Allerta mari e venti: nuova potente “libecciata” sul medio-basso Tirreno, furiose raffiche di bora e tramontana fra Golfo di Trieste e Liguria

wind10m_H_web_44Quella di domani sarà una giornata molto difficile per quanto riguarda le condizioni mete/marine. Difatti l’intero territorio nazionale sarà inglobato in una profonda ciclogenesi mediterranea, che oltre a portare nevicate anche abbondanti fino in prossimità delle pianure fra basso Piemonte, bassa Lombardia ed Emilia, produrrà venti molto forti, che eccederanno la soglia d’attenzione su buona parte dei mari italiani. Difatti, il robusto promontorio anticiclonico atlantico, che presenta una struttura con il tipico assetto meridiano, con un cuneo anticiclonico allungato in direzione dell’Atlantico settentrionale e del mar di Norvegia, continua a imprimere un moto parzialmente “retrogrado” al ramo principale del “getto polare” che transita sopra i cieli dell’Europa centro-occidentale, con la conseguente formazione di diversi nuclei di vorticità positiva che sotto la spinta del “getto polare” tendono ad evolvere in ciclogenesi secondarie fra il mar delle Baleari e la Corsica.

analyzaProprio in queste una seconda ciclogenesi si sta strutturando fra le Baleari e il mar di Corsica, presentando un minimo barico al suolo sceso sui 992 hpa davanti Minorca, in ulteriore approfondimento. Questa profonda depressione, nel corso della prossima nottata, evolverà in direzione del mar di Corsica, approfondendosi ulteriormente grazie alla costante alimentazione fredda presente ad ovest della circolazione ciclonica. Durante la sua evoluzione in direzione della Corsica, della Sardegna e del Tirreno, questo vortice depressionario, molto profondo, piloterà verso le nostre regioni un nuovo ed intenso sistema frontale a carattere freddo, che dalla Sardegna si muoverà molto velocemente alle regioni tirreniche e al resto del centro-nord, con una estesa occlusione che si attesterà a ridosso della Liguria, Toscana, Emilia e Marche, con un richiamo umido da Est ed E-NE nei bassi strati che favorirà un ulteriore calo dello “zero termico” e una modesta avvezione di umidità che dovrebbe essere in grado di garantire nevicate fino a quote pianeggianti fra basso Piemonte, bassa Lombardia, Emilia e entroterra ligure.

eurL’elemento saliente sarà rappresentato dai venti piuttosto intensi, prima di libeccio e dopo di ponente, che accompagneranno il passaggio di questo sistema frontale. Il passaggio di questa depressione, che si approfondirà fin sotto i 990 hpa, produrrà una significativa compressione del “gradiente barico orizzontale” fra l’Italia centrale, il medio Tirreno e le coste nord-africane, con un conseguente infittimento delle isobare fra Sardegna, medio-basso Tirreno e Adriatico. Questo intenso “gradiente barico orizzontale” che si verrà a costruire, acuito ulteriormente dalla spinta di masse d’aria sempre più fredde, di origini polari marittime, in sfondamento dalla porta di Carcassonne e dal Rodano, che a loro volta causeranno un aumento della pressione barometrica fra la Spagna e le Baleari, agevolerà l’innesco di una impetuosa ventilazione da SO, che dal dalle coste algerine e dal Canale di Sardegna entro la mattinata di domani si propagherà a tutto il medio-basso Tirreno, fino alle coste del basso Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, tramite un intenso libeccio che risalirà il bacino tirrenico, sollevando un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 3.0-4.0 metri di altezza.

