I Robot ci sostituiranno in ufficio oppure no? E se sì, quanto è lontana questa storica “rivoluzione” e quali sono le categorie più a rischio?
Il pensiero della possibile esistenza di “esseri” tecnologici che potessero vivere in mezzo agli umani è sempre stato una tematica controversa nella società. L’opinione pubblica si divide fra chi è terrorizzato da questa possibile realtà futura (o forse ormai imminente?) e chi invece, è incuriosito dalla sperimentazione nel campo dell’ingegneria robotica. Robots dalle sembianze fisiche sempre più umane e capaci di “sentire” sensazioni come il dolore e sentimenti umani come la tristezza, sono già stati sviluppati come prototipi in via di sperimentazione negli Usa ed in Giappone. Sicuramente, ciò che emerge è che di questo passo, con i continui progressi registrati nel settore, presto, anzi prestissimo, i robot potrebbero essere muniti di talune capacità tali da svolgere alcune prestazioni lavorative che oggi giorno sono svolte da lavoratori in carne ed ossa.
Secondo una ricerca condotta dgli studiosi Carl Benedikt Frey della Oxford Martin School e Michael A. Osborne del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Oxford, ben il 47% degli attuali posti di lavoro nei prossimi 10-20 anni sono a rischio estinzione, poiché alcune figure professionali potranno essere sostituite da robot. Le figure professionali maggiormente a rischio sono quelle legate ai servizi di front office, uffici informazioni, receptionists, segretariato. Questo è imputabile al fatto che oggi l’eccezionale sviluppo del settore degli smartphone, delle apps e dei sistemi operativi mobile, ormai sempre più all’avanguardia, hanno trasformato il semplice cellulare in un computer a portata di mano, ove reperire qualunque informazioni necessaria in tempo reale e apps che permettono di svolgere una moltitudine di servizi con pochi semplici mosse sul vostro touch screen. Di conseguenza, la persona fisica a cui rivolgersi in un info point e la receptionist che risponde alla ormai obsoleta cornetta del classico telefono per prenotare un appuntamento, sono propense ad essere soppiantate dalla diffusione di apparecchiature e strumenti intelligenti che permettono di usufruire di tali servizi in modo autonomo e “fai da te”.
A “rischio automazione”, secondo gli studi effettuati, sono anche le figure professionali legate alle vendite retail. Ciò in virtù del fatto che le piattaforme multimediali dell’e-commerce offrono una piazza virtuale dove comprare facilmente ed autonomamente da internet, senza più la necessità di rivolgersi al commesso di fiducia. Ma il settore retail è a rischio anche in relazione alla figura professionale più classica di sempre: l’addetto cassa. In tutto il mondo si stanno moltiplicando soprattutto nei grandi magazzini, le casse automatiche a self service ed il processo è destinato di certo a proseguire. Per non parlare della possibile sfortunata fine che faranno i taxisti ed autisti, sempre più minacciati dalla sperimentazione di automobili “self –driving”, capaci di guidarsi da sole senza più la figura di un autista umano. Anzi questa minaccia peraltro, sembra sia più vicina di quanto si possa immaginare.
Proprio nel maggio del 2015 è stimato il debutto nelle strade della California della Google Car. La vettura guida da sola grazie ad un sistema di sensori e algoritmi in grado di comandare le parti meccaniche garantendo comunque sicurezza e affidabilità. Se si dovessero elencare le moltitudine di professioni che nel tempo potrebbero essere sostituite dai robot, si scatenerebbe il panico. Le prospettive della gran parte dei lavoratori potrebbero iniziare ad essere preoccupanti, specie di questi tempi in cui già si tende a far fatica a conservare il proprio posto di lavoro nonostante ancora la società non è sotto la concreta minaccia “robot”. Se a questo stadio problematico del mercato del lavoro si dovesse aggiungere anche la presenza massiccia di figure professionali robotizzate, la prospettiva futura sarebbe disastrosa. Per adesso, dunque ci si può limitare a prendere atto dei progressi della robotica, apprezzandone di certo i fini, ma per fortuna ancora il mondo popolato da robot che sostituiscono gli esseri umani rimane uno scenario nell’immaginario dei più fantasiosi o in una trama di un film di fantascienza. I lavoratori possono tirare un sospiro di sollievo.


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