Le emissioni di metano provengono per la maggior parte da attività umane come le trivellazioni e la raffinazione del petrolio
Le emissioni di metano, uno dei principali gas a effetto serra, “non sono una fatalità, ma sono in gran parte evitabili” con misure economicamente convenienti: è quanto si legge in un rapporto dell’accademia delle Tecnologie francese. Le emissioni di metano – che ha una durata nell’atmosfera limitata, circa una decina d’anni – provengono infatti per la maggior parte da attività umane come le trivellazioni e la raffinazione del petrolio, la produzione di carbone, le discariche di residui organici e l’agricoltura, in particolare la coltura del riso e l’allevamento del bestiame. Il rapporto raccomanda una serie di iniziative a breve termine per la riduzione delle emissioni: il drenaggio delle zone umide, che permetterebbe un migliore sfruttamento delle colture riducendo sia le emissioni che il consumo d’acqua; migliorare la regolamentazione internazionale per la gestione delle miniere e delle centrali a carbone, e infine perseguire le tecnologie di recupero del metano originato dagli scarichi industriali. Secondo gli esperti rimane un’importante incognita legata al volume delle emissioni risultanti dallo scioglimento del permafrost artico, che potrebbero avere una forte influenza più avanti nel secolo.


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