“Scossa lieve ma con la stessa struttura del terribile terremoto del 1908”: le parole dell’esperto INGV sul terremoto di oggi tra Messina e Reggio Calabria ai microfoni di MeteoWeb
La scossa di terremoto avvertita stamane, alle ore 8.17 nella città di Reggio Calabria e di Messina, seppur di magnitudo 3.1 dunque non di livello particolarmente forte, ha ridestato nella popolazione l’incubo della paura dei disastrosi terremoti distruttivi che hanno segnata la storia di questo territorio. Del resto, la zona, altamente sismica è frequentemente soggetta a scosse isolate che fortunatamente negli ultimi anni non hanno raggiunto livelli particolarmente rilevanti e preoccupanti, anche se tra 2012 e 2014 non sono mancate scosse di magnitudo superiore a 4 e qualche sciame sismico.
Nonostante ciò, il fantasma del terremoto del 1908 è vivido ancora nelle menti dei reggini come anche dei messinesi, una storia drammatica che è entrata ormai anche nel bagaglio culturale delle generazioni calabresi più giovani grazie alle celebrazioni del centenario tenutesi nel 2008. La redazione di Meteo web ha chiesto il parere delll’esperto, Gianluca Valensise, dell’Ingv, per capire la natura della scossa verificatasi stamane alle ore 8.17, ad una profondità di 11 km circa, con un epicentro individuato nel mare dello Stretto, che da sempre separa ma unisce sotto questo aspetto le due città dirimpettaie. L’esperto ha dichiarato a Meteoweb che “la scossa generatasi stamane, ha la stessa struttura del terribile terremoto avvenuto nel lontano 1908. Stessa struttura dunque che, nel tempo, rilascia scosse di lieve o grande entità.”
L’esperto continua “il panico che si è generato fra la popolazione è stato non tanto per l’entità della scossa, ma più che altro per l’orario mattutino nel quale si è verificata, le 8.17, quando ancora buona parte delle persone era in casa e inoltre il fatto di averla sentita fortemente non dipende soltanto dall’intensità del sisma ma anche dalla sua profondità; ed è questo il caso odierno. La scossa di stamattina seppur solo di magnitudo 3.1 è stata però superficiale, con un ipocentro a 10,9 km e dunque le persone hanno avuto modo di sentirla maggiormente, ciò giustifica il panico improvviso propagatosi nella città. Inoltre la popolazione locale dovrebbe essere in parte abituata a questi fenomeni posto che il territorio è altamente sismico, con scosse spesso isolate ed occasionali. Una delle ultime frequenze continue si è verificata nel 1975 e poi nel 1985, da quel momento soltanto episodi isolati come quelli degli anni scorsi”.
A Reggio Calabria molte scuole sono state evacuate proprio a seguito della scossa registrata, forse una decisione eccessiva, ma non si è mai troppo prudenti se si pensa che il territorio è caratterizzato da un’urbanizzazione selvaggia. La gente è più sensibile alla paura da scossa sismica, anche appunto se di lieve entità come in questo caso, sintomo della consapevolezza che le lacune in campo urbano del tessuto cittadino potrebbero essere fatali, anche con una scossa non distruttiva. L’esperto, al riguardo ha ribadito che “il problema di Reggio Calabria e soprattutto delle zone periferiche è dovuto al fatto che la popolazione ha piena coscienza dei pochi controlli presenti nel territorio per assicurare il buono stato nonché la regolarità della propria abitazione e di quelle circostanti, quindi anche una piccola scossa fa inevitabilmente aumentare il rischio di crolli e danni”. Nel caso di Reggio Calabria, ha aggiunto infine Valensise, “dopo la ricostruzione del 1908, in particolar modo le zone periferiche e di nuova costruzione come Ravagnese e l’area residenziale intorno alla zona aeroportuale, sono disastrose. Occorrerebbe dunque, più che un allarmismo esagerato dinnanzi ad una scossa, impegnarsi attivamente in un cambio di cultura di fondo, creando un sistema di controlli dovuti efficaci, verifiche più accurate nei quartieri di più recente costruzione che sono quelli maggiormente soggetti a costruzioni non regolari e disordinate” .



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?