wind10m_H_web_40I venti più forti, a partire dalla prima mattinata di domani, dovrebbero propagarsi al medio-basso Tirreno, con una impetuosa ventilazione da SO che potrebbe raggiungere forza 8 Beaufort in mare aperto, e nel tratto davanti le coste del Lazio meridionale e della Campania. Nel corso della tarda mattinata di domani le burrasche raggiungeranno le coste di Lazio, Campania, Basilicata tirrenica e il Golfo di Policastro, dove il libeccio oltrepasserà la soglia d’attenzione, con picchi di oltre 70-80 km/h nei punti più esposti della fascia costiera fra Lazio e Campania. In particolare fra il pomeriggio e la serata di domani, quando la profonda depressione scavalcherà la Corsica posizionandosi sul medio-alto Tirreno, i venti più forti da SO attivati dal fittissimo “gradiente barico orizzontale” impatteranno con tutta la loro furia sulle coste del Lazio meridionale e della Campania, penetrando fin dentro il Golfo di Napoli, con burrasche da SO che dovrebbero superare forza 8 Beaufort, eccedendo ben oltre forza 9 Beaufort nelle raffiche più forti, che potranno oltrepassare la soglia degli 80 km/h, localmente anche 90 km/h.

wind10m_M_web_41Parte di questi intensi venti di libeccio, dopo aver sferzato le coste di Lazio e Campania si propagheranno verso l’entroterra scavalcando molto velocemente le creste dell’Appennino e scivolando sotto furiose raffiche di “garbino” lungo le coste adriatiche (versante sottovento), tra Abruzzo, Molise e Puglia, con picchi capaci di superare la soglia dei 60-70 km/h lungo l’uscita delle principali vallate appenniniche. Solo dalla mattinata di venerdì i forti venti di libeccio dovrebbero cominciare leggermente ad attenuarsi, ruotando più da O-SO sul medio-basso Tirreno. Ma la profonda depressione tirrenica nel corso della mattinata di domani sarà in grado di richiamare forti venti di bora e grecale fra Golfo di Trieste, dove in mattinata si raggiungeranno punte di oltre 130-140 km/h, l’Adriatico settentrionale e il mar Ligure, con burrasche capaci di raggiungere persino forza 8-9 Beaufort, producendo una ventilazione molto forte capace di creare tanti disagi ai trasporti marittimi e aeroportuali (e non solo).

Bora forte nell'isola di Pago (Croazia)Come Trieste anche le coste del ponente ligure, fra savonese e imperiese, giovedì rischiano di essere spazzate da venti molto forti di caduta dalle vallate dell’Appennino Ligure, fino a 80-90 km/h, in grado di arrecare non pochi disagi. Fra la nottata e la prima mattinata di domani, l’infittimento del “gradiente barico orizzontale” e del “gradiente termico orizzontale” fra Europa centrale e Mediterraneo centrale (con le Alpi da spartiacque), ad opera dell’approfondimento della ciclogenesi sul medio-alto Tirreno, contribuirà a determinare intensi venti di caduta, da E-NE, lungo le coste della Venezia Giulia, il Golfo di Trieste e l’Istria, dove tornerà di scena la bora. Fra il Golfo di Trieste e l’Istria le raffiche di bora potranno risultare davvero molto forti, con picchi in grado di sfondare la soglia dei 120-130 km/h. Proprio a causa di questo temporaneo infittimento del “gradiente barico orizzontale” che si verrà a realizzare fra l’Italia centrale e l’alto Adriatico, si verificherà l’attivazione di un intenso richiamo di venti da E-NE ed Est, attivi soprattutto fra il Golfo di Trieste e l’Adriatico più settentrionale.

Refoli di Bora sul golfo
Refoli di Bora sul golfo

Questi venti freddi e turbolenti si “canalizzeranno” all’interno dei principali valichi delle Alpi Dinariche, tramite l’attivazione dei poderosi “deflussi” che originano la bora (“vento catabatico”). Quest’ultima già dalla notte s’intensificherà ulteriormente, spirando a tratti anche forte, con raffiche capaci di toccare i 120-130 km/h su Trieste e sull’Istria. Le impetuose folate di Bora, fra la nottata e la giornata di domani, favorendo il trabocco delle masse d’aria molto fredde insistenti sopra le pianure danubiane e l’entroterra sloveno, anche se in quota, al di sopra del “deflusso” della Bora, insistono correnti decisamente più mite, proveniente dai quadranti meridionali. Parte di questi venti forti venti di bora si butteranno sull’alto Adriatico per raggiungere le coste del Veneto e della Romagna, per poi penetrare sul Catino Padano sotto forma di una moderata ventilazione da Est ed E-SE, che dal Veneto si propagherà alla Lombardia e al Piemonte, ammassando masse d’aria fredde lungo il versante settentrionale dell’Appennino Ligure che esacerberanno il “gradiente barico” fra il basso Piemonte e le coste liguri.

