I casi di tumore del pancreas vanno aumentando: è uno dei grandi big killer in ambito oncologico, come rivelano i dati epidemiologici
Il pancreas è un organo dalla forma simile a quella di una pera o di una lingua; situato in profondità, nella cavità addominale, e lungo circa 15 centimetri. Esso, diviso in tre sezioni: testa (la più grande), corpo e coda (la più sottile), produce ormoni molto importanti, tra cui l’insulina, indispensabile per regolare il livello di zuccheri nel sangue;ma non solo, l’organo assembla anche enzimi che permettono la digestione da parte dell’intestino. Negli ultimi decenni, l’incidenza del tumore del pancreas è sensibilmente aumentata sia in seguito al miglioramento delle tecniche diagnostiche, sia per un aumento generalizzato delle aspettative di vita. Purtroppo di questo tumore, poco noto al grande pubblico, non se ne parla molto; pur essendo uno dei grandi big killer in ambito oncologico, come rivelano i dati epidemiologici. FATTORI DI RISCHIO: E’ difficile risalire alle cause che generano questo tumore, quarta causa di morte per cancro in Europa con oltre 80 mila decessi l’anno; tuttavia, diversi studi hanno definito alcuni fattori che aumentano il rischio di ammalarsi: il principale fattore di rischio è il fumo di tabacco; seguito da dieta, sovrappeso, sedentarietà, carenza di attività fisica; fattori occupazionali (secondo alcuni studi, i lavori chimici, quelli impiegati nel campo della lavorazione del carbone, di gas, metali, pellami, tessuti e alluminio sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare un tumore del pancreas), il diabete, la pancreatite cronica, precedenti patologie (i soggetti che hanno subito una gastrectomia o una colecistectomia sembrano più esposti al rischio di sviluppare un tumore pancreatico); fattori genetici ereditari (meno del 10% dei casi).
SINTOMI: Purtroppo il tumore del pancreas, in fase precoce, non dà segni particolari e comunque si tratta, inizialmente si disturbi piuttosto vaghi che possono essere interpretati erroneamente. I sintomi più chiari, variabili a seconda della zona del pancreas dove ha avuto inizio il tumore, compaiono quando il tumore ha iniziato a diffondersi agli organi vicini o ha bloccato i dotti biliari. Possono così manifestarsi perdita di peso e di appetito, ittero (colorazione gialla della pelle), dolore nella parte superiore dell’addome o nella schiena, debolezza, nausea o vomito. Infine, una percentuale di malati che va dal dieci al venti per cento può essere anche colpita da diabete, dovuto all’incapacità delle cellule malate di produrre insulina. DIAGNOSI: La diagnosi non è facile, poiché il pancreas è posizionato dietro altri organi, tra i quali stomaco, intestino tenue, dotti biliari, cistifellea, fegato e milza. Tra gli esami di laboratorio per la diagnosi : l’ecografia, primo esame che viene eseguito nei pazienti con itterio, poiché è sensibile ed efficace nell’identificare eventuali calcoli biliari nel coledoco che possono essere i reali responsabili dell’ostruzione; la Tac, esame di scelta per identificare una lesione tumorale del pancreas; la RMN, che può offrire vantaggi in casi particolari (es. quando si vogliono valutare specificamente i vasi sanguigni intorno al pancreas e le vie biliari). Passando alla biopsia, essa non è indicata se il paziente è candidato alla stadiazione laparoscopico/laparotomica o se è resecabile. Il motivo risiede nella possibilità di disseminare cellule tumorali lungo il tragitto dell’ ago. Essa può, invece, essere utile nei pazienti con tumore avanzato, non resecabile o nei casi rari in cui si sospetti un linfoma.
CURA: Per quanto riguarda la chirurgia, il chirurgo può decidere di asportare il tumore attuando uno dei seguenti tipi di intervento: duodenocefalopancreasectomia (asportazione della testa del pancreas e di una porzione dell’intestino tenue con un margine di resezione nel tessuto sano circostante. La porzione residua del pancreas sarà sufficiente per continuare a produrre i succhi digestivi e l’insulina), pancresectomia totale (l’intervento demolitore, con cui si asportano tutto il pancreas, una porzione dell’intestino tenue, parte dello stomaco, il dotto biliare, la cistifellea, la milza e la maggior parte dei linfonodi regionali), pancreasectomia distale (l’asportazione del corpo e della coda del pancreas) . Se il tumore si è diffuso e non è operabile, il chirurgo può decidere comunque di intervenire per alleviare i sintomi (es. con il bypass biliare, che serve per bypassare, ossia aggirare, una parte o tutto l’intestino tenue, facendo in modo che la bile refluisca nella porzione di intestino non ostruito). Si possono, inoltre, mettere in atto procedure chirurgiche o sotto controllo radiografico per inserire un catetere e drenare la bile che si è accumulata. La radioterapia (detta anche terapia radiante) utilizza radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche e ridurre le dimensioni del tumore. Le radiazioni possono essere erogate da una macchina esterna all’organismo (radioterapia esterna) oppure la sostanza radioattiva (radioisotopo) può essere immessa direttamente nella lesione per mezzo di tubicini di plastica (radioterapia interna o intracavitaria). La chemioterapia è la modalità terapeutica che distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci, che possono essere assunti per bocca in forma di compresse, oppure iniettati per via endovenosa. Si definisce trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell’organismo e in questo modo può raggiungere e distruggere le cellule tumorali che si sono diffuse anche al di fuori del pancreas.
PREVENZIONE: Per prevenire il tumore al pancreas: non fumate (il fumo di sigaretta, anche passivo, rappresenta il fattore di rischio più grande per lo sviluppo del cancro al pancreas); non incorrete nell’obesità, prestando attenzione agli alimenti altamente calorici, ricchi di proteine di origine animale, grassi e carboidrati raffinati. Limitate, inoltre, il consumo di bibite zuccherate, carni rosse e insaccati. Gli alimenti, pur non essendo a volte dannosi in sé, possono essere contaminati da aflatossine, liberate da muffe del mais o contenute in granaglie e legumi mal conservati. Mangiate abbondantemente frutta e verdura, durante i pasti o come spuntino durante la giornata, ricordando che la dieta migliore è quella mediterranea, con un regolare consumo di verdure, frutta, pesce azzurro, carboidrati, olio d’oliva, cereali e legumi. Praticate una regolare attività fisica, purchè con metodo e frequenza costante. Iniziate con qualcosa di leggero, come le passeggiate, per poi passare gradualmente ad esercizi più impegnativi, stando attenti a non strafare. Partite camminando a ritmo vivace. Attenti all’alcol: la dose non deve superare i 20-40 g al giorno per gli uomini e i 10-20 g per le donne: circa un bicchiere di vino a pasto.


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