Allerta mari e venti: imminenti ben due “libecciate” sul Tirreno, giovedì furiosi venti di bora e grecale fra alto Adriatico e Liguria

Archiviata l’intensa fase di maltempo dello scorso weekend, un nuovo quanto profondo ciclone extratropicale, alimentato lungo il suo margine più occidentale dalla discesa di aria fredda d’estrazione polare marittima, si è appena insidiato sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo. Sullo scenario sinottico euro-atlantico si nota un ancora robusto promontorio anticiclonico atlantico, che presenta una struttura con il tipico assetto meridiano, con un cuneo anticiclonico allungato in direzione dell’Atlantico settentrionale e del mar di Norvegia. Con questo tipo di posizionamento l’area anticiclonica oceanica tende a imprimere un moto parzialmente “retrogrado” al ramo principale del “getto polare” che transita sopra i cieli dell’Europa centro-occidentale, con la conseguente formazione di diversi nuclei di vorticità positiva che sotto la spinta del “getto polare” tendono ad evolvere in ciclogenesi secondarie fra il mar delle Baleari e la Corsica.

Una di queste proprio in queste ore sta nascendo nel tratto di mare a nord-est dell’isola di Minorca, presentando un minimo barico al suolo sceso sui 993 hpa, in ulteriore approfondimento. Questa profonda depressione, nel corso della prossima serata, evolverà in direzione del mar di Corsica, approfondendosi ulteriormente grazie alla costante alimentazione fredda presente ad ovest della circolazione ciclonica. Durante la sua evoluzione in direzione della Corsica, della Sardegna e del Tirreno, questo vortice depressionario, molto profondo, piloterà verso le nostre regioni un sistema frontale a carattere freddo, che dalla Sardegna si muoverà molto velocemente alle regioni tirreniche e al resto del centro-nord, con una estesa occlusione che si attesterà a ridosso della Liguria, Toscana, Emilia e Marche, con un richiamo umido da Est ed E-NE nei bassi strati che favorirà un ulteriore calo dello “zero termico” e una modesta avvezione di umidità che dovrebbe essere in grado di garantire nevicate fino a quote pianeggianti fra basso Piemonte, bassa Lombardia, Emilia e entroterra ligure.

Il fronte freddo, con a seguito intensi venti da O-SO e Ovest in tarda serata toccherà la Sardegna, portando rovesci e temporali (accesi anche dalla confluenza venti nei bassi strati e dall’intensa avvezione di vorticità positiva in quota), oltre che forti venti burrasca, con conseguenti mareggiate di media entità sulle coste occidentali dell’isola, dal sassarese all’oristanese e cagliaritano. L’elemento saliente sarà rappresentato dai venti piuttosto intensi, prima di libeccio e dopo di ponente, che accompagneranno il passaggio di questo sistema frontale, che già nella mattinata di domani si sposterà verso i Balcani, causando anche lì rovesci e temporali sulle coste croate e montenegrine. Il passaggio di questa depressione, che si approfondirà fino a 991 hpa, produrrà una significativa compressione del “gradiente barico orizzontale” fra l’Italia centrale, il medio Tirreno e le coste nord-africane.

Questo intenso “gradiente barico orizzontale” che si verrà a costruire, acuito ulteriormente dalla spinta di masse d’aria sempre più fredde, di origini polari marittime, in sfondamento dalla porta di Carcassonne e dal Rodano, che a loro volta causeranno un aumento della pressione barometrica fra la Spagna e i mari italiani, agevolerà l’innesco di una impetuosa ventilazione da O-SO e SO, che dal mar di Alboran e dal Canale di Sardegna si propagherà a tutto il medio-basso Tirreno, fino alle coste del basso Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, tramite un intenso libeccio che risalirà il bacino tirrenico, sollevando un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 3.0-4.0 metri di altezza. I venti più forti, a partire dalla prossima notte, dovrebbero propagarsi al medio-basso Tirreno, con una impetuosa ventilazione da SO che potrebbe raggiungere forza 8 Beaufort in mare aperto, e nel tratto davanti le coste del Lazio meridionale e della Campania.

