Quante volte per dimagrire, si sentono storie di persone che digiunano frequentemente; ma i nutrizionisti avvertono, saltare i pasti è una delle violenze peggiori che si possano infliggere al nostro corpo con effetti del tutto contrari a quello tanto sperato del dimagrimento
Digiunare per poter dimagrire, è la pratica più diffusa tanto più sbagliata che si possa fare per l’organismo; un vero e proprio sopruso ed una violenza diretta alla funzionalità ed all’equilibrio del nostro corpo. Digiunare dunque, seppur ogni tanto ed in modo saltuario fa bene è una pratica che può essere realizzata solo con un’attenta preparazione alimentare prima ed è assolutamente compromettente per la salute se viene effettuate in modo “fai da te”. Sicuramente non aiuta a dimagrire, anzi. Non mangiando, non abituiamo il corpo ad assumere calorie e sostanza alimentari, di conseguenza tenderà ad essere sopraffatto quando saltuariamente introduciamo cibo. In realtà, i miglior nutrizionisti insegnano che il corpo ha necessità di alimentarsi da un minimo di 3 , meglio 5, volte al giorno. Quando si introduce cibo nell’organismo automaticamente viene prodotta insulina per favorirne la sua assimilazione. L’insulina viene prodotta in quantità minori quando la quantità di cibo che assumiamo è poco, motivo per cui, per quanto riguarda le calorie, se ne bruciano molte di più con piccoli pasti ma moltiplicati nell’arco della giornata. Uno studio condotto dalla Mayo Clinic ha rilevato inoltre che chi mangia addirittura fino a 5 o sei volte al giorno ha il colesterolo e LDL più basso del 5 % rispetto a coloro che non hanno l’abitudine di frammentare i pasti nell’arco della giornata.
Per capire in termine più semplici possibili cosa causiamo al nostro organismo quando digiuniamo, perchè il corpo aumenta il suo stimolo di fame; sulla rivista Greenme infatti i riporta che rinunciare al pranzo o alla cena o alla colazione in particolar modo comporta più danni rispetto ai possibili benefici. E ad avvalorare questa tesi, c’è uno studio condotto da Rajita della Yale University e poi pubblicato sul Journal f Clinical Investigation”. Secondo la ricerca appena citata, il corpo trae dei benefici nell’alimentazione regolare e costante, benefici anche per quanto riguarda il peso forma ideale. Quando nel nostro corpo si verifica un calo di zuccheri infatti il cervello produce quell’impulso di fame. Se invece di soddisfare questo impulso che sta comunicando il cervello (che non fa che interpretare il volere e l’esigenza del nostro corpo) “riduciamo i nostri rifornimenti di glucosio” ha detto Sinha “finiamo per perdere in modo sempre più evidente la capacità di controllare il desiderio, soprattutto verso i cibi grassi e golosi, ipercalorici, come i carboidrati da cui si ricava la maggior parte degli zuccheri”.
Infatti, privare il corpo della sua energia non aumenta di sicuro la sua attività di “bruciare” l’eccesso. Anzi il contrario. Il suo stimolo alla fame nel tempo tenderà a sfuggire al controllo e quando ci si presenterà una tavola imbandita dopo giorni di digiuno il cervello ci spingerà ad ingurgitare tutto ciò che troviamo, ottenendo dunque ‘effetto contrario di ciò che volevamo fare digiunando, ossia dimagrire.
Ma come questa tesi può convivere con quella del digiuno, che molti esperti e nutrizionisti consigliano come pratica “purificante” se effettuato per pochi giorni? E’importante saper scindere le due situazioni in modo oculato ed attento: digiunare per pochi giorni a sì degli effetti benefici per il nostro organismo, ma è una pratica che può essere svolta solo da quei fisici che sono allenati costantemente al digiuno e che hanno realizzato una preparazione alimentare pre-digiuno adeguata ad assimilare tutte quelle proprietà benefiche che gli permetteranno comunque di avere energia da spendere nel corpo, come del resto ha anche specificato in merito il Dottor Lucio Lucchin.