Gli ingegneri della Nasa stanno studiando soluzioni in grado di garantire, in futuro, l’atterraggio “morbido” di una pesante astronave sulla superficie di Marte. Presso il Langley Research Center di Hampton, in Virginia, l’agenzia spaziale sta sviluppando uno scudo termico gonfiabile e leggero, che assolverebbe alla doppia funzione di proteggere un modulo di atterraggio all’ingresso nella rarefatta atmosfera del Pianeta rosso e di ammortizzarne il contatto con la superficie del pianeta: al contrario della Luna, che non ha atmosfera, una pesante astronave non potrebbe contare su retrorazzi o paracadute. Lo scudo termico sarebbe composto di anelli concentrici gonfi di azoto e coperti da un rivestimento termico. “Il nostro obiettivo e’ quello di non impiegare propulsori a meno di esserne davvero costretti Facciamo uso il piu’ possibile dell’atmosfera, perche’ questo significa dover trasportare meno carburante”, spiega Neil Cheatwood, senior engineer a Langley, in una intervista pubblicata nel portale dell’Agenzia spaziale Usa. Alla Nasa, pero’, ammettono che l’obiettivo di sbarcare astronauti sulla superficie di Marte entro il 2030 rappresenta ancora un obiettivo denso di sfide dalla difficile soluzione. In particolare, le tecnologie di cui attualmente dispone la Nasa non consentono di sbarcare su Marte corpi o oggetti di dimensioni e peso maggiore dei semplici rover robotizzati, il cui atterraggio non richiede altro se non un semplice paracadute. Gli attuali scudi termici, invece, sarebbero troppo pesanti per un modulo di atterraggio pilotato in ingresso nell’atmosfera marziana. La Nasa lavora alla tecnologia degli scudi gonfiabili da quasi un decennio, e ritiene che ormai sia pronta per l’impiego operativo.
Spazio: la NASA studia astronavi gonfiabili


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