Le abbondanti nevicate delle ultime settimane che hanno imbiancato tutta l’Italia – oltre a rappresentare uno straordinario spettacolo della natura – hanno portato con loro anche il rischio di valanghe e insidie per sciatori ed escursionisti. “In questa prima parte di stagione invernale abbiamo già registrato 74 persone travolte da valanghe, delle quali 14 sono morte. La media annuale degli ultimi 20 anni è di 25 vittime, nel 2014 sono state 22”. Così all’AdnKronos Vincenzo Romeo – responsabile nazionale del servizio Meteomont del Corpo Forestale dello Stato – che fa un quadro della situazione maltempo e rischio valanghe di questi ultimi giorni.
“Dobbiamo fare massima attenzione alla prevenzione, – sottolinea Romeo – è importante consultare i bollettini, imparare a leggerli, interpellare le guide alpine e partecipare a corsi di formazione. Fondamentale, poi, è applicare la ‘regola del 3×3’ prima di partire per un’escursione: una valutazione in tre momenti differenti di tre aspetti basilari, quali le condizioni di salute e quelle dell’attrezzatura proprie e del gruppo, e le condizioni del meteo e del terreno che intendiamo percorrere. Questi elementi – ricorda Romeo – vanno controllati il giorno prima dell’escursione; il giorno dopo, prima di partire e durante l’itinerario: abbiamo inserito questa funzione nella app Meteoment per smartphone, cosicché tutti possano usufruirne in qualsiasi momento”. “La stagione – prosegue Romeo – è iniziata con poca neve, ma ciò non comporta un minor rischio, anzi: molti sono stati gli incidenti, in quanto la scarsa neve che cade – trasportata dal vento – va a formare dei lastroni di ghiaccio ad alta quota che sono suscettibili al passaggio degli sciatori. I fruitori del fuori pista vanno proprio a ricercare la neve in questi settori e, senza un’adeguata attrezzatura, queste escursioni possono rivelarsi molto pericolose. Le abbondanti nevicate di queste ultime settimane – continua – hanno poi creato un problema di neve fresca che si posa a basse temperature senza avere il tempo di assestarsi, formando degli strati di ghiaccio. Il vento forte e le basse temperature hanno fatto poi aumentare il rischio valanghe”, conclude il responsabile del servizio Meteomont.


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