Come abbiamo già spiegato nell’articolo di ieri, la neve sulle coste siciliane è un evento molto raro, per non dire eccezionale su alcuni angoli dell’isola, dove possono passare svariati decenni prima di vedere un evento nevoso degno di tale nome. Specie nella parte meridionale e sud-orientale, dove l’accumulo della neve sulla spiaggia rappresenta un evento più unico che raro, e di scarsa predicibilità. Anche perché, per vedere la “dama bianca” attecchire sul terreno non servono solo termiche a 850 hpa (circa 1400-1300 metri) praticamente perfette, con il passaggio di isoterme sui -8°C -9°C, già di per se ragguardevoli per le latitudini della Sicilia, e per il bacino centrale del mar Mediterraneo. Ma occorrono tutta una serie di fattori concomitanti, come la presenza di una certa ventilazione, di valori di umidità relativa non particolarmente elevati, dell’afflusso in quota di aria molto fredda nella libera atmosfera e del contemporaneo subentrare di nuclei precipitativi di una certa estensione e intensità che riescono a dare quel minimo contributo di raffreddamento (inibendo l’azione mitigatrice del mare) per favorire l’attecchimento dei fiocchi di neve sul terreno.
Basta che uno di questi elementi salti, per un improvviso cambio di vento o per altri fattori esterni, come una distribuzione frastagliata e irregolare delle precipitazioni, per impedire l’arrivo della neve, e parlare di nevicata mancata. Figuriamoci per le aree meno nevose del territorio italiano, come le località della Sicilia sud-orientale, dove la neve può mancare anche per oltre 70-80 anni. Questa volta per la Sicilia si è venuta a realizzare quella configurazione quasi perfetta, molto rara in questi anni 2000, che ha visto protagonista una “Ionio low” (depressione con minimo barico sullo Ionio) posizionata a largo del Golfo di Catania, e un minimo al suolo più ad est, posizionato appena ad ovest di Creta, che hanno catapultato l’aria fredda affluita sopra il basso Tirreno, fin sopra i cieli dell’isola. Ma oltre alle isoterme perfette, con valori prossimi ai -8°C -9°C a 1300 metri di quota, anche il vento e i valori di umidità relativa hanno dato quel contributo risultato fondamentale per l’avvento della neve, anche in quei luoghi solitamente poco avvezzi alle visite della “dama bianca”.
Come le coste del siracusano e del ragusano, da Augusta fino a Capo Passero, e persino sull’isola delle Correnti, dove da più di mezzo secolo non si vedeva un accumulo di neve così consistente sul livello del mare. Grazie al particolare assetto configurativo, e la vicinanza della “Ionio low” alla costa del catanese e del siracusano, per le località e le città della Sicilia sud-orientale l’alba del 2015 è stata davvero memorabile, accompagnata da spettacolari nevicate, con fiocchi secchi a larghe falde, che hanno coperto di bianco gran parte del siracusano e del ragusano, in particolare Ragusa e Modica completamente ammantate, con accumuli fin sul litorale, mentre sullo Ionio era in atto una vera e propria bufera di grecale, attivata dall’intenso “gradiente barico orizzontale” che si era attivato lungo il margine più occidentale della profonda depressione, a carattere freddo, posizionata sullo Ionio, e compressa dal robusto promontorio anticiclonico di 1040 hpa posizionato sulla Francia. In molti ancora si spiegano come la neve sia riuscita ad imbiancare anche l’area di Capo Passero, uno dei punti meno nevosi dell’intero territorio nazionale, poiché interamente circondato dal mare. Ma per chiarire questa osservazione basta osservare i metar e i synops della stazione di Cozzo Spadaro per capire come in questo caso sia stata sufficiente una semplice rotazione del vento, girato da terra, con un salto da N-NO a O-NO, per far affluire aria un po’ più fredda e meno umida dal vicino retroterra, determinando quel minimo raffreddamento che ha permesso alla neve di raggiungere il litorale, attecchendo sulla spiaggia. Difatti, dall’analisi dei synops di Cozzo Spadaro emerge come a cavallo con il nuovo anno, fra le 01:00 e le 02:00 AM del 1 Gennaio 2015, il vento da N-NO è ruotato da NO e O-NO (provenendo quindi da terra), in concomitanza con l’avvicinamento di un forte rovescio temporalesco, che poco dopo le 02:00 AM ha colpito anche l’area della stazione.
Proprio in questo frangente, con la rotazione temporanea del vento da O-NO e l’arrivo del temporale con un forte rovescio, la temperatura ha subito una drastica picchiata, passando dagli appena +4.2°C delle 00:00 AM ai +0.6°C delle 02:00 AM. L’istante in cui il temporale ha investito Capo Passero, con attività elettrica e forti rovesci che grazie al travaso di aria fredda dalle quote superiori (tramite le precipitazioni intense) hanno assunto prevalente carattere nevoso fino a livello del mare. Ma il momento clou è arrivato proprio fra le 03:00 AM e le 04:00 AM, quando con l’arrivo del temporale nevoso la temperatura è passata dai +0.4°C delle 03:00 AM al picco di ben +0.0°C delle 04:00 AM, in cui la neve aveva ormai attecchito sul litorale e persino sull’isola delle Correnti, rivestendo di bianco tutta l’estrema punta sud-orientale della Sicilia. La nevicata, seppur intensa, accompagnata da fulminazioni e tuoni, ha avuto vita breve, poiché già dopo le 05:00 AM, a causa dell’improvvisa rotazione del vento, da O-NO e E-NE (dal mare), con raffiche anche molto forti, la temperatura e i valori dell’umidità relativa sono saliti alle stelle in pochi minuti. Basti pensare che già alle 06:00 AM si misuravano +7.2°C, poi +8.6°C alle 07:00 AM. Un fortissimo rialzo termico che è stato dettato dall’ingresso del fortissimo vento da E-NE, attivato dal profondo minimo depressionario che cominciava ad allontanarsi verso il basso Ionio, convogliando verso la Sicilia sud-orientale impetuosi venti di burrasca da E-NE e NE, che hanno raggiunto anche raffiche di tempesta, con picchi di oltre 90-100 km/h in mare.
Proprio a Cozzo Spadaro, nella fase clou di questa improvvisa bufera di vento, alle 07:00 AM è stata registrata una massima raffica di ben 111.2 km/h da E-NE, dopo ben tre valori over 100 km/h. Il vento fortissimo dal mare, spingendo i termometri oltre i +8°C +9°C, ha tramutato le precipitazioni nevose in pioggia, fondendo rapidamente il velo di neve che nelle ore precedenti si era accumulato sulle spiagge attorno Capo Passero. Questo incredibile rialzo termico, in cosi poche ore, ci fa capire quanto sia così difficile e complicato vedere l’attecchimento della neve sulle coste sud-orientali della Sicilia, senza quel giusto contributo del vento e delle precipitazioni che solo una configurazione ad hoc può regalare.


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