A fare il bilancio, con la voce incrinata dall’amarezza, è il sostituto procuratore di Bari, Ettore Cardinali, che indaga sull’incendio che ha devastato la Norman Atlantic
“Le uniche novità che abbiamo riguardano la lista dei dispersi in cui si aggiungono altre diciotto persone: 16 passeggeri di diverse nazionalità e registrati nella crew list, più due clandestini”: a fare il bilancio, con la voce incrinata dall’amarezza, è il sostituto procuratore di Bari, Ettore Cardinali, che indaga sull’incendio che ha devastato il traghetto “Norman Atlantic”. Il pm, intervistato da Askanews, ha infatti spiegato: “Finalmente le autorità greche hanno trasmesso i documenti richiesti alla capitaneria di porto e solo ora possiamo iniziare a fare i conti in maniera più precisa seppur con un po’ di tristezza”.
Il rogo che lo scorso 28 dicembre ha fatto bruciare ponti, stive, cabine, garage e uffici del cargo ha trascinato via anche vite umane: nove le salme recuperare e identificate, altre due giacciono nei fondali del mare Adriatico. Quando il traghetto prese fuoco si trovava a qualche miglia da Valona, in Albania.
L’elenco dei dispersi riporta i nomi di due italiani: Giuseppe Mancuso – originario di un paese in provincia di Messina e “Balsamo, un uomo di origini campane”, puntualizza il magistrato.
E gli altri due dispersi senza nome? “Stando a quanto hanno denunciato i famigliari dovrebbero essere siriani ma stiamo ancora procedendo ad accertamenti”, specifica Cardinali. Secondo quanto ricostruito, si tratterebbe di due uomini, fuggiti dalla barbarie della guerra: obiettivo era poter riabbracciare i parenti che vivono in Germania. Il copione per chi fugge dalle violenza è sempre lo stesso: una corsa da invisibili fino in Grecia e un imbarco da fantasmi, con il cuore gonfio di speranza e paura alla ricerca di una nuova vita. “Speriamo di avere presto notizie certe: continueremo a indagare”, ha assicurato il magistrato.


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