano occidentale, del nucleo di aria gelida, d’estrazione artico continentale, che nei giorni scorsi si era versato sulla Russia europea, favorendo un brusco aumento delle temperature, su valori anche sopra i +0°C.
Almeno temporaneamente il grande gelo siberiano verrà cacciato verso la Siberia occidentale, anche se entro il prossimo weekend un nuovo nucleo di aria piuttosto fredda, isoterme di -10°C alla quota di 850 hpa, dovrebbe nuovamente scivolare verso la Russia europea e l’Europa orientale, dove si potranno determinare condizioni climatiche spiccatamente invernali, con temperature negative e nevicate sparse fino a quote pianeggianti.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?