Bora a TriesteQuesto forte “gradiente termico” aprirà le porte al “deflusso” dell’aria fredda padana verso le coste del ponente ligure e la città di Genova, tramite forti raffiche di caduta che usciranno dalle vallate dell’Appennino Ligure. In particolare domani, fra la mattinata e il pomeriggio il flusso orientale in ingresso sulla pianura Padana favorirà l’attivazione di raffiche di tramontana e grecale davvero molto forti sulle coste del savonese, imperiese e genovesato, con folate che potranno toccare punte di oltre i 70-80 km/h, ma locali picchi sopra i 90 km/h saranno possibili nell’area di Capo Mele, ed in altri punti del litorale savonese e dell’imperiese, prima dell’attenuazione delle raffiche prevista non prima di sera su tutta la costa ligure, quando il vento da N-NE comincerà a scendere sulla soglia d’attenzione.

Mareggiata ad Acireale da E-NEForti mareggiate da libeccio fra Lazio e Campania, intense risacche da bora sui litorali veneti e romagnoli

I venti di burrasca che domani spazzeranno i mari italiani renderanno quest’ultimi da molto mossi ad agitati, fino a molto agitato il medio-basso Tirreno dalla serata di domani. La presenza di un “Fetch” (estensione dello spazio di mare su cui soffia il vento) molto ampio, che dal tratto di mare antistante la costa algerina si estende fino al Canale di Sardegna e al Tirreno centro-meridionale, favorirà lo sviluppo di un moto ondoso molto consistente su tutti i bacini più meridionali e sui mari che circondano la Sardegna meridionale e la Sicilia. In particolare il Canale di Sardegna ed il Tirreno centro-meridionale, direttamente esposti alle burrasche da SO.

Gli effetti di una potente mareggiata da Maestrale sulle coste della Sardegna occidentale
Gli effetti di una potente mareggiata da Maestrale sulle coste della Sardegna occidentale

Sul Tirreno centro-meridionale i forti venti da SO genereranno entro la serata di domani imponenti onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 4.0-5.0 metri di altezza nel tratto di mare antistante le coste della Campania e del Lazio, ma con “Run-Up” capaci di toccare i 6.0 metri, specie nel tratto antistante le coste della Campania. Queste ondate, piuttosto alte, si dirigeranno verso i litorali del Lazio meridionale e della Campania, attivando su questi mareggiate anche intense che potranno arrecare anche dei danni nei tratti soggetti al fenomeno dell’erosione. Mare che rimarrà agitato con onde lunghe da SO in scaduta per tutta la giornata di venerdì. Sempre nella mattinata di domani i forti venti di bora che investiranno l’Adriatico più settentrionale solleveranno un bel moto ondoso, con onde piuttosto ripide e alte fino a 3.0 metri, che andranno a sbattere sui litorali del Veneto e della Romagna, dove si attiveranno delle mareggiate.

ischia mareggiata 01Specie nel tratto fra la costa ravvenate, il riminese e l’alto pesarese che verrà investito in pieno da queste ondate prodotte dal “deflusso” della bora in uscita dall’Istria e dal Golfo di Trieste. Il moto ondoso dovrebbe scadere rapidamente già dalla serata successiva, ma l’irrompere di queste ondate, alte fino a 2.5-3.0 metri, purtroppo rischia di cagionare anche dei danni nei tratti di costa già duramente colpiti dal fenomeno dell’erosione costiera.