Malgrado la crisi, prosegue la cooperazione fra Russia e Stati Uniti anche oltre la coabitazione sulla Stazione Spaziale Internazionale
La compagnia russa Energiya e l’americana Orbital Science, a cui la Nasa ha assegnato il contratto per i rifornimenti per la Iss, hanno firmato un contratto da un miliardo di dollari per la vendita di 60 motori RD-181, motori per i razzi di nuova generazione che sostituiranno gradualmente i motori sovietici usati dai vettori americani. L’accordo è stato concluso malgrado, o forse anche grazie, alle nuove polemiche che negli Stati Uniti due mesi fa avevano fatto seguito all’esplosione, subito dopo il lancio, di un razzo Antares, con motori russi (gli NK-33 prodotti in Unione sovietica nei primi anni settanta per il razzo lunare N1 poi mai sviluppato e quindi rimasti in magazzino). Il presidente di Energiya Vladimir Solntsev ha precisato che l’accordo, in discussione da tre anni, consentirà alla compagnia russa di sviluppare nuove linee di produzione. I razzi ereditati dall’Urss erano stati venduti agli americani dalla concorrente di Energiya Kutnetsov. Energyia sin dagli anni Novanta fornisce gli RD-180 per gli Atlas americani anche se la United Launch Alliance che li produce ha anticipato, sull’onda della crisi fra Stati Uniti e Russia per l’Ucraina, una partnership con la Blue Origin di Jeff Bezos per sviluppare una nuova generazione di motori per razzi americani.


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