Eta Carinae, lo straordinario sistema binario che si trova a circa 7500 anni luce da noi, divenuto famoso per un’eruzione così intensa da farlo apparire per qualche decennio come la seconda stella più brillante del cielo, è di nuovo al centro dell’interesse degli astronomi.
Le due stelle che formano Eta Carinae sono avvolte dal mistero, in particolare la più piccola: la stella primaria ha una massa pari a circa 90 volte quella del Sole ed è 5 milioni di volte più luminosa, mentre la più piccola potrebbe misurare 30 masse solari ed essere un milione di volte più luminosa del Sole. Ruotano una attorno all’altra ad una distanza da brivido: al periastro distano appena 225 milioni di km, più o meno la distanza Sole-Marte, e viene raggiunto ogni cinque anni e mezzo: nei mesi immediatamente precedenti e successivi al periastro, il sistema entra in una sorta di fibrillazione.
I risultati dello studio guidato da Ted Gull del Goddard Space Flight Center NASA, mostrano un’intricata struttura gassosa che si estende per circa un decimo di anno luce: a produrla, le complesse interazioni fra i venti stellari emessi dalle due stelle. Grazie all’ausilio di simulazioni al computer, si è compreso che i rapidi venti della stella più piccola generano vere e proprie spirali nella materia densa della stella più grande.


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