Nel corso della notte le burrasche dovrebbero raggiungere le coste di Lazio, Campania e Basilicata tirrenica, dove il libeccio oltrepasserà la soglia d’attenzione, con picchi di oltre 70-80 km/h nei punti più esposti della fascia costiera fra Lazio e Campania. Parte di questi intensi venti di libeccio, dopo aver sferzato le coste di Lazio e Campania si propagheranno verso l’entroterra scavalcando molto velocemente le creste dell’Appennino e scivolando sotto furiose raffiche di “garbino” lungo le coste adriatiche (versante sottovento), tra Molise, Basilicata orientale e Puglia, con picchi capaci di superare la soglia degli 80-90 km/h lungo l’uscita delle principali vallate appenniniche. L’effetto del vento di caduta dai crinali dell’Appennino Molisano e Lucano farà acquistare ulteriore velocità alla massa d’aria che raggiungerà le sottostanti vallate e le coste del basso Adriatico e dell’alto Ionio tramite impetuose e turbolenti folate che potranno risultare, a tratti, anche molto forti, lì dove l’orografia può originare locali effetti di “amplificazione”.

Il “garbino” sulle coste del basso Adriatico soffierà in modo molto forte fino al pomeriggio di domani, con forti raffiche di caduta che batteranno in modo particolare la Puglia centro-meridionale e la costa molisana. I venti si attenueranno, ma solo temporaneamente e per poche ore, solo dal pomeriggio di domani, quando il sistema frontale sopra citato si sarà allontanato sui Balcani. Ma già dalla mattinata di giovedì 5 Febbraio un nuovo nucleo di vorticità positiva scivolerà sul Mediterraneo centro-occidentali, evolvendosi in una profonda ciclogenesi che avvicinandosi alla Sardegna e al medio Tirreno rischia di richiamare una nuova forte libecciata sui mari dell’Italia meridionale, e forti venti di bora e grecale fra Golfo di Trieste (dove si raggiungeranno punte di oltre 130-140 km/h), Adriatico settentrionale e mar Ligure, con burrasche capaci di raggiungere persino forza 8-9 Beaufort, producendo una ventilazione molto forte capace di creare tanti disagi ai trasporti marittimi e aeroportuali (e non solo). Come Trieste anche le coste del ponente ligure, fra savonese e imperiese, giovedì rischiano di essere spazzate da venti molto forti di caduta dalle vallate dell’Appennino Ligure, fino a 80-90 km/h, in grado di arrecare non pochi disagi.

Attese mareggiate anche consistenti sulle coste di Sardegna occidentale, Lazio e Campania

Già da stanotte mareggiate di debole e media entità colpiranno le coste della Sardegna occidentale, e in seguito pure i litorali tirrenici, fra Lazio e Campania, con il sopraggiungere di onde vive da SO sempre più formate e alte. La presenza di un “Fetch” (estensione dello spazio di mare su cui soffia il vento) molto ampio, che dal tratto di mare antistante la costa algerina si estende fino al Canale di Sardegna, mare di Sardegna e al Tirreno centro-meridionale, favorirà lo sviluppo di un moto ondoso molto consistente su tutti i bacini più meridionali e sui mari che circondano la Sardegna meridionale e la Sicilia. In particolare il Canale di Sardegna ed il Tirreno centro-meridionale, direttamente esposti alle burrasche da O-SO e Ovest. Sul Tirreno centro-meridionale i forti venti da O-SO e Ovest genereranno entro la serata di venerdì imponenti onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 4.0-5.0 metri di altezza nel tratto di mare antistante le coste della Campania e del Lazio.

Queste ondate, piuttosto alte, si dirigeranno verso i litorali del Lazio meridionale e della Campania, attivando su questi mareggiate di debole e moderata intensità che potranno arrecare anche dei danni nei tratti soggetti al fenomeno dell’erosione. Solo da domani pomeriggio il moto ondoso subirà una temporanea scaduta da SO, in previsione di una nuova libecciata attesa dal pomeriggio di giovedì, ben più intensa di questa imminente. Purtroppo queste mareggiate, cosi ravvicinate fra loro rischiano, di causare gravi danni in quei tratti di costa già vulnerati dai marosi, nelle recenti mareggiate della scorsa settimana. Le onde di “mare vivo” produrranno una forte erosione che rischia di cancellare interi tratti di spiagge.

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