Spettacolari nevicate sul nord dell’Arabia Saudita, imbiancata pure la città di Turaif

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10891897_772866629467583_731944567952795964_nL’ondata di freddo che dopo aver colpito Grecia e Turchia si è tuffata sul Medio Oriente è riuscita a portare delle spettacolari nevicate, fino a quote piuttosto basse data la latitudine, persino sui monti della Giordania meridionale e dell’Arabia Saudita nord-occidentale. Difatti, parte dell’aria fredda, di origine polare continentale, che ha invaso la Turchia e l’Asia minore (Siria, Libano, Israele e Palestina), è tracimata fin sull’entroterra desertico egiziano, con tesi venti da NO e O-NO che si sono rapidamente propagati verso la parte settentrionale del mar Rosso. Proprio qui i forti contrasti termici, fra l’aria molto fredda in quota che scorreva sopra le calde acque superficiali del mar Rosso, hanno prodotto pure delle “Cellule temporalesche”, caratterizzate da attività elettrica e colpi di vento, sospinte dai forti venti da O-NO in quota in direzione delle coste egiziane del Sinai meridionale e quelle saudite nord-occidentali, dove si sono verificate delle precipitazioni a sfogo di rovescio o temporale, che hanno assunto carattere nevoso sui rilievi al di sopra dei 900-1000 metri. Queste “Cellule temporalesche”, sfornate dal forte “gradiente termico verticale” (notevoli divari termici in seno alla colonna d’aria) che si è venuto a creare fra l’aria molto fredda in quota che scorreva al di sopra della più calda superficie del Mediterraneo orientale e del mar Rosso settentrionale, ha cosi apportato delle nevicate, a tratti anche piuttosto fitte, sui monti della Giordania, e sulla catena saudita dei Uwairedh.

Ecco le magnifiche immagini che testimoniano l'evento nevoso sui monti dell'Arabia Saudita nord-occidentale
Ecco le magnifiche immagini che testimoniano l’evento nevoso sui monti dell’Arabia Saudita nord-occidentale

Lungo il versante occidentale e settentrionale di questi rilievi il manto bianco ha superato i 5-10 cm di accumulo sopra i 1000 metri di altezza, dipingendo di bianco l’aspro paesaggio di queste aree montuose, caratterizzate da una scarsa vegetazione e da paesaggi semidesertici o desertici. Le spettacolari nevicate hanno interessato soprattutto la regione di Tabuk, nell’estremo nord-ovest dell’Arabia Saudita, ma non la città di Tabuk, dove l’ultima nevicata risale al Gennaio 2013. Ma le nevicate sono riuscite a sconfinare anche fin sull’entroterra desertico dell’Arabia Saudita settentrionale, non lontano dal confine con la Giordania. Una bella nevicata, a tratti anche intensa, ha imbiancato persino la città di Turaif, ubicata sopra gli 800 metri di altezza, nell’estremo nord dell’Arabia Saudita. Durante le nevicate sulla città del nord dell’Arabia Saudita il termometro è sceso sotto i +0.0°C, a causa dei rovesci intensi che hanno versato parte dell’aria molto fredda in quota fino agli strati più bassi. La neve caduta ha scatenato la curiosità degli abitanti delle città vicine, accorsi nell’area per ammirare il fenomeno e scattare delle fotografie al paesaggio dipinto di bianco da un sottile strato di neve fresca. Da queste parti la neve è rara, almeno in grandi accumuli, ma non impossibile.

10382142_772866682800911_6776818583504303946_nA differenza delle altre aree dell’Arabia Saudita, dove le nevicate sono più che rare, per via della difficile coniugazione fra le irruzioni fredde e le precipitazioni. Basti pensare che nel Gennaio del 2008 la regione intorno Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, era stata interessata da una nevicata molto abbondante, con accumuli fin dalle basse quote. In quei giorni, l’intensa ondata di gelo che investì tutto il Medio Oriente riuscì a portare la neve in pieno deserto Siriaco e su quello giordano, imbiancando persino il sito archeologico di Palmyra e la bellissima e antica città di Petra, scolpita nelle rocce del deserto giordano. Gli effetti di questa avvezione fredda si sono rapidamente smaltiti fra sabato 10 e domenica 11 Gennaio 2015, allorquando l’aria fredda tracimata sul mar di Levante si è mossa verso l’entroterra desertico siriano, la Turchia orientale, il nord-ovest dell’Iran e il nord dell’Iraq, perdendo gran parte del contenuto umido acquisito sul Mediterraneo orientale. Una parte dell’aria fredda è scivolata sopra l’entroterra desertico della penisola Arabica, riscaldandosi sensibilmente nei bassi strati e trasformandosi in aria più temperata, accompagnata da sostenuti, a tratti intensi, venti da Nord e N-NO, che hanno prodotto delle tempeste di polvere su gran parte del deserto Saudita, fino alla capitale saudita Riyadh, dove il termometro è sceso sotto i +4°C nella notte di domenica 11 Gennaio. Nel deserto saudita, fra la regione del Nafud e il Gebel Shammar, invece si sono registrate pure delle deboli gelate, seppure a 800-900 metri di altezza sul livello del mare. Su tutti spiccano i -3.2°C di Rafha e i -2.7°C di Al-Jouf. Notevoli anche i -2.0°C registrati a Turaif (dove è nevicato) e i -1.4°C di Gassim, anche se siamo ben distanti dai record assoluti di freddo stabiliti durante le storiche ondate di freddo che nei decenni passati hanno colpito più volte tutto il Medio Oriente.