Spazio, Parmitano: addestrati per le emergenze, nessun pericolo a bordo

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Tre sono le emergenze che si possono verificare nello spazio: gli astronauti sono preparati ad affrontare il peggio

stazione spaziale internazionale“Il modo migliore di combattere la paura? Essere perfettamente addestrati in modo che la risposta alle emergenze diventi automatica”. Così, in un’intervista a ‘Repubblica’, Luca Parmitano, l’astronauta italiano che nel 2013 ha trascorso sei mesi sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), commenta quanto accaduto ieri sulla stazione spaziale dove si trova Samantha Cristoforetti, una presunta perdita di ammoniaca – poi rivelatasi falsa – che ha costretto gli astronauti a ripararsi per qualche ora nel segmento russo del modulo. Tre sono le emergenze “fondamentali” che si possono verificare nello spazio, spiega Parmitano, che ora lavora a Houston, all’ufficio astronauti dell’Agenzia spaziale europea presso la Nasa. “La prima è l’incendio – spiega – per cui si interviene in modo diverso se avviene nella parte americana dell’Iss o in quella russa, se l’incendio è di natura elettrica o no. La seconda è la de-pressurizzazione dovuta all’impatto con un micrometeorite: si valuta il tempo a disposizione, poi si cerca il modulo dove è avvenuta la perdita per isolarlo ed eventualmente procedere alla riparazione”. La terza “è una perdita del sistema di raffreddamento nella parte americana – continua Parmitano – con conseguente atmosfera tossica, che prevede il trasferimento dell’equipaggio nella parte russa perché l’ammoniaca si diffonde velocemente: avaria a cui è dedicato un addestramento serissimo, sia a terra sia a bordo, dove le procedure di controllo delle attrezzature di emergenza vengono ripetute a scadenze regolari”. Se nessuna di queste procedure dovesse funzionare, conclude Parmitano, “l’equipaggio è pronto a rientrare a terra in qualsiasi momento in perfetta sicurezza e in circa sei ore usando una o tutte e due le capsule Soyuz attraccate alla Iss”.